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  • Laura C

    Come stai BENE!!! Ho appena visto una galleria di foto di star a Venezia e tu stai tra le migliori!
    Peccato però non vedere i tacchi che indossavi.
    Vestito a pois STUPENDO.
    Un bacione!!

    4 settembre 2014 at 17:30 Rispondi
      • Laura C

        Ho sfogliato la foto gallery di Vanity Fair e, non avendoti trovata, ho cercato veloce su Google! Sei su pianetadonna.it!
        Scusate se non aggiungo il link, rispondo dallo smartphone e non sono capace!
        Scarpe bellissime ma ragazza che tacco, ci credo che dopo eri a pezzi

        4 settembre 2014 at 19:05 Rispondi
  • Alessandra

    Bellissima, complimenti! Con un abito così importante immagino che qualunque accessorio sia “di troppo”… Tu non indossavi orecchini, vero?

    4 settembre 2014 at 19:21 Rispondi
  • manupia

    tante volte ho visto Venezia, ma ogni volta mi stupisco dell’unicità e bellezza ….
    sei splendida con quell’abito, ora mi guardo gallery e tacchi 😉

    buona serata

    4 settembre 2014 at 20:08 Rispondi
  • giu

    Faccio io per il link, altrimenti coso sono qui a fare? Dovrò ben guadagnarmelo lo stipendio, no?
    http://www.pianetadonna.it/foto_gallery/societa/vip-sul-red-carpet-festival-venezia-2014/filippa-lagerback-al-diva-e-donna-party.html
    😉
    baci, giu

    4 settembre 2014 at 20:44 Rispondi
  • Melania

    Certo qualcuno dovrà fare, pure lo sporco lavoro
    sotto le luci dei riflettori, ma quando i riflettori si spengono
    si accende la luce vera, quella per tanti bambini
    La luce che conta e fa la differenza
    la luce delle possibilità!!!

    Quindi avanti così,
    il fine giustifica i mezzi…

    Melania.

    4 settembre 2014 at 20:51 Rispondi
  • Letizia

    Hai ragione, piuttosto che niente, tanto vale ‘approfittare’ di un evento mondano per dare visibilità alle campagne benefiche, se non altro in quegli ambienti di soldi ne girano, e se questo può portare a qualche risultato concreto, ben venga! Come ha detto Melania, è uno di quei casi in cui il fine giustifica davvero i mezzi!
    Tu, inutile ripeterlo, eri di una bellezza ed eleganza stratosferiche, abito PERFETTO per te, a parte il fatto che se ben ricordi quella fantasia mi era subito piaciuta sulla camicia! 🙂
    Bella, bella e ancora BELLA, la nostra Fili! Dieci spanne sopra le altre, c’è poco da fare… e lì non è certo questione di tacchi! 😉
    Baci!

    P.S. Hai visto che anche Sabina Guzzanti indossava un abito lungo Tory Burch? Sì, però… vogliamo mettere?! 🙂

    4 settembre 2014 at 21:30 Rispondi
  • Sabrina

    L’abito a fiori è bellissimo!
    Sabrina

    5 settembre 2014 at 07:10 Rispondi
  • DB

    Dopo 500 anni il fine giustifica ancora i mezzi ? E non è, piuttosto, che sono i mezzi a giustificare il fine, a qualificarlo e renderlo plausibile ? Tradotto: se i mezzi sono un po’ dubbi anche il fine lo è.
    Lascio riposare in pace il grande Macchiavelli (che forse non voleva dire esattamente quella cosa lì, come la intendiamo noi) e propongo un esempio di omogeneità tra mezzi usati e fini dichiarati.
    Tutto questo, a proposito di Festival di Venezia, di ribalta promozionale e di scopi filantropici.
    Nella puntata di ieri di Blob, a partire dal minuto 6,30, c’è un tizio in giacca e cravatta che dice delle cose. Si chiama Antonio Nocchetti, per gli amici Toni, è napoletano, nella vita fa il dentista e da alcuni anni ha fondato un’associazione che si chiama “Tutti a scuola” di cui credo di aver già detto in questo blog. Vale la pena di ascoltare quello che dice il tizio, come lo dice e perché.
    http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html?day=2014-09-04&ch=3&v=412107&vd=2014-09-04&vc=3#day=2014-09-04&ch=3&v=412107&vd=2014-09-04&vc=3

    Saluti a tutti !

    DB

    5 settembre 2014 at 10:23 Rispondi
    • Laura C

      Ciao Domenico, ho visto Blob ieri e anch’io sono rimasta colpita di questo signore e di come parlava. Non sapevo chi fosse però. Grazie del commento.

      5 settembre 2014 at 11:56 Rispondi
      • DB

        Cara Laura, grazie a te dell’attenzione.
        L’associazione guidata da Toni Nocchetti svolge da anni un’intensa attività nel campo dell’assistenza alla disabilità infantile ed ha un elevato numero di soci che la sostengono donando tempo, lavoro, premure e soldi.
        Non è l’unica realtà di questo tipo che mi risulta personalmente. Nel caso di “Tutti a scuola” si nota una certa dose di ‘estroversione’ dovuta alla personalità esuberante di Toni. Altre realtà svolgono un’opera ugualmente efficace con un profilo bassissimo e nella più assoluta discrezione. Forse per questo stile riservato sono ancora più meritorie.
        Del Nocchetti va comunque apprezzata la lucidità con la quale pone il problema dell’assistenza ai disabili non come un fatto di ‘buon cuore’ e gesto individuale (magari fatto come ‘ritorno di immagine’), ma come grande problema civile, culturale e politico che riguarda tutti, dai poteri pubblici alla collettività.

        Un saluto molto cordiale !

        DB

        5 settembre 2014 at 21:09 Rispondi
        • giu

          Caro DB, grazie per il video che hai suggerito.
          Personalmente, quando vedo persone come Toni, il mio pensiero va a quel Don Chisciotte che imprecava ai mulini a vento. E quando vedo la Società che circonda persone come Toni, rivedo un Paolini impegnato a spiegarci il suo Ausmerzen (http://www.einaudi.it/libri/libro/marco-paolini/ausmerzen/978880621017) che, nel concreto, è in realtà attualità quotidiana e non foto sbiadita del passato.
          Ben vengano tutte le iniziative che possono produrre del bene, anche se purtroppo spesso i benefici maggiori non vanno a finire proprio dove ci si aspetta. Da queste considerazioni tolgo certamente CBM e le iniziative di Filippa, nei confronti delle quali non potrei mai nutrire alcun dubbio.
          Buone cose!
          giu

          6 settembre 2014 at 13:44 Rispondi
          • DB

            Caro Giu,
            non conosco il libro, ma conosco il fatto storico.
            La situazione italiana di oggi è, in un certo senso, più grave di quella tedesca della metà degli anni ’30. I disabili tedeschi, all’epoca, erano tutti ricoverati in strutture assistenziali. Poi, per risparmiare soldi e ‘difendere la razza’, i nazisti ebbero la loro atroce pensata, una delle prime di una lunga serie, che realizzarono dentro quelle strutture.
            La questione dell’Italia di oggi, al contrario della Germania anni ’30, è che spesso i disabili non hanno strutture cui fare riferimento.
            Però sono ottimista: credo che anche noi arriveremo piano piano a soluzioni radicali che risolvano il problema della disabilità e del suo costo sociale. Il nostro welfare continuerà a ignorare il problema, le persone di buon cuore saranno assalite da mille emergenze, solo le famiglie ricche potranno garantire le cure. In modo semplice e ‘naturale’ il problema si risolverà da solo.
            Il Nocchetti, conoscendolo bene, non è un visionario e un idealista. Tutt’altro. E’ una persona molto pratica ed è riuscito in poco tempo ad allargare moltissimo il perimetro dell’associazione. E poi, ogni tanto, ci vorrà qualcuno che abbia esperienza dei fatti e chiami ad alta voce le cose con loro nome ? Se non altro per risvegliarsi da un torpore trentennale ? Oppure no ?

            Saluti !

            DB

            8 settembre 2014 at 11:25
      • DB

        Cara Filippa,
        la visione del video chiarisce il senso del mio commento, credo.
        Il mio amico fa un discorso alla comunità nazionale poiché indica contraddizioni e storture del sistema italiano. CBM opera su un piano internazionale che una volta si sarebbe detto ‘terzomondista’. Pertanto, CBM non era l’oggetto dele mie riflessioni.
        Circa il ‘ritorno di immagine’ resta il fatto che con certe tecniche di promozione tutto finisce nel frullatore dei ritocalchi e della pubblicistica più popolare, per cui il dolore si mescola alle abbronzature, i lussi alle miserie, le ferite del corpo al trionfo dei corpi e via dicendo. E non so quanto questo risponda a un metodo razionale e sia funzionale ad una percezione corretta delle questioni.

        DB

        8 settembre 2014 at 11:00 Rispondi
          • DB

            Temo che questi signori di CBM abbiamo le idee chiare: i buoni sentimenti devono essere proposti come accessorio glamour. Se non sono confezionati insieme ad altri elementi -solo in apparenza eterogenei- non li vuole nessuno. E chest’ è…..dicono dalle mie parti.

            Telecom sta vendendo la fibra ottica prima ancora di aver completato la struttura tecnologica. Per caso aspetti quella ?

            Saluti carissimi,

            DB

            8 settembre 2014 at 15:46
  • veraB'

    La Magia (Tu), nella Magia (Venezia), a fare Magie (CBM)………

    Baci
    veraB’

    5 settembre 2014 at 10:26 Rispondi
  • Stefy

    Bellissima…sempre di un’eleganza incantevole.

    5 settembre 2014 at 14:27 Rispondi
  • cinzia

    Non riesco a trovare il sito della borsa ports… Ragazze, mi aiutate? Grazie!

    5 settembre 2014 at 15:25 Rispondi
  • Giuseppe Zollo

    Il vestito diventa una sinfonia di luci e colori…

    ciao
    giuseppe

    10 settembre 2014 at 19:51 Rispondi
  • Luana

    Look strepitoso!

    13 settembre 2014 at 14:41 Rispondi

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