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Ultimi ritocchi

Oggi abbiamo registrato le ultime cose per la nuova pubblicità Daygum che sarà in onda tra poco. (E’ venuta molto carina, spero che vi piacerà!) Un mondo fantastico, quello del suono, la voce, il doppiaggio. Riconosco l’immensa bravura dei doppiatori italiani, ma faccio fatica a guardare i film stranieri in italiano, li metto in versione originale ed ogni tanto con i sottotitoli. Non è vero che si fa fatica a leggere i sottotitoli mentre si guarda il film, poi ed è anche un ottimo modo per imparare l’inglese! Basta abituarsi direi…


  • PuroNanoVergine

    Sono d'accordo sui sottotitoli e sull'aiuto che danno a imparare l'inglese.

    Mi ricordo che vidi un film dei Fratelli Marx
    dove Groucho chiedeva a Chico una torcia (erano in perlustrazione notturna) ricevendone in cambio un pesce.
    La gag risultava comprensibile solo con l'audio originale (vi era un gioco di parole fra FLASH e FISH).

    21 maggio 2011 at 08:30 Rispondi
  • PuroNanoVergine

    Ho sbagliato fratello (non era Groucho):

    http://www.youtube.com/watch?v=yxWIjnrG3FM

    21 maggio 2011 at 08:33 Rispondi
  • Nino

    Nell'attesa della sorpresa.

    I doppiatori italiani sono i più bravi, una tradizione che risale al fascismo quando si doveva "italinizzare" tutto.
    Molto spesso, spessissimo, i film stranieri vengono (venivano?) valorizzati dai nostri doppiatori ma avevano, ed hanno, un aspetto negativo: allontana l'italiano dall'inglese.

    Negli altri paesi l'inglese si studia come seconda lingua madre (o quasi) mentre in Italia lo si studia come lingua straniera poi, se il caso, si approfondisce per conto proprio, in età adulta quando è troppo tardi assimilare un pronuncia decente.

    Abbiamo un altro svantaggio: la vocalizzazione.
    E' facile memorizzare le nostre parole. Ed in compenso abbiamo una grammatica da suicidio 🙁

    Il risultato? Un nord-europero parla in media due lingue con perfetta padronanza( madre e inglese) e riesce a spiaccicare qualche parola (ed anche più) di una lingua neolatina.

    Per il piacere della discussione in un attimo di ozio.
    Ciao a tutti

    21 maggio 2011 at 09:04 Rispondi
  • Nino

    Alcune domande a Filippa, quando ha tempo e se ha voglia di rispondere:

    Quando un ragazzo italiano lascia la famiglia ( si e quando?…a 40anni?) per andare all'estero c'è tutto un giro di telefonate presso amici e parenti residente all'estero per preparare la strada, almeno fino a che si ambienta.

    Tu come sei arrivata in Italia?
    Parlavi italiano?
    Hai appoggiato presso amici o parenti?

    O più in generale: come volano fuori dal nido i ragazzi nordici?

    21 maggio 2011 at 09:08 Rispondi
  • filippa

    Nino! Sono arrivata in Italia con l'aereo, daiiii scherzo! Sono arrivata da sola a 18 anni, avevo ricevuto la proposta di fare la modella a Milano, e volevo comunque prendermi un anno sabbatico prima dell'università, (mai tornata). Non parlavo l'italiano, l'inglese si invece. L'agenzia mi ha trovato un appartamento che dividevo con altre due ragazze, spagnole.
    Il primo giorno l'agenzia mi ha aiutata, il secondo ciao, arrangiati, mappa della città in mano, biglietto per la metrò, e via a fare appuntamenti per lavoro, giornali, aziende, fotografi..etc Sono rimasta alcuni mesi prima di spostarmi a Parigi.

    Per i ragazzi nordici ti dico dopo…ora pranzo! baci! fili

    21 maggio 2011 at 11:17 Rispondi
  • Letizia

    Commento di una cinefila incallita:
    Tanto di cappello ai doppiatori italiani, ammiro la loro bravura e per loro ho un'immensa stima, anche perché per fare un mestiere del genere bisogna essere dei bravi attori per riuscire ad "entrare" nel corpo e nella mente di un'altra persona dandole credibilità, ma ragazzi… mi spiace, ma con un film in lingua originale (con o senza sottotitoli) non c'è storia! Una voce in presa diretta, capace di comunicare ogni minima emozione e sensazione a partire da un singolo respiro, non ha pari!

    Senza contare l'aspetto puramente didattico, non trascurabile, di prendere confidenza con una lingua straniera, ascoltando la pronuncia e imparando vocaboli ed espressioni… parola di eterna esterofila!

    Devo muovere una sola critica: la traduzione in italiano dei titoli, alcuni sono davvero da galera!

    21 maggio 2011 at 17:26 Rispondi
  • Arianna

    Da aspirante traduttrice non posso non essere d'accordo con voi. Lo scoglio delle lingue è ancora insormontabile per tante, troppe persone, e purtroppo anche per i giovani… Il doppiaggio è l'occasione per conoscere altri mondi, conoscenza che passa però per una mediazione forzata e che trasmette solo una parte delle emozioni e di tutto ciò che quel film racconta.

    22 maggio 2011 at 13:26 Rispondi

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