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coco mademoiselle

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L’attrice Keira Knightley è ancora la testimonial della nuova campagna per la fragranza Coco Mademoiselle di Chanel e Planetfil ha il piacere di mostrarvi in anteprima lo spot per la regia di Joe Wright e un’intervista di Keira. Elegante e sofisticata ma con un forte carattere che non ha problemi di far emergere quando serve. #ilikeher

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Intervista:

  • giu

    Ieri sera ho visto su PresaDiretta (Rai3) un reportage intitolato “Made in Italy”. Ne ho apprezzato il preciso ed impietoso taglio giornalistico, ne consiglio quindi la visione a chi volesse avere anche un’idea critica del mondo del fashion, qui:
    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-32d3b3be-421e-4164-af7b-d75aac92e530.html
    Ne sconsiglio invece la visione a coloro che preferiscono vedere solo il lato positivo del mondo.
    g.

    18 marzo 2014 at 09:04 Rispondi
    • laura

      AMO SIA KEIRA CHE CHANEL 🙂
      QUINDI SN CONTENTA CHE CI SIA ANCORA LEI COME TESTIMONIAL
      KISS

      30 marzo 2014 at 21:53 Rispondi
  • DB

    E che dice, in sintesi, l’ottimo Jacona ?
    Non l’ho visto e adesso non ho il modo di vederlo.
    Grazie !

    P.S.
    Ieri sera ho visto una buona parte di una replica di Passepartout. Riguardava il Salone del Mobile di Milano. Al termine mi chiedevo se un discorso serio e documentato sul ‘made in Italy’ si potrà mai fare. Discorsi se ne fanno tanti, ma mi sembrano sempre celebrativi e retorici. Intendo, invece, una cosa meditata e documentata sulle ragioni economiche e culturali del fenomeno.

    18 marzo 2014 at 10:16 Rispondi
    • giu

      Caro DB, perdona la tardiva risposta, ma tant’è.
      In estrema sintesi, il buon Jacona ha evidenziato la paura delle aziende italiane di essere Aziende. Col risultato che questa paura va ad impoverire le comunità locali ed a schiavizzare le comunità remote.
      Ma questa potrebbe essere solo la prima riga di un lungo, lunghissimo elenco. Quale?
      La paura di un governo di essere Governo, cercando accettazione all’estero.
      La paura delle persone di essere Persone, come quando si fa finta di nulla anche quando bimbi piccolissimi vengono uccisi a colpi di mitraglietta.
      Proseguo? No, meglio di no.
      Think positive.
      Un sincero abbraccio, giu

      20 marzo 2014 at 08:58 Rispondi
      • DB

        Sei gentile. Nessun ritardo, figuriamoci.

        Non occorre proseguire. Credo di aver inteso.

        Io penso sempre positivo. Mi viene naturale, a riguardo di tutto e di tutti. Con una sola eccezione: l’Italia.
        Desidero ardentemente essere smentito dai fatti, ma per il momento vedo che ci siamo infilati nell’ennesimo vicolo cieco, però con allegria. Fino alle elezioni europee ascolteremo attentamente i discorsi su: Germania, debito, PIL, ‘tagli’ intelligenti, ‘ripresa’ leggendaria, 3%, etc.etc.
        Tutti i giornali e tutte le TV ripeteranno infiniti “Io voglio, io dico, io faccio”.
        Poi, dopo le europee, torneremo a vedere le cose come sono. Ma durerà pochi attimi.

        Ricambio l’abbraccio !

        DB

        20 marzo 2014 at 11:29 Rispondi
  • DB

    E dunque il film è bello ? Mi fa piacere e terrò presente.

    Io, come detto, mi sono ‘ricreato’ con il ‘Giardino dei ciliegi’ su Rai5. Erano trent’anni buoni che leggevo di questa leggendaria messinscena e non potevo perdere l’occasione.

    Prima de ‘Il Giardino’ c’era il programma di Daverio sul made in Italy nell’arredamento (il programma era del 2008, però). Prima facevo riferimento a esso perché ho delle perplessità sul fenomeno. E’ chiaro che rimane decisivo per la nostra economia, ma ho l’impressione che non tutto quello che luccica è oro e che noi italiani abbiamo fatto l’errore, fra i tanti, di accettare questa dimensione retorica e mitica di un fenomeno che è complesso e contraddittorio.
    Tra gli aspetti controversi ci metterei senz’altro che: 1) molta della ricchezza prodotta, in realtà, va all’estero perché queste aziende delocalizzano sempre di più; 2) molti famosi marchi vengono acquisiti da aziende straniere. Quando avviene questo, generalmente, dell’azienda acquisita resta solo l’involucro, la veste esteriore, e per la nostra economia non è un guadagno.

    DB

    18 marzo 2014 at 12:23 Rispondi
  • DB

    Torno al film di Sorrentino per riportare un pezzo carinissimo di Michele Serra su l’Espresso nella rubrica ‘Satira preventiva’.
    Dopo di che o ricomincio a lavorare o mi autolicenzio.
    Buona lettura.
    DB

    Mediaset promette: mai più capolavori
    Da Hollywood in arrivo due proposte per Sorrentino: “The Great beauty farm” con la sosia di Anna Magnani e un kolossal con naufragio nel Tevere. E Piersilvio spiega: “Non farò più lo stesso errore”

    Pier Silvio Berlusconi rivendica con orgoglio a Mediaset la coproduzione della “Grande bellezza”: «È un indiscutibile merito del nostro gruppo avere trasformato l’Italia, in trent’anni di duro lavoro, in un continuo bagordo di narcisi nullafacenti e di rifattone depresse che fanno il trenino con un drink in mano. Certo, siccome non tutte le ciambelle riescono col buco, il film di Sorrentino è un capolavoro. Almeno così mi dicono. Cercheremo di capire dove abbiamo sbagliato per non rifare mai più lo stesso errore».

    LE POLEMICHE Il Movimento 5 Stelle, contando i vuoti di Campari Soda e di Martini Dry trovati sul set del film, ha calcolato che per girare le numerose scene di festa sono stati consumati almeno ottocentotrenta euro di bibite, e di questi almeno centosedici erano a carico del contributo pubblico per la cinematografia. Uno scialo vergognoso di denaro dei contribuenti che il blog di Grillo riprende e amplifica, mettendo alla gogna, come “elettricista del giorno”, il capo elettricista di Sorrentino. «Sarebbe bastato girare a mezzogiorno e all’aperto le numerose scene di festa in discoteca – spiega il blog – per risparmiare almeno ottantuno/ottantadue euro di energia elettrica». Seguono centinaia di commenti che invitano l’elettricista a uccidersi infilando le dita in una presa, oppure strangolandosi con un cavo elettrico. Commenti molto negativi anche da parte della Lega, che in una interrogazione parlamentare chiede di sapere «come mai il film è stato girato proprio a Roma, quando ci sono località prealpine che offrono scorci altrettanto suggestivi a un costo nettamente più favorevole».

    LA SINISTRA Ai vendoliani, agli ex del Pci e alla sinistra storica in generale è piaciuta molto la vena lugubre e senza speranza del film. Ai renziani è piaciuto moltissimo che abbia vinto l’Oscar.

    LA CRITICA È divisa sostanzialmente in due gruppi: quelli ai quali “La grande bellezza” è piaciuto da subito, e quelli ai quali è piaciuto solo dopo la vittoria dell’Oscar. Unico in Italia, un anziano critico di “Quaderni piacentini” (continua a mandare ogni mese il suo articolo anche se la prestigiosa rivista è chiusa dal 1985) è rimasto fermo nel suo giudizio negativo: sostiene che il film è orribile, e lo sarebbe pure se vincesse l’Oscar anche l’anno prossimo. È stato espulso dall’Ordine dei giornalisti con la motivazione che «il suo eccesso di coerenza mette in evidente cattiva luce il lavoro dei colleghi».

    IL REMAKE Mediaset pensa a un remake milanese del film. Pochi i ritocchi: il protagonista Jep Gambardella diventa, grazie alla sponsorizzazione di Fiat-Chrysler, Jeep Gambardella, detto “quattro per quattro” dagli amici. È un autore di reality fallito che passa le notti nei locali sui Navigli, rincasa all’alba camminando lungo i Navigli, fuma appoggiato al parapetto di ferro affacciato sui Navigli, osserva pensieroso il lento scorrere delle acque reflue dei Navigli. Anche lui ha la giacca gialla e le scarpe bicolori, anche lui cammina silenzioso lungo le strade deserte: ma sarà Gerry Scotti e non Tony Servillo.

    HOLLYWOOD Innamorata di Sorrentino e dell’Italia, Hollywood gli ha già proposto almeno un paio di megaproduzioni. “The great beauty-farm”, ambientato in un salone di bellezza tra le rovine romane: devono esserci anche una trattoria tipica con le tovaglie a quadretti, la Fontana di Trevi, lo stesso vigile urbano usato da Woody Allen per l’orribile inizio del suo film romano e una sosia di Anna Magnani, per il resto la sceneggiatura è a discrezione di Sorrentino. Il secondo progetto è “Titanic in Rome”, spettacolare incrocio tra “Titanic” e “La grande bellezza”. Si immagina che il popolare bastimento faccia naufragio non in pieno Artico (soluzione troppo risaputa), ma nel Tevere, proprio mentre sta passando Jep Gambardella. Interverrà per soccorrere i naufraghi? O rimarrà a meditare sull’inutilità della vita appoggiato al parapetto?

    18 marzo 2014 at 13:09 Rispondi
    • DB

      Ma qualcuno ha letto Serra ?
      Per il remake vedrei bene Jeep Gambardella girare tra le sfilate milanesi, ascoltare i vaniloqui dei teorici del ‘Made in Italy’, intervenire agli innumerevoli cocktail e non negarsi alle inevitabili iniziative filantropiche. Se Roma piange Milano non ride, anzi singhiozza.

      DB

      20 marzo 2014 at 11:14 Rispondi
  • naty

    Che bella Parigi all’alba… sulla Senna,magari anche una passeggiata , Montmatre…al tramonto,una cenetta in un bistrò.ma con tante gocce di “profumo Coco Mademoiselle”, questa volta aggiungo:lo adoro !!!
    Peccato che Parigi è lontana e poi in questi giorni è avvolta da pulviscolo…nebbia…polveri
    insomma,sarà per un altra volta,ciao fili ,grazie per questi momenti di evasione,naty

    18 marzo 2014 at 14:18 Rispondi
    • Letizia

      Lovely FilInternational! 🙂

      18 marzo 2014 at 20:47 Rispondi

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