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tänd ett ljus

ljus

“Tänd ett ljus och låt det brinna, låt aldrig hoppet försvinna, det är mörkt nu, men det blir ljusare igen. Tänd ett ljus för allt du tror på, för den här planeten vi bor på. Tänd ett ljus för jordens barn.”

Il testo di questo brano svedese, colpisce più che la musica, stavolta.

[…accendi una candela e lasciala bruciare, non lasciare che la speranza svanisca, E’ buio ora, ma la luce tornerà. Accendi una candela per tutto ciò in cui credi, per questo pianeta su cui viviamo. Accendi una candela per i bambini della terra…”]

Immagine 4

  • Letizia

    Sì, è decisamente meglio il testo della melodia… 😉 Ed è appropriato alla realtà che viviamo giorno dopo giorno e a tutte le tragedie che coinvolgono i bambini, non ultimo il massacro in Pakistan…

    Che bello, il tuo nuovo nido in versione natalizia! Trasmette calore e colore anche in bianco e nero! 🙂

    17 dicembre 2014 at 21:11 Rispondi
  • veraB'

    Sono pienamente dentro questo pezzo, anzi questo Post…
    Lo sento molto molto mio !

    Buongiorno a tutti
    veraB’

    18 dicembre 2014 at 06:44 Rispondi
  • giu

    Grazie Fili la mia è sempre accesa e la porto sempre con [in] me.
    Baci, giu

    18 dicembre 2014 at 08:54 Rispondi
  • naty

    SI certamente , deve esserci sempre una candela accesa, sulla finestra, nel cuore , ovunque guai a chi vuole spegnere la nostra luce, Naty

    18 dicembre 2014 at 09:26 Rispondi
  • DB

    Va bene accendere candele e avere pensieri delicati. Il mondo però va come va.

    Purtroppo, avremo ancora molto sangue e per molto tempo. Quello che è sorprendente è che, appena provato un brivido di orrore, rimuoviamo le cause e torniamo alle nostre occupazioni più quotidiane. E tra poco, temo, non proveremo neppure l’orrore. Tutto sarà inghiottito dal grande frullatore di immagini e notizie che si sovrappongono e si annullano l’un l’altra.
    Una delle ragioni del sangue che vedremo scorrere è costituita dall’ISIS o dalle altre formazioni di integralisti islamici a loro assimilabili. Insomma, gli uomini in nero che sono schierati in forze in Medioriente e in tanti altri luoghi. Anche molto vicini a noi, vestiti di altri panni e, in apparenza, integrati nella nostra realtà, nei nostri stili di vita.
    Voglio dire che si è aperto un conflitto tra due mondi e non è un conflitto sanabile, né per le vie diplomatiche, né per quelle militari. E’ un conflitto tra culture e civiltà. Ma, come accade sempre più spesso, anche questo conflitto si è aperto a nostra insaputa.

    So che questi non sono pensieri natalizi, ma sono i pensieri del nostro tempo.

    Nonostante tutto, buone feste e cari saluti !

    DB

    18 dicembre 2014 at 11:47 Rispondi
    • Laura C

      Carissimo DB, io ascolto la radio al mattino e sento le notizie. Dopodiché non metto più un telegiornale in tutta la giornata. Anzi, con la scusa delle bimbe piccole ho sempre qualche cartone animato di sottofondo. E’ mille volte meglio.
      (…anche se inizio ad essere pochino esaurita di “Frozen”, che loro giustamente adorano).

      Filippa, è un brano molto bello. Grazie!

      18 dicembre 2014 at 13:14 Rispondi
      • DB

        Cara Laura,
        capisco la tua scelta. Avendo bimbe piccole è meglio, per dir così, isolare acusticamente l’ambiente.
        Io non sento i TG per non sentire le notizie di politica interna che -in Italia- è assolutamente inutile ascoltare: un carnevale continuo e penoso.
        Però, la politica estera la seguo molto e, in particolar modo, quella di area mediterranea e mediorientale. Credo che l’opinione pubblica dei paesi occidentali debba sapere ciò che avviene in certe parti del mondo e debba ragionare sulle prospettive e sui rischi (per tutti).
        Spero di essere un cattivo profeta, ma questa storia dell’ISIS (con annessi e connessi) è proprio una brutta storia.

        DB

        18 dicembre 2014 at 14:00 Rispondi
        • naty

          Gentilissimo Domenico ,ho veramente paura del fenomeno ISIS,ho sempre sperato in un mondo migliore, ma non è così ,si diventa solitari…e si cerca oasi di pace.
          Per le filigirls segnalo una trasmissione della TV Capodistria,”Il giardino dei sogni”
          la vedo il martedì alle ore 20 ,attimi belli e sereni…buona serata ,naty

          18 dicembre 2014 at 20:19 Rispondi
      • DB

        Proprio stamattina Repubblica contiene un reportage sugli italiani che aderiscono all’ISIS e ad altre formazioni islamiste. L’articolo è firmato da Paolo Berizzi, inizia in prima pagina e prosegue all’interno. Si tratta di italiani, pare una quarantina, che sono andati a combattere in Medioriente in campo aperto, per dir così. Credo, invece, che sia impossibile per i nostri servizi di sicurezza e per chiunque altro stabilire quanti sono gli islamisti che stanno qui, al coperto, e possono colpire attraverso azioni terroristiche.

        Del ‘grande frullatore’ tentavo di parlare qualche tempo fa a proposito di immagini che si confondono e vanno a costituire la marmellata di senso e non senso che noi descriviamo attraverso termini come ‘società della comunicazione’, ‘modernità’, ‘globalizzazione’ etc.etc.etc.
        Lo spunto veniva dalla sfilata di un creativo americano di origine asiatica. Si trattava di divise in stile sportivo e militaresco rigorosamente nere. Ci sono buone ragioni per pensare che la scelta del creativo sia effetto del grande frullatore. Magari lui non lo sa, ma è così.

        Saluti cari a tutti !

        19 dicembre 2014 at 16:47 Rispondi
          • DB

            1) Sarà come dici tu: lo stlista ha fatto sempre cose simili. Tuttavia, oggi la percezione dei suoi abiti da parte del pubblico potrebbe essere diversa. Lo dici tu stessa molto bene: le orride scene della realtà si confondono con quelle di un film. Allo stesso modo, lo stlista e l’ISIS vanno a comporre il liquido senza senso nel quale siamo tutti immersi.

            2) Siamo arrivati all’indifferenza perché la società occidentale è diventata esclusivamente mercantilista, ovvero dedita solo a traffici e commerci. Si traffica e si commercia anche sentimenti, salute, bellezza, morte e orrore. E’ tutto un ‘compra e vendi’, spesso illusorio e truccato come dimostrano le ricorrenti crisi finanziarie ed economiche. Una società-bazar dove tutto ha un prezzo e tutto è riducibile ad un valore di scambio. Non c’è una meta collettiva che non sia la riproduzione all’infinito di bisogni e consumi. E molto spesso non c’è neppure una meta individuale. Ci illudiamo, dando un prezzo ad ogni cosa, di controllare ogni aspetto della realtà, ma non è così. E’ una società indifferente alle altre istanze dell’uomo. Sono istanze di natura culturale e spirituale, non sono sopprimibili e, se vengono compresse, dopo un po’ esplodono. I nostri vecchi dicevano che non si vive di solo pane e credo che avessero ragione. E se poi il pane lo prometti a tutti, ma -in effetti- lo concedi solo ad una parte….

            3) L’induismo fu una delle ragioni della prima litigata con mio padre. Avevo 14 anni. Poi ne seguirono tante altre per tante altre ragioni. Qualche volta capita che il tuo blog -in un modo o nell’altro- mi fa disseppellire ricordi lontanissimi. Però, stavolta è meglio che lascio perdere.

            DB

            19 dicembre 2014 at 18:12
  • claudia oliveri

    Leggo medito e accendo la mia candela ..sul davanzale e nel mio cuore
    Buone Feste a tutti

    18 dicembre 2014 at 13:47 Rispondi
  • Nina

    …una candela accesa in ricordo di Virna Lisi.
    RIP

    18 dicembre 2014 at 20:23 Rispondi
    • Letizia

      Brava Nina! Apprezzo il tuo pensiero. Questa notizia oggi mi ha impressionata e rattristata tantissimo, anche per motivi personali. Ho sempre amato e stimato questa donna bella, elegante, dolce e discreta come poche nel suo ambiente, non per niente era l’Antidiva per eccellenza.
      Una bellezza senza tempo, allora così come fino alla fine, anche con le sue rughe.
      Del resto, lo spot che la rese famosa recitava “Con quella bocca può dire ciò che vuole”, e le sue parole dicevano tutto… come queste, per esempio: “È arrivata l’età delle rughe? Pazienza. Le rughe rappresentano il passato di ciascuno, e fanno parte della vita.”

      18 dicembre 2014 at 20:59 Rispondi

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