Qualche giorno fa a NYC è stata presentata la nuovissima collaborazione tra Alexander Wang e H&M, pronta a invadere i negozi e i webshop del mondo il 6 novembre. Una collezione sportiva-futuristica, la moda dello streetstyle che incontra lo sport con una grande dose di energia. Siete pronti? 🙂 
#ALEXANDERWANGxHM

















Letizia
Avevo già visto tutte le foto della sfilata e della collezione e confesso che non mi piace neanche un po’! Una delle peggiori collaborazioni con H&M! Ma del resto, de gustibus etc….
Alessandra
Oddio che orrore…
DB
E’ munnezza (trash) e per questo avrà enorme successo.
Già mi vedo davanti eserciti di borgatari e borgatare.
Palestrati depilati tatuati ritoccati.
E poi ci lamentiamo dell’ISIS….
DB
SILVIA.S
…Non sono impressionata dalla collezione A.W. FOR H&M…anche se A.W. mi piace molto in generale!
ma l’ISIS poi….!!!! too much!
non vedo il nesso!
va beh…
baci silvia
DB
Il nesso tra l’ISIS e questi abiti c’è, anzi ce ne sono almeno due.
1) Il colore esclusivamente nero, la durezza delle pose e degli sguardi, il rinvio a sport violenti (la boxe), il richiamo a tute militari da combattimento, nere nere nere che più nere non si può….. Tutto questo nero ricorda qualcosa ? E se ricorda qualcosa è per un caso, una bizzarra coincidenza ? Io non direi: dove ci sono montagne di soldi in ballo, c’è la pubblicità e c’è il marketing non c’è mai nulla di casuale.
Diciamo che questo Wang -consapevole o meno- fa entrare il nero dell’ISIS nel vissuto quotidiano di masse di ragazzi di tutto il mondo, ragazzi che hanno visto quelle immagini ed hanno bisogno di collocarle in un contesto a loro familiare: la moda, i videogiochi, lo sport ….E quindi assistiamo all’incontro tra la cultura arcaica dell’ISIS e la cosiddetta ‘modernità’, incontro peraltro già avvenuto se consideriamo come i ragazzi dell’ISIS (pure loro sono ragazzi e talvolta di nascita e/o educazione occidentale) usino le tecnologie della comunicazione, costruiscano e mandino in giro i loro filmati propagandistici.
2) Temo che l’Occidente abbia già perso la sua battaglia culturale contro le interpretazioni più o meno radicali del Corano. Intendo dire che i modelli economici, sociali e politici, gli stili di vita proposti oggi dall’Occidente sono deboli e contraddittori. Troppo spesso producono esclusione e vuoto, non rispondono in alcun modo a quelle esigenze culturali e spirituali che sono insopprimibili negli individui e nelle comunità. La cultura dell’Occidente capitalista ha sempre prodotto contraddizioni, ma fino a pochi decenni fa il vuoto odierno non esisteva: c’era il conflitto sociale, politico e intellettuale, ma non il vuoto. Oppure, se un vuoto si creava era subito riempito dal marxismo e dalle pratiche ideologiche che a esso facevano riferimento, e tutto questo era comunque frutto della cultura occidentale. Adesso la cultura del nostro mondo non esprime più nulla che si opponga al pensiero unico del marketing, della pubblicità, dei grandi marchi planetari. E il vuoto che si crea può essere riempito da rigurgiti di un mondo arcaico, delirante e feroce.
In altri termini, quanto pensiamo che si possa andare avanti con le stupidaggini alla Wang ? Per quanto tempo ancora i coatti di tutto il mondo saranno storditi da questo oppio ? Per quanto tempo ancora riusciranno a rinunciare ad ogni istanza spirituale e morale ?
DB
Laura C
Mi dispiace per AW e H&M, ma a me non piace nemmeno un po’!! Ricordo anni fa quando ero ancora a Milano e ho lasciato passare le collezioni di Stella McCartney e Viktor&Rolf per H&M… ero giovane e squattrinata… era tutto ideale!! La collezione di Viktor&Rolf in particolare bellissimo tutto, il trench con la fibbia a forma di cuore spettacolare ve lo ricordate?
Un abbraccio Planet!
veraB'
Tranne qualche pezzo non mi appartiene molto, ma apprezzo la creatività …..
Bello lo scatto in apertura 😉
bacioveraB’
claudia oliveri
se può essere utile il mio commento ….. no comment
SILVIA.S
Caro DB,
addirittura due connessioni con implicazioni politiche, sociali,culturali etc…
Mi sembra un complotto !
E poi il nero dell’ISIS, ma stiamo scherzando!
“… fa entrare il nero nel quotidiano di masse di ragazzi di tutto il mondo”…non è da oggi che si vedono sfilate- collezioni con le caratteristiche che tu descrivi. Non c’è niente di rivoluzionario in quello che Mr. Wang ha presentato. Nessuno ci sta lobotomizzando . Il consumare finale può e ha il diritto di scegliere cosa acquistare ( vedi i commenti delle altre followers) . I Tamarri vestiti in tanti modi affollano le vie di tutte le citta! De gustibus.
E comunque a noi quali colori rimangono ??? Audrey che fai colazione da Tiffany, con il Tubino nero Givenchy pensaci tu!!! Io preferisco pensare che la mia musa in fatto di nero sia Audrey ! Scusa!
Non mi sento personalmente sminuita o sottomessa da altre culture o ideologie…e non sento di aver perso nessuna battaglia, tantomeno culturale!!!
Non saranno un paio di leggings di A.W. a mutare la mia visione del mondo …o del nero!
Il paradenti non lo avrei acquistato comunque sappilo!
La mia ispirazione la trovo in uomini inventori di tecnologie che hanno contribuito come dici tu alla diffusione di filmati propagandistici…ma anche e soprattutto di altro.
Perché le persone che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo sono coloro che lo cambiano davvero. — Steve Jobs
Think positive! Think different ! Be positive!
LOVE SY
DB
Qualche piccolo tentativo di precisazione e chiarimento. Per quello che può valere.
1) Il nero è ‘quel’ nero in fogge militaresche e guerrigliere. Non tutto il nero. C’è bisogno di dirlo ? E vabbe’ l’ho detto.
2) Le battaglie culturali -a differenza delle altre battaglie- si perdono senza accorgersene. Inoltre, sono battaglie collettive nelle quali la vittoria e la sconfitta sono di tutti e non dei singoli. Il segno della sconfitta passa attraverso l’uso delle parole. Una parola rivelatrice potrebbe essere ‘consumatore’. Altro segno che potrebbe rivelare la sconfitta è quella del mito e del culto della personalità. Il compianto Jobs è stato uno straordinario inventore di tecnologie di massa e un abilissimo propagandista. E quindi si torna invariabilmente al marketing e alla pubblicità. Questo è commercio e non conoscenza del mondo. Il ‘be positive….’ è una bella frasetta, adatta a vendere ottimi prodotti e nulla più. E lo dice uno che vent’anni fa litigava per affermare la superiorità del Mac rispetto al PC.
3)La ‘grande ideologia’ che utilizzava il nero e quella da essa derivata che utilizzava il bruno hanno non pochi tratti in comune con il delirio islamista. In ogni caso, il nero lo hanno scelto loro e certo non l’ho appiccicato io.
SilviaSig
Be positive non è una frasetta per commercial, ma un modo di pensare di vivere!!
Io ci credo,nonostante, il cinismo !! Per me il bicchiere e’ sempre mezzo pieno e credo che tutte le battaglie si vincono partendo dal singolo!! Ognuno deve fare la sua parte!! E questo fa la differenza!! Il pessimismo anche fa la differenza
DB
Cara Silvia,
ti lascio volentieri tutto l’ottimismo della terra, compresi gli spot della Apple.
Molto prima dell’ottimo Jobs, le nostre nonne dicevano: “Cuore allegro il ciel l’aiuta”. Come vedi niente di nuovo sotto il sole. E le nonne erano degne di fede perché non dovevano vendere niente a nessuno, loro.
Circa il nero, confermo che le preferenze di guardaroba sono fuori della discussione.
L’ordine di idee nel quale cercavo di muovermi è quello che puoi ricavare da questo link. Notizie recentissime e ancora da approfondire. Tuttavia….
http://www.huffingtonpost.it/?ref=HRBH-1
Una buona serata !
DB
SilviaSig
Scusate ma non avevo terminato di annoiare
Lucia
1)Considero Wang un vero creativo grintoso, moderno e molto metropolitano.
2)La collezione non è piaciuta neanche a me anche un paio di leggins ( se avessi due gambe magrissime e chilometriche) me li comprerei al volo
3) Lasciamo stare il nero che è già colore identificativo di una grande ideologia politica, quindi non sporchiamolo e non appiccichiamolo ad una massa di barbari esaltati che pensano di poter dominare il mondo,sa va san dir che li bombarderei a manetta e poi spargerei il sale come facevano i Nostri Maiores
4)Viva la moda comunque sempre e per sempre, viva il nero ( il mio armadio per 3/4 e’ di quel colore) viva Audrey e il suo eterno tubino Givenchy ( ottimo remember Sissy),
5)non vedo l’ora che venga un po’ di freddo per schierare i miei pantaloni neri di pelle!!
Filippa
scusate l’assenza, ero in Liguria a pedalare controvento, vestito di…ups, nero.
Non volevo creare una tempesta sul planet pubblicando le foto della sfilata di wang, era semplicemente un fatto di cronaca (fashion) e andava comunicato. Non piace molto neanche a me anche se ho apprezzato lo stile di Wang prima di questa collaborazione. Non vedo (ovviamente) il nesso ISIS, vedo piuttosto un “Fuga da New York” o Startrek moderno, Bladerunner o addirittura http://images.fashionmodeldirectory.com/model/000000087053-filippa_lagerbäck-fit.jpg ?
State bene amici.
f.
SilviaSig
Non tutto è sponsor o vendita!! Non tutto è propaganda!!
Non si può affermare che solo alcuni pensieri ,idee, parole sono ideologie sono cultura e il resto è trash, commerciale, televendita!
Altra citazione,altro grande uomo
Un vincitore è un sognatore che non si è arreso, Nelson Mandela
syssy
claudia oliveri
il mio no comment era molto più terra terra …non vedo vestibilità e “vendibilità” di questa collezione ….il nero è la base del mio abbigliamento e quindi non mi spaventa (come non mi spaventa il bianco) …va detto che H&M veste tutto il mondo e sicuramente la mia concezione di moda è molto legata alla mia cultura quindi anche il mio giudizio di scarsa appetibilità per il mercato può essere confutata facilmente.
Filippa
In ogni caso, ci ha fatto riflettere, discutere, pensare…ed è già qualcosa.
H&M non sceglie le collaborazioni a caso, c’è uno studio del mercato, dei trend, prendono lo stilista del momento e cavalcano la onda più alta. (non politica però) Non sempre una collaborazione è fatta per vendere tanto, ma anche per far parlare… Non tutte le collezioni sono state prodotte in quantità uguale, cioè si sa già quelle che venderanno di più. Comme des Garçons per esempio, era sicuramente più artistico che commerciale. Ma ha fatto parlare molto.
baci.
filippa
claudia oliveri
Assolutamente ..tu sei dentro più di noi in queste cose saprai bene “lo scopo” di ogni mossa commerciale… e poi come dici tu “far parlare” e anche discutere è sintomo di vivacità e di “creatività” e queste doti certo a quelli di H&M non mancano
Baci
Claudia
manupia
è vero niente nasce dal caso ma mi sa che sono all’antica….