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  • maria grazia

    Oh mamma, mi è evaporata la Filippa! 😉
    Belli gli outfits di questo week end..
    Buona notte!
    Maria Grazia

    1 aprile 2012 at 22:16 Rispondi
  • Laura L

    Con modella sicuramente, e poi incorniciata come una vera opera d’arte!!!
    La tua maglia e’ splendida!
    Buona notte.
    Laura

    1 aprile 2012 at 22:20 Rispondi
  • Letizia

    Che domande! CON…ISSIMO!
    Sì, lo so, anche stasera sarò banale e scontata, ma in queste foto sei DIVINA, visto che la parola è stata ampiamente usata stasera! Il primo piano, poi, buca lo schermo!
    Il total black non mente mai! Che buffo, ho una maglia quasi uguale alla tua, ma ovviamente il paragone non si pone neanche! 😉
    A proposito di divine, è stata splendida l’intervista a V. Cortese. Confesso che non ho mai avuto molta simpatia per lei, ma stasera ha guadagnato mille punti, per la tenerezza e la delicatezza con cui ha ricordato certi episodi della sua vita… e che vita! Non basterebbe un mese intero per raccontarla tutta!
    Buona settimana, Woman in Black + Pianeta al completo!
    Lety

    1 aprile 2012 at 22:34 Rispondi
  • ivana

    Anche stasera ti sei superata: magnifica!!!!!!
    Io Valentina Cortese ho avuto modo di conoscerla quando lavoravo presso un centro odontoiatrico a Milano (era una paziente); quando arrivava stravolgeva tutto/i.
    Buona settimana a tutto il pianeta.
    Ivana

    1 aprile 2012 at 22:48 Rispondi
  • DB

    Cara Filippa,
    direi meglio ‘senza’……le scarpe col tacco ascensionale. Le scarpre rappresentano una tua grave responsabilità.
    Tu come le altre ‘trop model’ non ti rendi conto dello spirito di emulazione che susciti. Gli effetti che ottengono le poverette che ti imitano sono tragicomici. Ieri ho viste due tipe bassotte -con sederi rotondissimi e panze debordanti- pericolosamente in bilico su tacchi come i tuoi. Sembravano due equilibriste, due che camminano sul filo, per giunta senza rete. Le ho seguito con lo sguardo per un po’, poi non ce l’ho fatta più per lo stress: mo’ cadono, mo’ cadono…..
    Tu, in quanto trop model, sei cinica e spietata! Ecco, lo volevo dire da tempo e adesso l’ho detto!

    Interessante la presenza di Valentina Cortese. Davvero un’altro mondo rispetto a quello della TV. A proposito, la TV dovrebbe servire proprio a questo: mostrare quello che con la TV c’entra poco o nulla.

    Meno interessante -e anche un po’ sospetta- la presenza di De Bortoli. Come sappiamo, si è aperta la corsa alla presidenza e alla direzione generale della RAI. Secondo me, ce sta a prova’…..speriamo che gli dice male perché è un mediocre e un opportunista.

    Togliti le scarpe, mettiti i pantaloni e fai un’ottima settimana !

    DB

    1 aprile 2012 at 23:42 Rispondi
      • DB

        Tuo padre dice una cosa giusta, ma riferita ad un ambiente sociale ‘normale’ come è quello svedese. Noi tanti normali non siamo. Da noi c’è una montagna di gente che si lascia ‘dirigere dall’alto’ e fa di tutto nell’illusione di somigliare, essere come tizio o caio…..
        In sostanza, se quelle due cadono dai trampoli e si fanno male è colpa tua !!!

        DB

        2 aprile 2012 at 09:43 Rispondi
        • Letizia

          Caro DB, quindi se oggi io cado è colpa di Fili? Naaaahhhh! Scordatelo!
          Oggi indosso un tacco 8, ma è sicuramente ben poca cosa rispetto ai ‘trampoli ascensionali’ che porta la nostra cara amica, e non solo… Mi dispiace, ma ha ragione Fili: ognuno è responsabile delle proprie azioni, nel bene e nel male, e se non si rende conto dei propri limiti (solo per la smania di emulare qualcuno), beh, peggio per lui! 🙂

          @Vera: anche a me piacerebbe tanto una visita guidata… Corso Sempione o via Teulada a Roma sono pur sempre un’istituzione, e quando si tratta di locations cinematografiche o simili, la mia curiosità prende il sopravvento, per me hanno un fascino e una magia non comuni! 😉

          2 aprile 2012 at 10:45 Rispondi
          • DB

            Come direbbe Totti, stav’a scherza’…..
            Apprezzo molto, però, che corri in soccorso di Nostra Signora anche quando non ce n’è alcun bisogno.
            Un saluto affettuoso,
            DB

            2 aprile 2012 at 11:14
          • Letizia

            Sì, infatti, se faceva giusto pe’ scherza’! 😉
            E comunquemente, come direbbe Cetto, anche se un po’ di solidarietà fra donnine (nel senso migliore del termine) non guasta mai, direi che Nostra Signora non ha alcun bisogno di essere difesa, più volete ha dato prova di saperlo fare BENISSIMO da sola! 🙂
            Un abbraccio,
            Lety

            2 aprile 2012 at 11:35
          • Letizia

            *più volte

            2 aprile 2012 at 11:36
          • DB

            Cara Letizia,
            non torno sulle ‘colpe’ di Filippa anche se, ne sono certo, qualcuna ce l’ha sicuramente. Se non sono i tacchi sarà qualcos’altro….(come minimo, aver creato questo blog).

            Cambio bruscamente argomento: siamo in clima prerivoluzionario!!!
            Mi sono accorto che nel rispondere a Maria Grazia ho scritto: “…la televisione è troppo spesso la mera proiezione della volontà di dominio delle classi dirigenti…”.
            Frasi del genere si usavano solo alla fine degli anni settanta. Magari allora l’ho usata proprio io, ma a quei tempi portavo la barba e sembravo un cubano appena sceso dalla Sierra Maestra. Adesso sono un moderato, un riformista e al massimo sembro sceso dalla montagna.
            Com’é che la frase torna adesso ? Cose del genere non avvengono a caso ! Per me è un indizio chiaro: sta per scoppiare una rivoluzione, magari a ottobre !

            DB

            2 aprile 2012 at 12:19
          • Letizia

            God bless Planetfil! Altro che “colpa”…
            Hai ragione, certe frasi e sensazioni non capitano a caso… corsi e ricorsi storici…
            Non ridere, ma non riesco proprio ad immaginarti con la barba… 😉

            2 aprile 2012 at 12:39
          • DB

            Una volta potevamo sperare che i cosacchi avrebbero abbeverato i loro cavalli alle fontane di Piazza San Pietro, ma adesso dove sono i cosacchi ? Nella migliore delle ipotesi sono diventati camorristi e hanno i SUV.
            Fuori dallo scherzo, io credo che davvero la situazione a ottobre sarà esplosiva. Spero vivamente di no, ma se continua così…..

            Circa la mia barba devo dire che me la feci crescere per necessità. Ad un certo punto la pelle della faccia diventò facilmente irritabile e ogni rasatura era un supplizio. Piuttosto che andare in giro con la barba lunga decisi di farla crescere e così conquistai anni di pace dermatologica. Non fu per seguire la moda di sinistra, né tantomeno per una pretesa estestica.

            DB

            2 aprile 2012 at 14:58
  • Gaia

    Semplicemente meravigliosa…

    1 aprile 2012 at 23:44 Rispondi
  • Nina

    con o senza?….senzafili…no,no,no si interromperebbero tutte le comunicazioni di questo splendido e variopinto Planet…
    e inoltre sei pura classe in queste foto . Buona giornata !

    2 aprile 2012 at 09:22 Rispondi
  • Anna GQ

    come mi piacevi ieri sera!!!!!!!!! elegantissima

    2 aprile 2012 at 09:45 Rispondi
  • maria grazia

    P.S. Anche io sono rimasta colpita dalla presenza di Valentina Cortese: mi dava l’idea della vera Diva, esponente di un mondo che pare dissolto…. E osservandola e ascoltandola si vede che i suoi modelli sono stati Greta Garbo e Marlene Dietrich.
    @DB: spezzo una lancia a favore di De Bortoli… 😉
    Buona settimana a tutte le filigirls e i filiboys.
    Maria Grazia

    2 aprile 2012 at 10:04 Rispondi
    • DB

      Gentile Maria Grazia,
      purtroppo De Bortoli ha dato prove molto deludenti quando è stato direttore del Corriere nella tornata precedente (come sa, i vari Riotta, Mieli, De Bortoli fanno continui giri di valzer intorno a certe prestigiose poltrone e se le scambiano di continuo). Se siamo nello stato in cui siamo, lo dobbiamo anche ad una buona parte della grande stampa e a quella pratica che qualcuno chiama ‘cerchiobottismo’, ovvero dare un colpo al cerchio e uno alla botte per non scontentare, non scegliere, non assumere responsabilità. La crisi italiana è una crisi ‘di sistema’, vale a dire, una crisi di tutte le classi dirigenti e quindi anche del mondo dell’informazione (soprattutto di questo, direi). Nel disastro italiano anche De Bortoli ci ha messo del suo. Se parteciperà alla ‘gara RAI’ -come penso- e vincerà -come temo- lo dovrà alla sua abilità di surfista e di cerchiobottista.

      Confermo che la presenza della Cortese ha avuto un effetto spiazzante, come se fosse atterrata un’aliena, un’extraterreste e lo stesso Fazio l’ha presentata quasi in questi termini. E’ stata una delle non frequenti occasioni in cui la TV non parla di sè, va oltre, si proietta nel mondo che fuori di sè….cioè il mondo reale. Perché il grande teatro e il grande cinema sono luoghi reali, mentre la televisione è troppo spesso la mera proiezione della volontà di dominio delle classi dirigenti (vedi sopra).

      Cari saluti,
      DB

      2 aprile 2012 at 10:37 Rispondi
  • veraB'

    Non sono mai gli abiti e/o accessori a darti un valore aggiunto, bensì sei sempre tu a dare un valore aggiunto a tutto !!!
    Pertanto tutto d’un fiato :” ConFilippatassativamente ”

    Comunque sottolineo che l’ultimo scatto mi piace moltissimo !
    Un giorno mi piacerebbe un sacco visitare tutte queste location …

    Posso sperare in una visita guidata?

    buona settimana a tutte/i
    veraB’

    2 aprile 2012 at 10:15 Rispondi
  • Natalia

    Bellissima ed elegantissima, ma le scarpe… troppo esagerati i tacchi, vedrei meglio questo outfit con le scarpe diverse (non per questione di responsabilità ;)), anche per cambiare! Il total black ti dona tantissimo, ha ragione PNV. Anche a me è piaciuta tantissimo l’intervista a V. Cortese.
    Certo, che con! Buona settimana! 🙂

    2 aprile 2012 at 11:56 Rispondi
  • i doci di laura

    decisamente con la modellaperchè la classe non è acqua! Mi sono innamorata di Etro, peccato che il mio portafogli non può permetterselo, per fortuna c’è Fil che mi fa sognare un pò!
    🙂

    2 aprile 2012 at 12:50 Rispondi
  • laura

    decisamente con modella e ieri eri divina come la divina valentina cortese come l hai nominata tu e io mi accodo, una donna con una vita così intensa e originale è da invidiare, sarei rimasta ore ad ascoltare la sua vita così bella fatta di gioie e dolori ma come ha detto lei così incredibile!
    ha concretizzato la frase “vivi ogni secondo della tua vita come fosse l ultimo”
    un grande esempio di positività
    solo voi avete ospiti così interessanti
    complimenti!!
    kiss

    2 aprile 2012 at 13:42 Rispondi
  • manupia

    Risposta ovvia… senza di te rimangono degli stracci per terra!!

    buona settimana a tutti
    manupia

    2 aprile 2012 at 15:13 Rispondi
  • manupia

    Dimenticavo… caro DB magari emulassero la nostra Filippa almeno un po’ di classe, semplicità simpatia naturalezza, la guadagnerebbero invece il più delle volte le più imitate sono le peggiori… vista l’omologazione che si vede in tv (boccone tettone ecc….)….

    manupia

    2 aprile 2012 at 15:16 Rispondi
    • Letizia

      @Manu: concordo con te ma, guarda, tutto sommato, meglio poche ma buone… bisogna distinguersi da una ‘certa massa’… 😉

      2 aprile 2012 at 15:42 Rispondi
    • DB

      Carissima,
      il guaio è che ognuno emula quello che può, come può.
      L ‘eleganza naturale e la signorilità di Filippa dove si vanno a comprare ? Sono in vendita ? Mi pare proprio di no.
      I tacchi alti invece sì, si possono comprare, chiunque può metterli sprezzando il ridicolo e il rischio di distorsioni, chiunque può illudersi di somigliare a Nostra Signora.
      Per questo dico che Filippa deve girare scalza o con sandali francescani….e invece no, è ostinata, tira in ballo l’etica protestante….!

      Un caro saluto,

      DB

      2 aprile 2012 at 15:55 Rispondi
    • Natalia

      Manupia, condivido, lo stile di Filippa è da copiare, ma il buon gusto spesso manca in TV! Filippa non ha bisogno di alcun ritocco, è perfetta! 😉

      2 aprile 2012 at 21:49 Rispondi
      • Letizia

        Già! Come Natura crea…

        2 aprile 2012 at 22:04 Rispondi
  • manupia

    Vero la classe non la comperi di certo….. un tacco 15 ti renderà ridicola se non te lo puoi permettere ma passata la stagione magari lo butti e non farai più ridere nessuno… ma una chirurgia per emulare qualcuna non te la togli più e farai ridere per sempre ….( sempre che noi abbiamo il diritto di giudicare le scelte altrui!!)….
    manupia

    2 aprile 2012 at 16:02 Rispondi
    • Letizia

      Grande Manu! Come ti godo! 😉
      E concordo anche con DB per quanto riguarda la storia dei tattoos… tutto il mondo è paese…

      2 aprile 2012 at 16:36 Rispondi
  • DB

    Cara Manupia,
    è ovvio che è tutto un prestesto per scherzare un po’ tra amici e ‘respirare’ mentre si lavora, però, volendo vedere le cose sul versante serio, ci sono fatti patologici, a mio avviso.
    Non so se hai notato una pubblicità dove ci sono una figlia adolescente e una mamma quarantenne che si mostrano a vicenda i tatuaggi…. beh, tra un po’ è estate: in spiaggia, cerca di far caso a quante madri di famiglia esibiranno tatuaggi (e non sulle braccia….). Sicuramente un numero impensabile fino a qualche anno fa.
    Poiché a Napoli l’estate è già iniziata, personalmente ne ho già avuta un’anticipazione.
    L’unica scienza esatta della nostra epoca è il marketing commerciale, poiché è la sintesi più raffinata delle tecniche di persuasione di massa. Purtroppo, l’efficacia di questa scienza la constatiamo continuamente.

    Ancora complimenti per l’albergo fantastico di cui ho visto le foto !

    DB

    2 aprile 2012 at 16:19 Rispondi
  • manupia

    Caro DB .. tu scherzi l’avevo capito ..ma nello scherzo un pò di verità c’è sempre.. è tutto un pretesto per farci una chiacchierata e scambiarci qualche opinione…. anzi ora ti dirò una cosa che sono curiosa di leggere la tua risposta… a proposito di tatuaggi e look mammafigliauguali, sai cosa penso di Napoli?? prima di tutto che non vedo l’ora di vederla ( e conto di farlo molto presto), ma se volessi vedere le peggior cose da noi ora citate verrei proprio lì perchè ho sempre avuto l’impressione, che i napoletani meglio ancora le napoletane siano le miglior rappresentanti di ciò che sarebbe meglio non imitare delle cose viste in tv (vedi il numero presente a trasmissioni tipo AMICI UOMINI E DONNE)… mi sono sempre chiesta perchè vogliono andare tutte in tv…Forse la mancanza di lavoro?? non sò ..appena vengo spero di ricredermi e vedere tante donne ricche di classe, e di sicuro ci saranno ..
    Grazie per il complimento…non è un albergo ma un agriturismo 😉

    2 aprile 2012 at 16:47 Rispondi
    • DB

      Rispondo per punti:
      1) Albergo o agriturismo è un posto molto bello e ti faccio tanti auguri di buon lavoro.
      2) Sicuramente la spinta ad andare in queste trasmissioni è anche di carattere sociale. Qui c’è meno lavoro e quindi tutti i ‘succedanei’ sono attrattivi.
      3) In testa a molta gente c’è l’idea che per avere la certezza di esistere bisogna vedersi in TV. Diversamente c’è il dubbio: ma io esisto oppure no ? Non so se questo ‘sentimento’ sia più diffuso a Napoli che altrove, ma potrebbe essere.
      4) Nella cultura napoletana ( sia quella popolare che quella colta) c’è un elemento teatrale molto forte. Ci sentiamo tutti un po’ attori (e cantanti), la vita è per noi è un palcoscenico. I caratteri estroversi e ‘rivolti alla platea’ sono numerosissimi. Quindi andare in TV o da qualche altra parte a rappresentarsi, a esibire la propria umanità è un fatto abbastanza naturale.
      5) C’è un elemento ‘tamarro’ che è anche antropologico, non c’è dubbio. Ma devo dire che di cose tamarre, forse, ne vedo più a Roma (passo quasi la metà del mio tempo lì). A proposito di spiagge, quando sto a Roma vado a Fregene e non ti dico….tutte palestrate, abbronzate, oliate, tatuate, griffate. E’ un continuo: a Cla’, a’ Fra’, a’ Deborah, a’ Jessicaaaaaa………Qui, per fortuna, continuano a chiamarsi Concetta, Nunzia, Assunta, Carmela etc.
      6) A Napoli ci sono donne molto belle ed eleganti. Devi tener presente che questa è stata fino a 150 anni fa una grande capitale europea, checché se ne dica. Tutta l’aristocrazia del Suditalia (con una parziale eccezione per la Sicilia) aveva una residenza in città. Oggi ne sopravvivono infinite testimonianze. Molte di quelle famiglie sono ancora in piedi e se non hanno conservato i patrimoni hanno conservato il modo di stare al mondo. La dinastia regnante a Napoli era imparentata con le grandi dinastie europee. Ciò significa che stili di vita, usi e costumi di certi ambienti sociali napoletani erano molto simili a quelli delle grandi capitali. Questa tradizione -sociale e individuale- non è morta, anzi la si ritrova di continuo, vivendo qui. Tra le manifestazioni più eloquenti di un passato intenso e carico di umori, sicuramente ci sono la bellezza e l’eleganza femminile.
      7) Se vieni a Napoli e vuoi qualche suggerimento su cosa vedere e fare, avvertimi. Posso preparare anche un itinerario trash con annesso rischio rapina, scippo e sparatoria. E’ tutto gratis.

      DB

      2 aprile 2012 at 18:29 Rispondi
      • naty

        Gentilissimo Domenico.ricordo Napoli visitata nel 1961, un incanto Mergellina…Via Carraciolo…un mare meraviglioso…poi nel 1981,al ritorno da Tunisi,era mattino per la precisione ore 6,un itinerario improvvisato,tutti dormivano ancora,le strade pulite, ho un sereno ricordo che non voglio rovinare pensando a cosa è successo con il passare degli anni
        buona serata,naty

        2 aprile 2012 at 19:08 Rispondi
        • DB

          Cara Naty,
          rispetto al 1981 la città forse è migliorata. Per certi versi direi proprio di sì. Certo, c’è stata quella tragedia della munnezza, ma adesso non c’é più. Rimane la camorra, ma il visitatore non se ne accorge, anzi trova bellissimi ristoranti e alberghi messi in piedi con i soldi del riciclaggio. In questo periodo tutto il lungomare -da Mergellina a Castel dell’Ovo e oltre- è totalmente inibito alle auto e passeggiare è una cosa di una bellezza non descrivibile.

          Credo che Lei ora deve tornare. Ormai ci siamo abituati che ogni venti o trent’anni viene a farci gradita visita. Su, viene l’estate…

          DB

          2 aprile 2012 at 20:06 Rispondi
      • manupia

        Grazie DB avrei chiara spiegazione…non mi resta che venirvi a trovare presto e perchè nò vivere un film gratis 😉
        speriamo a presto manupia

        2 aprile 2012 at 20:04 Rispondi
        • manupia

          quell’avrei non sò da dove viene!!

          2 aprile 2012 at 20:07 Rispondi
  • naty

    Cara Fili ,io dico e penso che per essere così bella fuori c’ è un segreto nel tuo cuore….sia un tuo segreto ,anche se un sospetto e un pensiero l’ho fatto , tante volte,ciao a te a tutto il planet e a tutto ciò che di bello ti circonda,Naty

    2 aprile 2012 at 17:21 Rispondi
  • Nina

    Ehm,ehm, scusate se intervengo ma oggi è un DBshow!
    Grandi Filippa, Lety, poi Maria Grazia e infine Manupia che avete tentato di tenergli testa! E, ovviamente, grazie a DB che con le sue provocazioni ci stana dal nostro torpore.
    Bella questa discussione che era inizata con un accento sovversivo e ha trovato linfa grazie ai tamarri di ogni genere e specie!
    Buona serata

    2 aprile 2012 at 19:19 Rispondi
    • DB

      Cara Nina,
      sono io che devo ringraziare Voi tutte. Questo blog fa parte di una mia complessa strategia anti-stress, anzi dovrei di anti-vuallera*.
      Quando sto in ufficio mi affliggo un po’. Preferisco andare in giro per lavoro anche se è più stancante. Se sto qui, ho bisogno di pause frequenti e brevi per riuscire a tirare avanti per molte ore. E questo oggi è potuto avvenire grazie a questo scambio intenso.
      Devo piuttosto scusarmi per la forma arronzata (approssimativa) e per gli ‘nguacchi (refusi): penso in napoletano, devo farmi una traduzione simultanea e scrivo velocissimamente.
      Buona serata !

      DB

      *Vuallera è un termine intraducibile che un po’ si avvicina al ‘du’ palle’ romanesco, ma è non è una parolaccia o un’imprecazione, direi che è una categoria dello spirito.

      2 aprile 2012 at 19:48 Rispondi
      • manupia

        @DB… in fondo la vita è tutta una sceneggiata!!!
        😉 😉 manupia

        2 aprile 2012 at 20:14 Rispondi
        • DB

          Non c’è il minimo dubbio che è una sceneggiata….

          DB

          2 aprile 2012 at 20:31 Rispondi
    • naty

      Nina scusa …ma i tamarri sono persone rozze…a me non sembra di essermi espressa in tale modo,scusa se mi sbaglio,naty

      2 aprile 2012 at 19:51 Rispondi
      • DB

        Nina si riferisce alle cose scritte da me…certamente !!!

        DB

        2 aprile 2012 at 20:11 Rispondi
      • Letizia

        Natyyy! Ma come ti viene in mente? Mi sa che c’è stato un bel misunderstanding… Nina si riferiva alle varie tipologie di tamarri prese in considerazione durante questa “tavola rotonda”!

        @DB, che ridere! Già vedo la tua espressione mentre dici “‘A vuallera”… 😉

        2 aprile 2012 at 21:08 Rispondi
    • DB

      Cara Nina,
      se è show che lo sia fino in fondo !
      Il ‘problema munnezza’ a Napoli sembra essere risolto. E’ dalla scorsa estate che non se ne vede (ma non ne sentiamo la mancanza…). Adesso viene spedita via mare a Rotterdam e a …..Stoccolma !!! (Grazie Filippa !!!).
      Però, anche se non si vede, la munnezza rimane nel nostro immaginario collettivo. Proprio adesso mi è stato mandato un link delizioso che tratta il tema. Gli autori sono Lucio Dalla* e Toni Servillo. Non conoscevo questa pregevole operina. Davvero divertente. E con questo si chiude la mia giornata di lavoro (!?!?!?).

      http://www.youtube.com/watch?v=ucyyLESVPac&feature=share

      *E’ da intendersi come omaggio tardivo ma sentito al caro Lucio Dalla. Oppure Nostra Signora già ci ha pensato nei post dell’epoca ?

      2 aprile 2012 at 21:01 Rispondi
      • Nina

        Naty..mi hai fatto prendere un colpo! ! Mi spiace che tu abbia avuto questa sensazione ma non era assolutamente rivolto a te, caspiterina!
        Grazie DB e Lety per aver chiarito subito il quiproquo.

        @DB. Interessante questo contributo. Confidiamo che Napoli non sprofondi più nei rifiuti..sarebbe l’ennesima pugnalata ad una città che, come hai ricordato, ha una tradizione di grande nobiltà.

        Ps. quanto sono bravi i fratelli Servillo..recitino o cantino..bravi sono!

        3 aprile 2012 at 13:08 Rispondi
        • Letizia

          Nina, volevi dire

          3 aprile 2012 at 13:45 Rispondi
        • Letizia

          Nina, forse volevi dire QUI QUO QUA, vero?! 😛 (giuro che più di una volta l’ho sentito dire, al posto di qui pro quo, e non per scherzo… poveri noi!)
          Hai fatto bene a tranquillizzare Naty anche tu, stamattina mi è sembrata ancora un po’ in ansia per questa storia… evidentemente né io né DB siamo riusciti a convincerla del tutto! 😉
          Bacioni!

          3 aprile 2012 at 13:50 Rispondi
  • Ilaria

    Mannaggia che non riesco mai ad “intromettermi” nella conversazione a tempo debito ma sempre con il ritardo e il fiato sul collo!!!!!! Al lavoro mi è praticamente impossibile riuscire a connettermi e quando sono a casa cerco la forza di volontà per studiare e riuscire a terminare l’università!!!!!
    Così mi ritrovo alla sera con l’aggiornamento dei vari commenti e degli argomenti che sbucano fuori!!!!
    Partendo dall’outfit di Fil: bhe che dire, adorabile nella sua semplicità, e quelle scarpe mi piacciono moltissimo!
    Per quanto riguarda Napoli: quanto vorrei riuscire ad organizzarmi e visitarla!!!! Spero prima o poi di farcela!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Per la tipologia tamarri … quelli e quelle ce ne sono a tonnellate purtroppo!!!!!!! 🙁

    2 aprile 2012 at 22:18 Rispondi
    • DB

      Cara Ilaria,
      1) se viene a Napoli e ne ha piacere, mi avverta. Le vorrei segnalare 4 o 5 cose molto interessanti e poco note che possono facilitare l’approccio a questa città così atipica. Posso inserire -come per Manupia- qualche itinerario un po’ tamarro e rischioso, ma solo a gentile richiesta.
      2) Ho visto che il Conservatorio non fa prestiti agli esterni. Ma almeno il libro ce l’hanno ? Comunque, come vede, non c’è un sistema di biblioteche pubbliche veramente efficiente. I buoni libri è sempre più difficile trovarli. Non parliamo delle librerie che sono sempre più piene di libri inutili. Da questi piccoli dettagli si vede che il nostro è un Paese in affanno.

      Stia bene e faccia buoni studi. A proposito, cosa studia e dove?

      DB

      2 aprile 2012 at 23:29 Rispondi
  • Ilaria

    Mister DB, sono passata presso il Conservatorio, e la risposta alla mia domanda è stata molto spiccia: niente accesso e quindi nessuna consultazione!!!!!!!
    Quindi metto “il cuore in pace” e mi terrò la curiosità!!!!!

    Per tornare al discorso di Napoli: chissà quando riuscirò ad organizzarmi e passare qualche giorno in questa splendida città!!!!!! Se mi gira male, parto anche da sola!!!!!!

    Sto cercando di terminare gli studi per il corso di laurea in Marketing e Comunicazione a Venezia. Ultimamente manca proprio la voglia oforse la volontà di mettermi sui libri in materie che mi annoiano particolarmente!!!!A volte preferisco “studiare” tutt’altro rispetto a libri relativi a statistica aziendale e similari. Spero di aggrapparmi a qualcosa che mi dia la spinta, durante questo mese, a studiare in modo adeguato per gli esami di maggio… ce la farò???????
    Speriamo

    3 aprile 2012 at 11:13 Rispondi
  • DB

    Mia cara, le materie più ‘solide’ e professionalizzanti (che brutta parola…) sono proprio quelle che a Lei non piacciono. Le materie che -mi sembra di capire- Le piacciono, al contrario, sono quelle che rischiano di essere un leggere in quanto a contenuti professionali, affascinanti ma un po’ generiche. Spesso dipendono troppo dalla personalità del Docente.
    Mi sa che deve “abbracciare la Croce” -come si dice qui- e rassegnarsi. Mi permetto di usare un tono noioso e paternalistico perché questi temi (università, qualità della formazione, giovani e mondo del lavoro…) li bazzico bene sia per motivi di lavoro che familiari.
    Non intenda il corso di laurea come una gara ad ostacoli. Non fa niente se a maggio (cioè domani !) non fa tutti gli esami che vorrebbe. L’importante è farli bene, avendo studiato a fondo e sentendo quegli argomenti come Suoi !!!

    Quando riesce a venire a Napoli mi dica in quale albergo va. Le lascio una fotocopia (è orribile, ma non c’è altro modo) del libro di Alfredo Casella.

    DB

    3 aprile 2012 at 11:27 Rispondi
  • Melania

    Brava Filippa,
    sei stata in grado di rispondere alla provocazione del precedente post in modo molto chiaro e senza troppi giri di parole, ancora una volta hai dimostrato di essere una persona intelligente..
    Concordo con le altre il total black è molto, molto elegante
    ed infine with Filippa che è meglio!!!

    Buon proseguimento,
    Melania.

    3 aprile 2012 at 18:02 Rispondi
  • Ilaria

    @ DB, il vero problema a mio avviso, è molto spesso legato a come il professore in questione presenta la materia stessa. Ho avuto professori meravigliosi che mi hanno trasmesso “l’amore” per certe materie, grazie al loro metodo di insegnamento, e in questo modo sono riuscita a studiare per esami molto pesanti senza nessuna difficoltà! Ci sono professori che non hanno capacità di fare tutto ciò: per loro sei solo un numero di matricola e basta. Per fortuna esistono ancora docenti che amano il loro lavoro e riescono a trasferire tutto questo anche ai loro studenti!!!!! E ricorderò sempre due professori meravigliosi che con loro ho sostenuto esami di Politica Economica, Economia Aziendale e diritto Commerciale.
    Stessa cosa avvenne quanto ero alle superiori: una professoressa di Francese mi ha trasmesso l’amore per questa lingua, quando fino a due anni prima la detestavo!!!!!!
    Ovviamente poi spetta sempre allo studente rimboccarsi le maniche e studiare, ma rimango sempre dell’idea che un bravo insegnante sia fondamentale per fare apprezzare a amare anche le materie più pesanti!!!!! 😀
    Comunque ho “abbracciato la croce” e continuo il mio cammino di studentessa 😀
    Grazie del sostegno!!!!!!!

    Aspetto comunque una sua risposta in merito a quanto detto sopra 😀

    4 aprile 2012 at 22:34 Rispondi
    • Letizia

      @Ilaria, concordo con quanto hai detto alla fine, è una cosa che ho provato in prima persona… quando iniziai a studiare Filosofia al liceo mi piacque subito, ma ebbi la sfortuna di avere un’insegnante ignorante e odiosa, e poco a poco mi fece odiare quella materia, perché studiarla con lei diventò un calvario! Brrr, che brutti ricordi…

      4 aprile 2012 at 22:55 Rispondi
    • DB

      Cara Ilaria,
      io penso che ogni studente universitario -per orientarsi subito- deve conoscere la differenza di fondo tra l’insegnante scolastico e il docente universitario.
      Il primo ha il preciso compito di insegnare seguendo un programma ministeriale. Il secondo è innanzitutto uno studioso che ha il compito di fare ricerca scientifica nel suo specifico ambito, pubblicandone gli esiti e dandone conto periodicamente alla comunità scientifica di appartenenza. Da questa prassi dipende -in buona sostanza- la sua carriera universitaria. In seconda battuta, ha il dovere di trasferire le competenze che ha acquisito agli studenti della Facoltà cui appartiene. La didattica, insomma, viene dopo la ricerca e si svolge in modo originale, senza rispettare un ‘programma ministeriale’, ma rivendicando una piena autonomia. Nell’università italiana è addirittura dubbio se gli studiosi che hanno la qualifica di ‘ricercatore’ debbano svolgere attività didattica o limitarsi alla ricerca, appunto.
      Lo studente universitario deve sapere, pertanto, di avere davanti non l’insegnante, ma uno studioso che fa ricerca e quindi trasferisce esperienze, conoscenze e competenze con una tecnica sua propria e con un diverso grado di predisposizione alla didattica. Di fatto, accade che ci sono studiosi di grande spessore che fanno didattica malvolentieri e studiosi meno brillanti che sono, al contrario, comunicatori entusiasti e ispirati della propria scienza.
      Tradotto in pratica, lo studio di ciascuno studente deve svolgersi in modo autosufficiente, avendo come riferimento la figura del docente, ma con una libertà di movimento, una capacità analitica e ‘creativa’ molto superiori a quella che si richiede a scuola.
      Per intenderci, un sintomo del cambiamento profondo nel passaggio dalla scuola all’università è costituito dal rapporto con i libri. A scuola ci sono i libri ‘adottati’ e obbligatori. All’università ci sono libri ‘consigliati’, organizzati in bibliografie talvolta alternative tra di loro, e allo studente si chiede di scegliere tra le diverse opzioni.
      In buona sostanza, lo studio universitario è -di per sé- una sperimentazione individuale. Potremmo dire: i primi faticosi passi dello scienziato in erba che si misura con le discipline che ha scelto e con le personalità di studiosi più esperti.
      Ciò che lo studente universitario deve chiedersi quando si trova davanti un professore è: ma questo chi è, perché sta qui, cosa ha studiato, cosa ha pubblicato, ha veramente i ‘titoli’, ha qualcosa di importante da trasferire a me che voglio imparare ?
      Purtroppo, alcuni studenti ragionano solo in termini utilitaristici: l’esame è facile o difficile ? quante pagine si devono ‘portare’ ? lui com’è ? e pure l’assistente è uno rompipalle ? Ecco, questi studenti sbagliano profondamente. Forse riusciranno a conquistare un ‘pezzo di carta’ che però varrà poco e, col passare del tempo, sempre meno.
      Io dico, invece, che -frequentando l’università- vale la pena di assumere un atteggiamento che sia umile e critico nello stesso tempo. Sono convinto che molto spesso i docenti italiani hanno titolo per stare lì, soprattutto nelle università di grande tradizione (anche Ca’ Foscari -in certe discipline- lo è).
      Il guaio è che per lo studente è difficile valutare lo spessore scientifico del singolo studioso/docente perché l’intera società italiana negli ultimi anni si è totalmente disabituata a considerare il lavoro di chi fa ricerca nell’università. Basta vedere quanto spazio hanno sui giornali, nella televisione, nel cosiddetto ‘discorso pubblico’ il mondo della ricerca e dell’università. Se ne parla pochissimo e quasi sempre per ripetere dei luoghi comuni.
      Invece, ci sono molti casi -in tutte le aree disciplinari- di straordinario interesse scientifico, molte belle storie da raccontare. Compito di chi frequenta l’università è scoprirle, comprenderle e riconoscerne il valore. A maggior ragione, se la vita pubblica e gli organi di informazione si occupano quasi esclusivamente di banalità e volgarità.
      In una battutta, lo studente universitario -oggi in Italia- deve cercare ostinatamente una ‘verità’, a dispetto di tutto, e in questa ricerca deve sentirsi un po’ rivoluzionario…..del resto, la verità è sempre rivoluzionaria.
      Io consiglio agli studenti universitari di cercare tra i docenti del proprio corso di laurea le belle storie, le figure di pregio e di cercare di carpire a esse il ‘segreto’. Con un po’ di pazienza e un pizzico di fortuna, si può trovare non semplicemente il bravo docente ma il Maestro che schiude orizzonti.

      DB

      9 aprile 2012 at 18:40 Rispondi
  • Ilaria

    @Leti, thanks per l’appoggio!!! io la ritengo una cosa importante il modo in cui trasmettere agli alunni interesse e magari passione per una determinata materia…

    5 aprile 2012 at 00:18 Rispondi
    • Letizia

      … E vuoi mettere?! ASSOLUTAMENTE FONDAMENTALE! Il mio appoggio vale doppio!
      Baci e buona giornata!

      5 aprile 2012 at 08:50 Rispondi
  • Melania

    Ragazze, come vi capisco
    è successo la stessa cosa a me per la filosofia praticamente , io ho capito e studiato la materia in questione da autodidatta, la prof le cose le sapeva e non voglio dire di no, ma non sapeva assolutamente trasmetterle è questo è sinonimo di poca passione e amore verso la propria professione.
    Per me è da considerare un cosa gravissima fare il proprio lavoro senza amarlo, perchè non solo fai male a te stesso ma soprattutto agli altri.
    E non voglio parlare delle discriminazioni di questa prof c’era chi era abbonato all’8 e non si beccava il 2 neanche quando si presentava impreparato, io ,però ho sempre cercato di fare il mio lavoro da studentessa fregandomene di queste cose, sudando a casa (comprendere la filosofia da soli non è un gioco da ragazzi) ed il mio obbiettivo è stato sempre accrescere le mie capacità per poter interpretare al meglio la realtà ed affrontarla !!
    Ilaria, ci sono purtroppo dei periodi bui durante il percorso di ogni studente l’importante è cercare di rialzarsi sempre ,inoltre sono sicura che farai questo esame nei migliori dei modi e poi tu sei anche una studentessa lavoratrice , non so come fai a fare due cose contemporaneamente quindi brava!!!

    Scusate se mi sono intromessa ,ma questo argomento mi tocca molto da vicino,
    Melania.

    5 aprile 2012 at 09:59 Rispondi
  • Ilaria

    @Melania, sono contenta che ti sia intromessa nella discussione. Pure io ho avuto una prof, quella di inglese, che abbonava i voti in base a simpatie ecc. Che uno fosse preparato o meno non importava, dato che si sapeva a priori quale sarebbe stata la valutazione.
    A livello universitario, purtroppo, non esiste il rapporto diretto con il prof se non per qualche raro esame, dove la presenza di pochi studenti, porta il docente stesso ad rapportarsi in modo più diretto e amichevole. Sta di fatto che per la stragrande maggioranza sei solo un numero, che per il massimo che possono fare è ripetere quanto scritto sulle slide e poi pace e bene…
    Che tristezza!!!! Per fortuna, come dicevo anche sopra, ci sono sempre quei professori che si salvano dalla massa e che sanno fare a dovere il loro lavoro!!!!

    5 aprile 2012 at 11:31 Rispondi
  • Ilaria

    Caro DB quello che dice è vero. E’ palese la differenza tra la scuola e l’università, semza ombra di dubbio!!!!! Io volevo solo sottolineare la differenza dell’approccio dei professori, una piccola categoria che si differenzia dagli altri per essere “più umani” verso i loro studenti. Tutto qui. Non sta a me di certo criticare sui metodi di studio ecc. Semplicemente preferisco coloro che adottano un rapporto più cordiale con lo studente stesso, senza vederlo come un numero di matricola e basta.
    Mi è capitato per i professori che ho seguito con maggiore interesse di approffondire tematiche ecc. forse anche per il modo in cui trasmettevano le loro conoscenze ecc. Poi, giustamente come dice lei, è ovvio che sta allo studente immergersi a capofitto nello studio e aumentare le proprie conoscenze ecc.

    10 aprile 2012 at 00:03 Rispondi
    • DB

      Cara Ilaria,
      mi rendo conto che Lei ha le idee chiare sull’università e su come affrontarla. Il mio discorso era più che altro un ‘punto’ di carattere generale.
      Purtroppo, viviamo in un Paese che sta smarrendo i punti di riferimento ‘obbligati’: scuola, università, formazione, cultura, ricerca……
      Come vede, anche l’ultimo scalzacane compra pezzi di carta all’estero e questo la dice lunga sul ‘sentimento’ diffuso che si è creato intorno a temi che invece sono decisivi.

      Un giorno che mi verrà lo schiribizzo di fare ‘outing’ (mi pare che si dice così…) capirà perché sono così sensibile a questi argomenti.

      Una piccola curiosità: ma il Suo è un Corso di Laurea specialistico ?

      Tanti auguri per tutto !

      DB

      10 aprile 2012 at 12:26 Rispondi
  • Ilaria

    Caro DB quello che dice è vero. E’ palese la differenza tra la scuola e l’università, semza ombra di dubbio!!!!! Io volevo solo sottolineare la differenza dell’approccio dei professori, una piccola categoria che si differenzia dagli altri per essere “più umani” verso i loro studenti. Tutto qui. Non sta a me di certo criticare sui metodi di studio ecc. Semplicemente preferisco coloro che adottano un rapporto più cordiale con lo studente stesso, senza vederlo come un numero di matricola e basta.
    Mi è capitato per i professori che ho seguito con maggiore interesse di approffondire tematiche ecc. forse anche per il modo in cui trasmettevano le loro conoscenze ecc. Poi, giustamente come dice lei, è ovvio che sta allo studente immergersi a capofitto nello studio e aumentare le proprie conoscenze ecc.

    11 aprile 2012 at 22:08 Rispondi

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