Siete pronti per un altro giro di giostra, la nuova rubrica di Planetfil, dove ho deciso di lasciare lo spazio a voi: a chi vuole raccontare un’esperienza, un viaggio, una passione, a chi ha voglia di condividere un’idea o un progetto.
Il secondo guestwriter ci porta a danzare… ecco il racconto di Giù!
La passione del Tango

Tema difficile da trattare specialmente per chi, come me, è immerso in questa passione e vorrebbe descriverla a chi proprio non sa di cosa si tratti. Magari con brevità e senza annoiare… mmm, io ci provo, però non descrivendo che cos’è il tango, di questo è pieno il web, bensì di come è stato il mio percorso personale, forse comune a quello di tanti altri.
La mia esperienza è nata quasi per caso. Avevo voglia di dedicare un po’ di tempo a me stesso, la sera, e così ho deciso di partecipare ad un corso di ballo qualunque, in una di quelle scuole qualunque che propongono praticamente tutte le discipline più in voga. Per di più, c’era l’offerta “prendi tre e paghi uno” proprio come al supermercato, e quindi ho aggiunto ai due corsi che mi interessavano di più quello di tango argentino, così, come un riempitivo, uno sfizio. In realtà, questa musica mi ha sempre affascinato e tutte le volte che mi capitava di osservare due tangueri all’opera, per lo più sul piccolo schermo, rimanevo ipnotizzato a guardare l’esibizione…

Non mi spiegavo come potesse essere possibile che due persone che interpretavano in quel modo la musica mi trasmettessero tali e tante emozioni, diversamente da qualunque altra esibizione in qualunque altra disciplina. Passa un anno di studio, il corso termina. Bene. Sono pronto. Vado in una Milonga (così si chiamano i locali in cui si balla esclusivamente tango). Ne scelgo una rinomata, bella, elegante. Entro, mi cambio le scarpe e mi siedo sul divanetto vicino all’entrata. Osservo. Subito mi rendo conto di essere assolutamente inadeguato, di non sapere un passo, dico uno, di non avere nessuna base seria, insomma di essere un totale analfabeta. Il locale era pieno e le coppie erano dei marziani ai miei occhi, persone che comunicavano una passione inaspettata, che chiusi nell’abbraccio rendevano viva ogni nota creando una esecuzione parallela a quella del direttore d’orchestra: in quel momento io vedevo la musica, esperienza mai avuta prima. Insomma, sono rimasto inchiodato a quella poltroncina senza mai alzarmi né proferir parola per tutta la serata, come inebetito ed incapace di qualsiasi reazione.

Alla delusione iniziale, allo scoramento, alla convinzione di aver sbagliato tutto, seguì però il pensiero che si può ripartire daccapo, si può ricominciare facendo le cose per bene. E il caso ha voluto che il quel momento mi trovassi proprio nel posto giusto da cui ricominciare. Detto fatto. Ripresi la mia strada nel verso giusto, con gli insegnanti giusti (ballerini, coreografi, artisti, campioni del mondo) e con tantissimo impegno riuscii a raggiungere un livello soddisfacente sia per me che per le dame con le quali di volta in volta ho avuto il piacere di condividere queste emozioni, questi momenti così speciali.

Insomma, al termine di questa ripresa ho capito finalmente cosa significa ballare il tango argentino. Ho capito che non può essere un passatempo, un’attività di svago leggero. Ho capito come può cambiarti la mente ed il corpo attraverso i continui, sudati esercizi di tecnica (postura, equilibrio, concentrazione, memoria, etc.) che vanno smontati e rimontati ogni volta per rendere i movimenti naturali, con l’ascolto e la comprensione musicale (ma in questo, almeno, ero avvantaggiato avendo alle spalle dei percorsi musicali ben definiti) con l’affinamento di quella sensibilità che permette di capire, di sentire, non solo fisicamente, l’altro, e di fondersi in un movimento unico e in un battito di cuore in assoluta sincronia. Non è un caso che i due cuori si tocchino nell’abbraccio. Già, l’abbraccio, la condizione che più differenzia questa disciplina dalle altre. E’ qualcosa di intimo che viene spesso condiviso con una persona perfettamente sconosciuta, della quale so solo una cosa: condivide la mia stessa passione.
Questa certezza è sufficiente per abbandonarsi nell’abbraccio e trascorrere i 10 minuti di una Tanda (si chiama così l’insieme di 3-4 brani ballati consecutivamente dalla stessa coppia) come se si fosse dei segreti amanti. Salvo poi lasciarsi, e forse non incontrarsi mai più, al termine dell’abbraccio, ritornando spesso dei perfetti sconosciuti.

Ovviamente io sono un principiante, e so che il percorso di crescita può essere lungo tutta una vita, ma anche questo mi affascina. Sapere che questa passione potrà accompagnarmi finché ce la farò, regalandomi ogni giorno una scoperta, un granellino di crescita, oppure ancora l’incontro inatteso, le sensazioni mai provate prima, una musica nuova, un luogo misterioso, sapere che in qualunque parte del mondo potrei incontrare qualcuno con cui condividere i 10 minuti di un abbraccio mi rasserena, mi fa nascere un nuovo sorriso ogni volta che ci penso.
Qualcuno mi ha detto che non siamo noi a scegliere il tango, ma è il tango che ci sceglie… Non so se per me sia stato così, forse sì, mi piace pensarlo. E allora spero che anche tu, sì proprio tu che mi leggi adesso, abbia la fortuna di toccare questo mondo dal di dentro e di sentire sulla tua pelle il brivido del tango.

Testo e foto editing, Giuseppe Salmoiraghi.


Giu
Grazie amica mia, per me è un grandissimo ed immeritato onore, oltre che un indescrivibile piacere, essere ospitato qui, nel tuo Planet. Spero che questo piccolo contributo serva a renderlo ancora più bello ed emozionante…
Giu
Filippa
Ovviamente si! Grazie a te per il tempo e la voglia di raccontarti! Magari qualcuno prende ispirazione e si butta in pista, superando paura e timidezza, grazie alla tua storia.
Piaciuta la foto d’apertura che ho scelto?
Buona giornata!
fili
Giu
Sì, la foto che hai scelto calza a pennello, ricorda un po’ l’apertura di un sipario, l’inizio di un racconto. Ma non avevo dubbi che tu avresti confezionato un boquet splendido, organizzando foto e testo nel modo migliore.
Inoltre la tua foto d’apertura evidenzia le scarpe da tango… argomento estremamente femminile di cui non ho trattato ma che potrebbe essere un valido stimolo per le tue ragazze incerte sul da farsi!
😉 Baci! Giu
Letizia
Bravo amico mio! Complimenti per questo giro di giostra… hai raccontato con evidente passione e trasporto emotivo un mondo a noi così lontano, o almeno alla maggior parte di noi… chissà, magari tra gli abitanti del Planet si nasconde qualcuno che ama il tango argentino e lo pratica già… lo scopriremo strada facendo… 🙂
Concordo sulla foto di copertina scelta da Fili, è davvero bella!
Ancora bravo e un super abbraccio, tanto per restare in argomento… 😉
Giu
Un abbraccio a te, cara Lety. Grazie per il complimenti completamente immeritati ma, tant’è, sei sempre gentilissima e quindi li accetto volentieri.
Come vedi qualche amante del tango, inteso anche come musica, si è già mostrato, quindi sono ancora più felice che Fili mi abbia proposto questo argomento.
PS: mi sa che Sherlock non mi ha ancora scovato tra le immagini… 😉
Baci Amica!
Letizia
Beh, ma insomma… ma per chi mi hai presa?! 🙁 Cerrrto, che ti ho scovato subito!
Perbacco, è vero che ho una certa età, ma come avrei potuto non riconoscerti nella famosa scena di “Profumo di donna”?
Uahuahuahuahuah! 😛
Sciocchino 😉 , so perfettamente in che foto ti nascondi! 🙂
Baci!
Claudia Oliveri
Ho trovato il tuo racconto Giu davvero intenso e trasportante…il tamgo mi ha sempre affascinato … Naturalmente mi piacerebbe impararlo con mio marito perché penso che possa essere molto “costruttivo” anche per una coppia navigata come noi …ahimè lui non è proprio nato per la danza …diciamo che funziona meglio in coppia con una MTB
Giu
Grazie Claudia!
Concordo con te che potrebbe essere una pratica “costruttiva” per una coppia una volta assimilato per bene, mentre consiglierei di impararlo separatamente per evitare i possibili litigi che possono sorgere durante l’apprendimento (del tipo “hai sbagliato!” “no è colpa tua!”) e che potrebbero trascinarsi nella vita di tutti i giorni.
Prova! Giu
Claudia Oliveri
Hai colto nel segno..intenzioni buone ma risuktati “da valutare “
Laura C.
Maravillosa historia querido amigo
La mia migliore amica balla il tango, e mi raccontava delle serate, ma non sono mai riuscita ad andare avederla nemmeno una volta. Ora però, anche se il tango a me mi ha sempre intimorito un pochino (sia magari per l’intensità del ballo, per il ballo in sé così pregnante da essere appunto il tango che sceglie te) spero di poterlo riscoprire con altri occhi, perché caro Giu hai raccontato con tanto “sentimiento” che adesso dobbiamo vedere con i nostri occhi!
Un abbraccio e grazie mille!
Giu
Evviva querida amiga!
Spero che tu possa approcciarti con gioia al tango (non solo per vedere, eh) che non è per niente seriosa come alcuni pensano, né deve intimorire poiché la si può adattare benissimo alla propria personalità.
Vuoi un esempio divertente? Eccoti due dei miei maestri, non sono divertenti? https://www.youtube.com/watch?v=IJAZA1MeWmw
Besos!
naty
Emozione e gioia ,suscita questa danza ed è coinvolgente…guardo chi danza ,nei film, ed è indimenticabile “EVITA”,la danza è un arte e tu nel tuo racconto sei stato Bravo !!!
Naty
Giu
Grazie dolcissima Naty,
il primo link che ha condiviso DB sembra fatto proprio per te!
Un fortissimo abbraccio!
naty
Sono sicura che non è il tuo caso..
“Può darsi che non sarai mai felice,
perciò non ti resta che danzare,danzare
cosi bene ,da lasciare tutti a bocca aperta”.H.Murakami
Un caro saluto,Naty
DB
Caro Giu,
ho letto con piacere il tuo testo.
Non ballo il tango, ma molte persone a me vicine lo fanno e credo di aver compreso un pochino il clima emotivo in cui si svolge questa esperienza. Mi sembra che sia lo stesso clima che tu descrivi.
Inoltre, avevo uno zio che viveva a Buenos Aires e da ragazzo sono stato a trovarlo più volte.
Lì il tango si balla ovunque e soprattutto si ascolta molta musica. Come sai, gli autori e gli stili sono tanti. Quello che mi emoziona di più ancora adesso è il celebre Carlos Gardel. A seguire, uno dei suoi componimenti più popolari che certamente conosci. Considera il video un piccolo contributo visivo e musicale alle tue belle immagini.
https://www.youtube.com/watch?v=Gcxv7i02lXc
Saluti cari a tutti !
Giu
Carissimo DB,
ma tu mi vai a scegliere uno dei miei brani preferiti!
Grazie per le belle parole, felice di averti presentato una differente prospettiva nella quale inquadrare questa particolare esperienza.
Ti rispondo allora, scegliendo tra i più noti direttori, un famosissimo filmato d’epoca di un energico D’Arienzo in “Loca” https://www.youtube.com/watch?v=jrKjP4XFgls&list=RDjrKjP4XFgls
Grazie per il contributo, non avrei saputo scegliere di meglio. Cari saluti!
DB
E con quest’altro tango di Gardel. come si dice a Napoli, ‘se ne cade il teatro’.
Non emozionatevi troppo.
https://www.youtube.com/watch?v=kdSnNHErabQ
Giu
Eh, vero, se ne cade il teatro…
Ti propongo allora anche una piccola ricerca su Pugliese e Di Sarli, che assieme a Gardel e D’Arienzo sono tra i più famosi maestri di tango originale.
PS: emozionatevi pure che vi fa bene! 😉
DB
Lo zio che avevo in Argentina era emigrato intorno al 1950 e il suo primo lavoro era stato di cronista per il giornale degli italiani di Buenos Aires, praticamente la metà degli abitanti. Metà di questa metà erano napoletani o figli di napoletani.
Mio zio per il giornale si occupava di spettacoli e vita mondana. Dopo alcuni anni aveva cambiato lavoro, ma i rapporti con quegli ambienti erano rimasti.
Conosceva molti musicisti che scrivevano canzoni di tango e ricordo che mi parlava anche di D’Arienzo e Di Sarli. Forse il secondo l’ho pure ascoltato dal vivo.
A lui il tago non piaceva troppo. Una volta a un concerto di non ricordo quale musicista mi disse :” Ma ‘stu tang’ è semp’ ‘na traggedia….”. Insomma, l’atmosfera del tango gli sembrava un po’ cupa.
Però quando era lui a mettersi al pianoforte suonava sempre: “Lacreme napulitane….”.
DB
Filippa
Ora non vorrei essere indiscreta, ma sembra che il tango se la stiano già danzando Giù e DB… 😉
hihihihihi, buona giornata danzando sotto la pioggia, un altro tipo di ballo ma forse più simile al mio carattere… cipciop!
f
Giu
Sciocchina… 🙂
https://www.youtube.com/watch?v=kCkiR20ahJA
Smack!
DB
Per me puoi permetterti ogni indiscrezione.
Il tango -come tutti i balli che si ballano nei molti Sud del mondo- è bisessuale.
A Buenos Aires, a Napoli, a Lecce o dove vuoi tu purché sia Sud geograficamente e psicologicamente, gli uomini possono ballare il tango sia con le donne, sia con gli uomini. Basta che ballano.
Per me sta tutt’a ‘ppost’. Stai senz’ penzier’.
DB
PuroNanoVergine
Ciao Giu,
che bella esperienza hai descritto.
Spero che col tempo tu possa diventare un tanguero professionista 😉
Il tango affascina anche me (no, non me la sento di ballarlo).
Lo trovo sensualissimo e in più ha quel lato malinconico nel quale è piacevole immergersi.
Ti linko una scena di tango “sui generis” (non imitare il ballerino, del resto inimitabile ;-)):
https://www.youtube.com/watch?v=-HMHcTHyqEY
Giu
Ciao PNV,
non penso di diventare un professionista, ritengo che il processo di trasformazione di una passione in una professione porti con se conseguenze negative, a parte che ci vorrebbero vent’anni e non ho a disposizione così tanto tempo unito alla necessaria forma fisica…
Invece, ti vedrei molto bene in questo ruolo, peraltro di dame “all’altezza” ne ho viste parecchie, anche con i tacchi, per cui…
Grazie del link, in effetti lo stile ubriaco-fradicio-e-sbattuto-fuori mi mancava… vedrò di non imitare 😉
A presto! Giu
Morgan
Da un “Palo della luce” come mi defisce mia moglie, devo farti veramente i miei complimenti per saper ballare ed interpretare questa sensualissima “arte” del Tango!!! Bravo Giu….
Giu
Grazie Morgan,
anch’io quando ho iniziato ero proprio senza speranze, e tutt’ora c’è qualche maestro che me ne dice di tutti i colori… Però me la cavo. Quindi, effettivamente possono accadere anche le cose più inaspettate, come pali della luce che si mettono a ballare, quindi… 😉
Ciao!
osvalda
gran bel racconto, grazie per averci reso partecipi. devo dire che il tango l’ho sempre visto come un ballo tra amanti…
Giu
Osvalda, sei troppo gentile!
No, non é un ballo tra amanti, ma un ballo tra anime 🙂
veraB'
…un ballo tra anime.
Meravilgiosa espressione Giu…
veraB'
Meravigliosa 😉
osvalda
davvero bella definizione
veraB'
Dolcissimo Giu…
Non avresti potuto essere diverso.
Un abbraccio
veraB’
Giu
🙂 🙂 🙂