Una camicia apparentemente semplice sorprende vista da un altro lato. Ricordati che Niente è come sembra… devi guardare oltre, non giudicare subito. Baci!f.
Se niente è come sembra per una camicia figuriamoci per gli esseri umani….
Alcuni giorni fa è morta Chavela Vargas, una grande e popolare cantante latinoamericana (e madrilena) che ha avuto una lunga e intensa vita, anzi si può dire che ha vissuto molte vite. Tutte, però, attraversate da un filo rosso: la non-convenzionalità, l’eccezionalità delle esperienze, l’essere oltre ciò che sembra.
Domenia grazie per averla ricordata, io e mia sorella ce la ricordiamo bene e ancora con i brividi nella sua bellissima interpretazione nel film Frida http://m.youtube.com/watch?v=0gQ31m4Yt0s
grazie per i tuoi interventi sempre molto interessanti, buon sabato 😉
Grazie DB,un saluto e buon sabato e buona domenica a tutte,Naty
Laura mi hai rubato le parole..proprio nei giorni scorsi ho rivisto il film “FRIDA” per cui ho sentito la sua voce…emozioni ,grandi di fronte alle diversità,che poi tante volte mi fanno pensare a che cosa è la normalità???se un’essere umano è diverso ci sarà un motivo…
Cara Laura,
il film Frida me lo sono perso, ma lo vedrei volentieri.
Ho scoperto la Vargas una ventina di anni fa (ma forse 25….) durante un breve viaggio a Madrid. Fu una scoperta fortuita ma -come spesso accade in casi simili- molto felice.
Fui conquistato dal canto e dai versi di questa singolare artista. Mi sembrò una Amalia Rodriguez, ma dura, controversa, dolente. Successivamente fui conquistato dalla sua storia personale, dalla fortuna -e dal talento- che aveva avuto nell’intrecciare la sua vicenda con quella di figure straordinarie e problematiche, dalle sue molte vite, tutte ‘contro’.
Poi Almodovar l’ha resa famosa nel mondo….a proposito, giorni fa ne ho letto un ricordo bellissimo, forse sul Corriere o su Repubblica. Se lo ritrovo…..
Questo è il ricordo di Pedro Almodovar su Repubblica di martedì scorso.
“(…..) Chavela ha fatto dell’abbandono e della desolazione una cattedrale nella quale c’ era posto per tutti noi e dalla quale si esce riconciliati con i propri errori e disposti a continuare a commetterne, a provare di nuovo. Il grande scrittore Carlos Monsivais ha detto: Chavela ha saputo esprimere la desolazione delle “rancheras” con la radicale nudità del blues (…) Nel caso di Piensa en mi ha cambiato a tal punto il compasso originale da trasformare una canzone festosa e ballabile in un fado. Nessun essere vivente ha cantato con la dovuta disperazione il geniale José Alfredo Jimenez come l’ ha fatto lei. Chavela ha c r e a t o c o n l’enfasi dei finali delle sue canzoni un nuovo genere che dovrebbe portare il suo nome. Le canzoni di Jose Alfredo nascono ai margini della società e parlano di sconfitte e di abbandoni. Chavela aggiungeva un’ amarezza ironica che si sovrapponeva alla ipocrisia del mondo dove le era toccato vivere e che cantò sempre con disincanto. Nella sua seconda vita quando aveva già più di 70 anni – il tempo e Chavela hanno camminato dandosi la mano- in Spagna ha trovato la complicità che il Messico le aveva negato. E dentro questa complicità raggiunse una pienezza serena. Le sue canzoni guadagnarono in dolcezza e sviluppò tutto l’ amore che si annidava nel suo repertorio . L’ ho presentata in decine di città, ricordo ciascuna di loro. I minuti prima del concerto nei camerini. Lei aveva smesso di bere e di fumare e in quegli istanti eravamo entrambi in sindrome di astinenza. Lei mi diceva quanto le sarebbe piaciuto un bicchiere di tequila per scaldare la voce, io le dicevo che avrei mangiato un pacchetto di sigarette per combattere l’ansia e finiva ridendo, tenendoci per mano, baciandoci. Quattro anni fa sono andato a conoscere il luogo di tepoztlan dove viveva, davanti a una montagna dal nome impronunciabile (…) Oltre alle montagne Chavela conviveva con un vulcano dal nome rotondo, Popocatepeti. Un vulcano vivo, con un passato di amante umano arreso davanti al corpo senza vita della sua amata. (…) Addio Chavela, addio vulcano. Il tuo sposo in questo mondo, come ti piaceva chiamarmi “
Certo caro DB, è chiaro che non parlavo della camicia. Qui mischio moda e leggerezza (forse troppo, ma che ci devo fare, sono fatta così) con pensieri della vita.
Grazie a voi il contenuto diventa sempre più interessante e ti ringrazio per avermi/ci fatto conoscere l’arte di Chavela Vargas.
che bella questa metafora e quanto è vera…io però credo che purtroppo pochi sono interessati a guardare oltre….ci si accontenta della prima impressione… “niente è come sembra” è talmente vero …..
una volta ho letto questa frase che mi ha colpito “prima di giudicare una persona trascorri un giono nei suoi mocassini”…
Saggia come sempre!
È difficile ‘mettersi nei mocassini’ degli altri, ma il tentare di capire (e non giudicare) l’anima altrui è quasi un dovere, secondo me. Dietro l’apparenza, molte volte si scoprono mondi così diversi e ricchi che perderli per pregiudizi e luoghi comuni sarebbe un enorme peccato!
bellissima camicia fili… il mio motto è OLTRE, oltre alla apparenze sempre
prevenuti mai, bisogna conoscerle le persone prima di giudicare..
brava fili!
kiss
“Dacci oggi la nostra Fili quotidiana” e le sue pillole di saggezza… poche parole ma incisive ed essenziali! Ovviamente sono d’accordo e mi associo alle parole di Manu ed Elena, ma riconosco che non è così semplice, e spesso tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, anzi, un oceano! 🙁 Io per prima confesso di non essere così virtuosa in tal senso, ma con l’esperienza e le delusioni ho anche imparato a studiare le persone più a lungo, prima di sbilanciarmi nei loro confronti.
Buon sabato, Amiche e Amici!
Lety
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DB
Se niente è come sembra per una camicia figuriamoci per gli esseri umani….
Alcuni giorni fa è morta Chavela Vargas, una grande e popolare cantante latinoamericana (e madrilena) che ha avuto una lunga e intensa vita, anzi si può dire che ha vissuto molte vite. Tutte, però, attraversate da un filo rosso: la non-convenzionalità, l’eccezionalità delle esperienze, l’essere oltre ciò che sembra.
Mi permetto di ricordarla qui con un frammento di un concerto tenuto alla bell’età di 87 anni !
http://www.youtube.com/watch?v=3pBhlpd7z_Q&feature=related
DB
laura
Domenia grazie per averla ricordata, io e mia sorella ce la ricordiamo bene e ancora con i brividi nella sua bellissima interpretazione nel film Frida http://m.youtube.com/watch?v=0gQ31m4Yt0s
grazie per i tuoi interventi sempre molto interessanti, buon sabato 😉
naty
Grazie DB,un saluto e buon sabato e buona domenica a tutte,Naty
Laura mi hai rubato le parole..proprio nei giorni scorsi ho rivisto il film “FRIDA” per cui ho sentito la sua voce…emozioni ,grandi di fronte alle diversità,che poi tante volte mi fanno pensare a che cosa è la normalità???se un’essere umano è diverso ci sarà un motivo…
DB
Cara Laura,
il film Frida me lo sono perso, ma lo vedrei volentieri.
Ho scoperto la Vargas una ventina di anni fa (ma forse 25….) durante un breve viaggio a Madrid. Fu una scoperta fortuita ma -come spesso accade in casi simili- molto felice.
Fui conquistato dal canto e dai versi di questa singolare artista. Mi sembrò una Amalia Rodriguez, ma dura, controversa, dolente. Successivamente fui conquistato dalla sua storia personale, dalla fortuna -e dal talento- che aveva avuto nell’intrecciare la sua vicenda con quella di figure straordinarie e problematiche, dalle sue molte vite, tutte ‘contro’.
Poi Almodovar l’ha resa famosa nel mondo….a proposito, giorni fa ne ho letto un ricordo bellissimo, forse sul Corriere o su Repubblica. Se lo ritrovo…..
Molti cari saluti a tutti,
DB
DB
Questo è il ricordo di Pedro Almodovar su Repubblica di martedì scorso.
“(…..) Chavela ha fatto dell’abbandono e della desolazione una cattedrale nella quale c’ era posto per tutti noi e dalla quale si esce riconciliati con i propri errori e disposti a continuare a commetterne, a provare di nuovo. Il grande scrittore Carlos Monsivais ha detto: Chavela ha saputo esprimere la desolazione delle “rancheras” con la radicale nudità del blues (…) Nel caso di Piensa en mi ha cambiato a tal punto il compasso originale da trasformare una canzone festosa e ballabile in un fado. Nessun essere vivente ha cantato con la dovuta disperazione il geniale José Alfredo Jimenez come l’ ha fatto lei. Chavela ha c r e a t o c o n l’enfasi dei finali delle sue canzoni un nuovo genere che dovrebbe portare il suo nome. Le canzoni di Jose Alfredo nascono ai margini della società e parlano di sconfitte e di abbandoni. Chavela aggiungeva un’ amarezza ironica che si sovrapponeva alla ipocrisia del mondo dove le era toccato vivere e che cantò sempre con disincanto. Nella sua seconda vita quando aveva già più di 70 anni – il tempo e Chavela hanno camminato dandosi la mano- in Spagna ha trovato la complicità che il Messico le aveva negato. E dentro questa complicità raggiunse una pienezza serena. Le sue canzoni guadagnarono in dolcezza e sviluppò tutto l’ amore che si annidava nel suo repertorio . L’ ho presentata in decine di città, ricordo ciascuna di loro. I minuti prima del concerto nei camerini. Lei aveva smesso di bere e di fumare e in quegli istanti eravamo entrambi in sindrome di astinenza. Lei mi diceva quanto le sarebbe piaciuto un bicchiere di tequila per scaldare la voce, io le dicevo che avrei mangiato un pacchetto di sigarette per combattere l’ansia e finiva ridendo, tenendoci per mano, baciandoci. Quattro anni fa sono andato a conoscere il luogo di tepoztlan dove viveva, davanti a una montagna dal nome impronunciabile (…) Oltre alle montagne Chavela conviveva con un vulcano dal nome rotondo, Popocatepeti. Un vulcano vivo, con un passato di amante umano arreso davanti al corpo senza vita della sua amata. (…) Addio Chavela, addio vulcano. Il tuo sposo in questo mondo, come ti piaceva chiamarmi “
Filippa
Certo caro DB, è chiaro che non parlavo della camicia. Qui mischio moda e leggerezza (forse troppo, ma che ci devo fare, sono fatta così) con pensieri della vita.
Grazie a voi il contenuto diventa sempre più interessante e ti ringrazio per avermi/ci fatto conoscere l’arte di Chavela Vargas.
Un abbraccio, fili.
Natalia
Preferisco la semplicità della prima foto, ma la classe è la stessa! Buon sabato a tutti! 🙂
veraB'
Oltre a “guardare oltre” e “non giudicare subito”, sarebbe bene riuscire a non giudicare mai !!!
Bella la location e tu sempre insuperabile .
@DB: grazie di questo dono/frammento, ricco ed emozionante …
un bacio
veraB’
manupia
che bella questa metafora e quanto è vera…io però credo che purtroppo pochi sono interessati a guardare oltre….ci si accontenta della prima impressione… “niente è come sembra” è talmente vero …..
una volta ho letto questa frase che mi ha colpito “prima di giudicare una persona trascorri un giono nei suoi mocassini”…
buona giornata manupia
Mode in italy
Saggia come sempre!
È difficile ‘mettersi nei mocassini’ degli altri, ma il tentare di capire (e non giudicare) l’anima altrui è quasi un dovere, secondo me. Dietro l’apparenza, molte volte si scoprono mondi così diversi e ricchi che perderli per pregiudizi e luoghi comuni sarebbe un enorme peccato!
Alessandra
WOW! Bellissima, quella camicia!
laura
bellissima camicia fili… il mio motto è OLTRE, oltre alla apparenze sempre
prevenuti mai, bisogna conoscerle le persone prima di giudicare..
brava fili!
kiss
Letizia
“Dacci oggi la nostra Fili quotidiana” e le sue pillole di saggezza… poche parole ma incisive ed essenziali! Ovviamente sono d’accordo e mi associo alle parole di Manu ed Elena, ma riconosco che non è così semplice, e spesso tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, anzi, un oceano! 🙁 Io per prima confesso di non essere così virtuosa in tal senso, ma con l’esperienza e le delusioni ho anche imparato a studiare le persone più a lungo, prima di sbilanciarmi nei loro confronti.
Buon sabato, Amiche e Amici!
Lety
laura
bentornata Lety ❤
Letizia
Grazie, Lauretta cara! ❤