Slurp, che torta deliziosa!! Fragole, cioccolato e panna…che bontà! Mi è piaciuto molto l’abito di questa domenica, tra i due è quello che preferisco! Un abbraccio
Oh… My… God! Non ho parole! Quella torta è (o meglio, forse è il caso di dire ERA… :P) un capolavoro, troppo bella per essere mangiata! Ma immagino che ormai non sia rimasto neanche un granellino di cioccolato… Filippa golooosa!
La tua frase su Twitter parla da sola, ma a certe cose proprio non si può resistere… 😉
Questo weekend a CTCF è stato pieno di emozioni come poche volte… ieri con il bellissimo omaggio a Dalla… ascoltare Vito Mancuso e quelle frasi sul concetto di amicizia, e “perdersi” nella rilettura di Vecchioni de “L’anno che verrà”, mi hanno commossa profondamente!
E stasera con l’intervento di Gramellini… già, che dire? Non ci sono parole… lo stimo tanto da sempre, ma da stasera sicuramente lo guardo con altri occhi e lo apprezzo ancora di più!
Passando a toni più leggeri, il tuo abito di ieri non mi ha entusiasmata, ma quello di stasera era assolutamente delizioso! E i sandali? Mamma mia, che meraviglia… più li guardo e più mi piacciono…
Baci e buona settimana a te e al pianeta intero! Aspettando venerdì, ho un motivo per sorridere ai giorni che verranno… ♥
Lety
Solo una connazionale del grande regista svedese Ingmar Bergman
poteva girare il sequel de: IL POSTO DELLE FRAGOLE.
L’opera, dal titolo: E’ SOPRA UNA TORTA ALLA PANNA
sarà diretta da Filippa Lagerback (ex modella fili… forme, passata ora
a taglie ben più forti, per non parlare della glicemia :-)).
Nano, Nano (no, non sto cantando la sigla di Mork & Mindy ;))… come faremmo senza di te?!!!
Visto che siamo in tema di zuccheri e glicemia, ribadisco il concetto già espresso una volta: sei come la Nutella, se non ci fossi bisognerebbe inventarti!
Tanto, si farebbe anche presto, piccino picciò come sei! 🙂
Letizia, mi fai arrossire (rosso fragola, ovviamente ;-)).
Grazie!
Ti auguro una buona notte (vado a nanna) e chissà, dovessero fare un remake
di Mork & Mindy, potremmo proporci come coppia (an<he se non sono mai
stato buono a divaricare le dita della mano come faceva Robin Williams).
Cara Filippa,
da quando ero ragazzo fino a quache anno fa ho frequentato regolarmente letterati e scrittori di riconosciuto valore. In quanto tali, essi curavano rubriche di critica letteraria su giornali e riviste e offrivano consulenze a case editrici nazionali. Insomma, erano persone influenti e ascoltate.
Posso testimoniare di aver assistito -negli anni- a decine di episodi di persecuzione che queste persone hanno subìto da parte di aspiranti romanzieri. Oggi si potrebbe parlare di una forma di stalking.
Si trattava quasi sempre di narratori esordienti che traevano la loro vocazione letteraria da episodi dolorosi dell’esistenza: un amore finito, una condizione sociale di disagio, una malattia, spesso un grave lutto.
Queste ambizioni letterarie erano considerate per quelle che erano: strategie di difesa dalle aggressioni della vita, esercizi di resistenza, tecniche di decantazione del dolore. Invece, le ragioni della letteratura -che sono sempre estranee alla biografia dello scrittore- risultavano puntualmente assenti. Insomma, ieri come oggi, non bastava passare un guaio per diventare scrittori.
Gramellini mi ha ricordato uno di questi narratori esordienti. Con la differenza, però, che lui non ha bisogno di salire scale, percorrere corridoi, bussare a citofoni, fare anticamere e telefonare a tutte le ore per ottenere una presentazione, una prefazione, una recensione.
No, lui scrive, pubblica e va a rappresentarsi di fronte ai molti telespettatori del popolare programma di intrattenimento in cui normalmente si offre come giornalista brillante e arguto notista.
Confesso che Gramellini mi ha fatto sorridere e provare simpatia postuma per tutti gli aspiranti narratori del proprio dolore. Quasi sempre le ambizioni di questi venivano frustrate e le ‘opere prime’ finivano in fondo ad un cassetto. Ne avevo quindi un ricordo malinconico, ma ieri sera, ai miei occhi, Gramellini li ha riscattati in blocco: uno su mille ce la fa !
Un saluto affettuoso,
DB
Rispetto il tuo pensiero caro DB, ma chissà quante scale ha salito Gramellini, quanti corridoi ha percorso, quanti citofoni ha suonato…e quanto ha lavorato, per arrivare finalmente a potersi sedersi sulla poltrona di Che tempo che fa e presentare il suo racconto, la sua storia, il suo dolore.
Niente viene regalato.
A me è piaciuto davvero tanto il suo libro e lo consiglio a tutti.
Baci, fili
Ciao fili,non ho visto ancora il libro di Gramellini,ho letto il precedente “L’ultima riga delle favole”mi ha colpito perchè si evidenziava già in questo una profonda sofferenza esistenziale ,è forse facile per lui saper scrivere,ma esternare il dolore legato alla morte della madre è indubbiamente un segnale di grande sensiblità,che nessuno debba vivere simili esperienze,ma così è la vita,ora vedrò di leggerlo,ciao grazie per il consiglio,buona giornata a tutto il Planet,naty
E infatti, sono contento di averlo visto anche come narratore e mi ha fatto ricordare con piacere gli altri 999. Il libro non l’ho letto e la mia è solo un’osservazione sul metodo e non nel merito dell’opera.
Forse si potrebbe obiettare che -se uno si sente scrittore- può prendere a piene mani dalla sua vicenda esistenziale, ma poi inventa storie, personaggi e ambienti distanti e non riferibili direttamente a sé medesimo. La letteratura è anche questo: distacco e pudore.
Circa la poltrona di CTCF, mi sembra che ci sta seduto regolarmente anche se per ragioni del tutto diverse. Non so se nessuno abbia regalato niente a Gramellini. Mi sembra piuttosto una specie di self service in ambiente amicale.
Fili, gli abiti sono entrambi splendidi. Mi è piaciuto moltissimo quello di sabato, originale e prezioso, ha qualcosa che mi ricorda certe saghe epiche. Davvero unico!
PS: DB, posso chiederti (se non sono indiscreta) di cosa ti occupi? Editoria, forse?
Gentile Alessandra,
non sei affatto indiscreta. Mi occupo di editoria, ma quella che nasce dalla ricerca scientifica in ambito accademico. Insomma, libri ‘universitari’, quindi di un genere assai diverso da quelli di narrativa di largo consumo. Le esperienze letterarie cui facevo riferimento le ho maturate da puro ‘osservatore’ e appartengono alla sfera degli ‘sfizi’, degli affetti e degli interessi personali. Niente di professionale, dunque.
Perché me lo chiedi ?
DB
Gentile Domenico ho espresso il mio pensiero,non volevo offendere nessuno,io leggo,quando ho tempo e perchè a differenza di quando lavoravo nel sociale,non ne avevo il tempo ,e devo dire che mi piace ,e le storie particolari mi hanno sempre affascinato,avevo compreso delle sue ottime capacità descrittive in ogni occasione,che lei è persona molto colta,con simpatia e sincera stima,naty
Cara Naty,
ricambio, innanzitutto, la simpatia e la stima.
Poi vorrei chiarire che Lei non mi ha offeso minimamente. In che modo lo avrebbe fatto ? Lei ha espresso un Suo giudizio sul Gramellini narratore. Non ci vedo nient’altro che questo.
La mia replica era rivolta a Nostra Signora del Blog (cioè Filippa) e conteneva qualche piccola precisazione. Solo che il sistema l’ha ‘impaginata’ dopo il Suo intervento.
Ora mi rivolgo a Melania per far notare che c’è un grande filone della letteratura mondiale che viene chiamato ‘romanzo di formazione’ basato sulla scoperta da parte del protagonista degli elementi fondanti dell’intera vicenda umana. In genere il protagonista è un giovane uomo inesperto che scopre di volta in volta l’amore, l’erotismo, il dolore, la morte etc.etc. Dopo queste scoperte non è più lo stesso giovane uomo di prima, ma si è ‘formato’, appunto. E’ inutile che faccia degli esempi perché Lei sa benissimo a quali grandi libri mi riferisco.
Ho ascoltato anch’io la frase di Gramellini ed ho avuto un sobbalzo. Ho pensato: ma allora tra noi c’è un nuovo Joyce, un nuovo Musil, un nuovo Flaubert. Oppure, per essere più vicini ai nostri tempi, un nuovo Moravia o Pasolini o Salinger o Sartre. E chi si aspettava una tale rivelazione in una pigra serata domenicale….
Che bontà!!!!!!!!!!!!! 🙂 Anch’io preferisco l’abito di questa domenica, è incantevole, insieme alle scarpe, il look che ti dona di più. Buona settimana 🙂
Meravigliaaaaaaaa,
logicamente non mi sto riferendo al tuo look
ma all’opera d’arte che ci hai mostrato nella prima foto…
Gli abiti sono molto originali ,mi piace quello che hai indossato domenica
ma se proprio la devo dire tutta tra un’abito ed una torta cioccolato,panna e fragole scelgo sicuramente la seconda opzione ;)… Troppo golosa!!!
Tornando seri le due puntate di sabato e domenica sono state di grandi emozioni,
commozione per le parole di Mancuso e Vecchioni,
bellissima la lettura e la spiegazione del professore sulla canzone “caro amico ti scrivo”
una vera poesia, come tutte le canzoni del grandissimo Lucio Dalla, che avevo canticchiato molte volte ma mai, mi ero fermata a riflettere sul significato vero di ogni singola frase…
Anche l’intervento di Gramellini mi ha colpita molto, penso che egli abbia usato la sua storia per veicolare un messaggio importante “saremmo grandi solo quando saremmo capaci di accettare ed affrontare la verità” e sapete cosa vi dico che io il libro lo leggo ,non appena avrò il tempo, perchè secondo me merita, merita, merita !!!
Fili, ma anche “questo” Daniele deve volerti proprio bene, per averti regalato un’opera d’arte di torta! La tua espressione è simpaticissima, sei la classica bambina che non vede l’ora di affondare un ditino per fare un assaggio.
Mi sono persa entrambe le puntate di CTCF ma questa sera recupero subito.
Comunque, senza neanche averti vista, ti dico che stavi benissimo, così, sulla fiducia.
Baci, Robi.
Caro DB,
mi verrebbe da rispondere “che invidia!”. Un lavoro del genere è un sogno proibito per tanti ragazzi che, come me, hanno intrapreso studi umanistici e poi si sono ritrovati (quando non disoccupati) a fare tutt’altro per sopravvivere. Ma in un certo senso va bene così, l’importante è avere un lavoro. Insomma, sono cose che leggiamo sui quotidiani tutti i giorni.
La mia curiosità nasce dal fatto che quando sento nominare le parole “libri” e “letteratura” scatto sull’attenti! 🙂 Grazie per la gentile risposta e un caro saluto.
Non lo nego: il mio è un bel lavoro e sono contento che lo vedi addirittura come “un sogno proibito”.
Ti dico in breve perché penso anc’io che questo è un mondo affascinante, ma faticosissimo e complicato !.
1) Fare editoria scientifica (in tutte le aree disciplinari) significa aiutare la produzione e la divulgazione delle conoscenze. Anche gli italiani forse cominciano a capire che le competenze servono (cos’altro è il ‘governo dei tecnici’?) e che senza impegno nella ricerca non si va da nessuna parte, anzi si regredisce.
Inoltre, è gratificante poter affermare che c’è un mondo editoriale che ha molto più valore civile e culturale di quello che, qualche volta, vediamo dare un mediocre spettacolo in TV.
2) Fare oggi editoria scientifica significa impiegare le ICT, ovvero le tecnologie del web, perché la carta stampata, da sola, non basta più. In poche parole, non si può fare editoria come 20 o 10 anni fa e questo rende il mestiere dell’editore ancora più interessante. Io adotto soluzioni molto innovative e questa scelta mi sta dando delle belle soddisfazioni. Mi farebbe piacere mostrarti in cosa consiste l’innovazione (non è il semplice e-book !) ma non voglio usare impropriamente lo spazio di NSdB (alias Filippa). Se ti va di darmi una mail, mando una cosina che rende l’idea. Forse potrebbe far scattare qualche ispirazione ad una ragazza che fa “tutt’altro per sopravvivere” ma ama l’editoria. Io penso che bisogna inseguire i sogni e fare ogni cosa perché diventino realtà, soprattutto se si è giovani come te.
Tu, invece, quali studi umanisici hai fatto e dove ?
Caro DB,
anch’io non voglio usare impropriamente lo spazio di Filippa (scusami, Fili! E’ colpa mia se è iniziata questa conversazione!), quindi cercherò di essere super sintetica. Mi sono laureata in Lingue quasi due anni fa a Milano, la mia città. Poi, per desiderio di indipendenza, ho iniziato a lavorare: ho fatto la commessa in vari negozi di abbigliamento, la baby sitter, la guida turistica, ho dato ripetizioni private e ho fatto qualche supplenza in un asilo nido (!) parlando inglese ai bambini. Tutto ovviamente all’insegna della precarietà! Adesso sto traducendo una tesi di dottorato dall’italiano all’inglese. Rende pochissimo, ma mi piace. Ti lascerei volentieri la mia mail, ma non vorrei divulgarla qui. Come possiamo fare?
Cara Alessandra,
non ho difficoltà a lasciare una mia mail privata: jean.sorel@libero.it (vedi che scherzi fanno le passioni letterarie….).
Scrivimi e ti mando questa cosetta descrittiva.
DB
A proposito di lavoro editoriale come ‘sogno’ (o incubo ?), ho iniziato una mezz’ora fa e so già -che tra una cosa e l’altra- finisco dopo cena. E’ tutto un po’ lento, dilatato e grave. Di buono c’è che ti lascia il modo -anzi richiede- di guardarti intorno in tutte le direzioni.
Carissimo Domenico,
che dire?! Complimenti vivissimi per la scelta del nickname, geniale e sfizioso! Ma, considerando appunto la tua passione letteraria, mi sarei aspettata piuttosto di leggere Julien Sorel al posto di Jean (che non disdegno comunque, da giovane era bellissimo!)… 😉
Un abbraccio e buona giornata!
Lety
Cara Letizia,
quando ho creato questa casella di posta ‘criptata’ mi sono subito venuti in mente Pavel Cicicov (‘Anime morte’) e Rodion Raskolnikov (‘Delitto castigo’) due personaggi in cui da ragazzo un po’ mi identificavo, vedendo in me soprattutto i lati controversi (adesso i lati controversi ci sono sempre, ma non li vedo più). Naturalmente, avrei scelto dei nomi di battesimo diversi -senza i patronici che usano i russi- e sarei stato qualcosa del tipo ‘serghiei.cicicov’ o ‘arkadi.raskolnikov’. Diciamo che sarei stato un ‘fratello in web’ dei due celebri ‘tipi’. Però, pensandoci meglio, preferii ripiegare su un tipo un po’ meno controverso e venne fuori Julien Sorel. A questa considerazione sui diversi tipi umani, si aggiunse il fatto che le traslitterazioni dei due nomi russi in caratteri occidentali facevano un po’ schifo a meno di rendere i nomi stessi complicatissimi. Volendo essere fratello in web di Julien scelsi Jean non considerando il celebre attore che, però, per le tue stesse ragioni, successivamente, non disdegnai affatto.
Che casino dietro una casella di posta, eh ? Che vuoi fare la vita è complicata………….
Mi fa molto piacere vedere che sei in buona forma e reattiva, alla faccia di tutto !
Mio caro, ho forse delle alternative?! Non credo, quindi… rialzarsi e andare avanti a testa alta! Del resto, l’ha anche detto la nostra Fili, in un vecchio post: “Chi si ferma è perduto!”.
Parlando d’altro, confesso che mi è quasi venuto il mal di testa, leggendo la genesi del tuo nickname ;)… complimenti ancora una volta per l’impegno… e l’ingegno, giusto per fare la rima! 🙂
Abbraccio ricambiato!
Lety
Roba forte, mia cara, la scelta di un nickname…. Pensa che c’era anche un terzo ‘tipo’ -sempre ‘800 russo- che molto mi affascinava: Pavel Smerdiakov (Fratelli Karamazov). Però lasciai perdere per l’evidente e fastidiosa assonanza.
Non vedo ingegno e neppure impegno: le stupidaggini mi vengono naturali.
Anche a me, te l’assicuro… le stupidaggini, intendo… ma del resto, ne ho già dato ampia prova anche qui, su questo pianeta… 😉
Ma che vuoi farci? Anche quelle aiutano a rendere la vita più leggera… 😉
L
E’ sicuro che anche le piccole frivolezze aiutano a vivere, come direbbe l’inarrivabile Marzullo.
Purtroppo, parlo per esperienza diretta. Qualche anno fa -tra 2005 e 2009- ho attraversato una fase personale e familiare terrificante, una concatenazione di eventi orribili, non esagero. Ho trovato conforto negli affetti superstiti, nel lavoro e in certi miei interessi. Ma non bastava, lì mi sono reso conto che se volevo sopravvivere dovevo dare fondo a tutte le risorse disponibili anche i tic e i vezzi che credevo di aver rimosso. E’ venuto di fuori tutto, il meglio (poco) e il peggio caratteriale e comportamentale. Forse ho reso la vita di questi ultimi anni un po’ marzulla, però, mi sono aiutato a non piegarmi.
Perciò fai tutto quello che ti passa per la testa. Non farti mancare nulla………..ma adesso basta, sennò mi immalinconisco. E poi…….aggia fatica’.
Già… per la serie “Mi piego, ma non mi spezzo”! Mi dispiace molto per la tua vicenda, direi che hai reagito nel modo più saggio e coraggioso.
Non ti preoccupare, non mi farò mancare nulla (a parte il fatto che per ora ho tante cose che mi tengono la mente occupata)… intanto, venerdì mi aspetta una MERAVIGLIOSA giornata in mezzo alla natura con Nostra Signora del Blog e una piccola rappresentanza del pianeta… vuoi mettere?! E’ già un validissimo motivo per pensare positivo, no?! 🙂
Buon lavoro!
L
Come avrebbe detto Mike, “Ahi ahi ahi, Dottor Baldari! Risposta errata!”!!!
Mi dispiace, ma una piccola nota di demerito devo assegnartela, anche se sei stato lontano dal blog per ovvi motivi di lavoro…
Ma poiché sono buona, ti aiuto a fare un piccolo ripasso… http://www.planetfil.net/green/ci-e-arrivato-invito.html
Hai capito….. che bel posto……complimenti alle nostre care Amiche ospitanti.
La tua nota di demerito ci sta tutta perché questo post non l’avevo proprio visto.
E’ una parziale giustificazione il fatto che NSdB pubblica post a raffica (recuperare gli arretrati richiederebbe una giornata di lavoro) e che essendo anche NSdS (Nostra Signora degli Scandinavi) non dà importanza a ciò che dicevano i Latini : “repetita iuvant”.
Insomma, poteva ripubblicarlo il post o lanciare un messaggio “urbi et orbi”, alla città e al mondo, come ci si potrebbe attendere da una Madonna, ancorché Protestante (?!?!?!?).
Ovviamente questo è puro cazzeggio. Giovedì (domani) devo andare in Olanda e l’appuntamento è fissato da mesi. Pertanto, non posso rammaricarmi più di tanto. Nel Nord Padano ci rimetto piede nelle prossime settimane.
Non mi resta che augurarVi di trascorrere una giornata luminosa e festosa, massimamente a te, mia cara giovinotta !
Sto prendendo note da tutte le parti….che devo dire, care Bimbe, mi saranno sfuggiti tutti i Vostri appelli, che ne so ? Forse ho visto che c’erano le giornate della moda a Milano e -come sempre scassambrelli- ho pensato che “Sotto i vestiti niente”. Invece, sotto i vestiti c’era una ‘notizia bomba’.
I tulipani li porto. Poi, fino a quando Vi vedrò, si ammosceranno, ma sarà bastato il pensiero !
Il profumo via web è un’implementazione che mi manca.
Ancora tanti auguri di una bella giornata insieme !
DB, DB, mi spiace dirlo, ma stai aggravando la tua posizione sempre di più… la Fashion Week di Milano è durata dal 22 al 28 febbraio, e il post risale al 10… occhio, amico, ti ricordo che la nostra Fili a suo tempo mi battezzò con il nome Sherlock… a buon intenditor… 😉
E poi, lo sai che con NSdB non si dà mai nulla per scontato, anche un post “frou-frou” e poco interessante per voi maschietti nasconde in realtà molto, ma molto di più!
Passeremo, e come!, una bella giornata tutte insieme, anche se non saremo in tante! E se sentirai fischiare le orecchie… chissà… hihihi… 😉
Ah, dimenticavo: anch’io qualche mese fa mi son beccata una nota sul diario da Filippa, ho fatto un po’ la bimba cattiva e dispettosa, ma come vedi sono ancora qua… tranquillo, poi cade in prescrizione… spero… :-/
Forse c’è una circostanza che può rendere la sanzione meno severa: dall’8 o 9 al 21 o 22 febbraio sono stato in giro (lavoro più vacanzina in montagna) e credo di non aver aperto il sito. Se l’ho fatto è stato una volta o due, ma velocemente, non di più.
Se mi sentirò fischiare le orecchie sarà perché direte in coro: ma quant’è pesante, ma che noia, che scassapalle, cosa vuole, cosa cerca…..etc. etc. . Un consiglio, se volete farlo, fatelo in napoletano: “ma ch’ bbo’, ch’ vva truann’?” così le orecchie mi fischiano di più.
Mi devo preparare di nuovo il bagaglio….che strazio…..per fortuna è una cosa di quattro giorni.
7 marzo 2012 at 17:42
Letizia
Tiè! Beccati questa! Accolgo in toto l’obiezione di Filippa! Ha ragione lei, in tutto e per tutto! L’ha ricordato più volte, fino a qualche giorno fa! 😛
E comunque… Grazie per il “giovinotta”! 🙂
Buon viaggio e mandaci il profumo dei tulipani via web… 😉
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Alessia
Slurp, che torta deliziosa!! Fragole, cioccolato e panna…che bontà! Mi è piaciuto molto l’abito di questa domenica, tra i due è quello che preferisco! Un abbraccio
mode in italy
sluuuuuuurpppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppp ;P
laura
mmmmm che bontà… panne e fragole sono il massimo!!!
sei sempre più bella! 😉
buonanotte a tutti/e 😉
kiss
Letizia
Oh… My… God! Non ho parole! Quella torta è (o meglio, forse è il caso di dire ERA… :P) un capolavoro, troppo bella per essere mangiata! Ma immagino che ormai non sia rimasto neanche un granellino di cioccolato… Filippa golooosa!
La tua frase su Twitter parla da sola, ma a certe cose proprio non si può resistere… 😉
Questo weekend a CTCF è stato pieno di emozioni come poche volte… ieri con il bellissimo omaggio a Dalla… ascoltare Vito Mancuso e quelle frasi sul concetto di amicizia, e “perdersi” nella rilettura di Vecchioni de “L’anno che verrà”, mi hanno commossa profondamente!
E stasera con l’intervento di Gramellini… già, che dire? Non ci sono parole… lo stimo tanto da sempre, ma da stasera sicuramente lo guardo con altri occhi e lo apprezzo ancora di più!
Passando a toni più leggeri, il tuo abito di ieri non mi ha entusiasmata, ma quello di stasera era assolutamente delizioso! E i sandali? Mamma mia, che meraviglia… più li guardo e più mi piacciono…
Baci e buona settimana a te e al pianeta intero! Aspettando venerdì, ho un motivo per sorridere ai giorni che verranno… ♥
Lety
PuroNanoVergine
Solo una connazionale del grande regista svedese Ingmar Bergman
poteva girare il sequel de: IL POSTO DELLE FRAGOLE.
L’opera, dal titolo: E’ SOPRA UNA TORTA ALLA PANNA
sarà diretta da Filippa Lagerback (ex modella fili… forme, passata ora
a taglie ben più forti, per non parlare della glicemia :-)).
Letizia
Nano, Nano (no, non sto cantando la sigla di Mork & Mindy ;))… come faremmo senza di te?!!!
Visto che siamo in tema di zuccheri e glicemia, ribadisco il concetto già espresso una volta: sei come la Nutella, se non ci fossi bisognerebbe inventarti!
Tanto, si farebbe anche presto, piccino picciò come sei! 🙂
PuroNanoVergine
Letizia, mi fai arrossire (rosso fragola, ovviamente ;-)).
Grazie!
Ti auguro una buona notte (vado a nanna) e chissà, dovessero fare un remake
di Mork & Mindy, potremmo proporci come coppia (an<he se non sono mai
stato buono a divaricare le dita della mano come faceva Robin Williams).
Letizia
Io una volta ci riuscivo… a questo punto, i ruoli mi sembrano già definiti… te la senti di fare Mindy, vero?! 😛
Sogni d’oro, Nano fragolino! 🙂
PuroNanoVergine
Assolutamente sì!
Fra l’altro mi cresce pure poca barba (ma temo la depilazione delle gambe ;-)).
veraB'
Buona e bella…. Come Te !!!
Nina
Filippa, sei Daniele-centrica!
Bellissimo l’abito che mi ricorda un pò gli anni 20…mancava solo una piuma sul capo 🙂
DB
Cara Filippa,
da quando ero ragazzo fino a quache anno fa ho frequentato regolarmente letterati e scrittori di riconosciuto valore. In quanto tali, essi curavano rubriche di critica letteraria su giornali e riviste e offrivano consulenze a case editrici nazionali. Insomma, erano persone influenti e ascoltate.
Posso testimoniare di aver assistito -negli anni- a decine di episodi di persecuzione che queste persone hanno subìto da parte di aspiranti romanzieri. Oggi si potrebbe parlare di una forma di stalking.
Si trattava quasi sempre di narratori esordienti che traevano la loro vocazione letteraria da episodi dolorosi dell’esistenza: un amore finito, una condizione sociale di disagio, una malattia, spesso un grave lutto.
Queste ambizioni letterarie erano considerate per quelle che erano: strategie di difesa dalle aggressioni della vita, esercizi di resistenza, tecniche di decantazione del dolore. Invece, le ragioni della letteratura -che sono sempre estranee alla biografia dello scrittore- risultavano puntualmente assenti. Insomma, ieri come oggi, non bastava passare un guaio per diventare scrittori.
Gramellini mi ha ricordato uno di questi narratori esordienti. Con la differenza, però, che lui non ha bisogno di salire scale, percorrere corridoi, bussare a citofoni, fare anticamere e telefonare a tutte le ore per ottenere una presentazione, una prefazione, una recensione.
No, lui scrive, pubblica e va a rappresentarsi di fronte ai molti telespettatori del popolare programma di intrattenimento in cui normalmente si offre come giornalista brillante e arguto notista.
Confesso che Gramellini mi ha fatto sorridere e provare simpatia postuma per tutti gli aspiranti narratori del proprio dolore. Quasi sempre le ambizioni di questi venivano frustrate e le ‘opere prime’ finivano in fondo ad un cassetto. Ne avevo quindi un ricordo malinconico, ma ieri sera, ai miei occhi, Gramellini li ha riscattati in blocco: uno su mille ce la fa !
Un saluto affettuoso,
DB
Filippa
Rispetto il tuo pensiero caro DB, ma chissà quante scale ha salito Gramellini, quanti corridoi ha percorso, quanti citofoni ha suonato…e quanto ha lavorato, per arrivare finalmente a potersi sedersi sulla poltrona di Che tempo che fa e presentare il suo racconto, la sua storia, il suo dolore.
Niente viene regalato.
A me è piaciuto davvero tanto il suo libro e lo consiglio a tutti.
Baci, fili
naty
Ciao fili,non ho visto ancora il libro di Gramellini,ho letto il precedente “L’ultima riga delle favole”mi ha colpito perchè si evidenziava già in questo una profonda sofferenza esistenziale ,è forse facile per lui saper scrivere,ma esternare il dolore legato alla morte della madre è indubbiamente un segnale di grande sensiblità,che nessuno debba vivere simili esperienze,ma così è la vita,ora vedrò di leggerlo,ciao grazie per il consiglio,buona giornata a tutto il Planet,naty
DB
E infatti, sono contento di averlo visto anche come narratore e mi ha fatto ricordare con piacere gli altri 999. Il libro non l’ho letto e la mia è solo un’osservazione sul metodo e non nel merito dell’opera.
Forse si potrebbe obiettare che -se uno si sente scrittore- può prendere a piene mani dalla sua vicenda esistenziale, ma poi inventa storie, personaggi e ambienti distanti e non riferibili direttamente a sé medesimo. La letteratura è anche questo: distacco e pudore.
Circa la poltrona di CTCF, mi sembra che ci sta seduto regolarmente anche se per ragioni del tutto diverse. Non so se nessuno abbia regalato niente a Gramellini. Mi sembra piuttosto una specie di self service in ambiente amicale.
Ancora cari saluti,
DB
Ale
Interesting dress in a 5th photo.
your,
ale.
Alessandra
Fili, gli abiti sono entrambi splendidi. Mi è piaciuto moltissimo quello di sabato, originale e prezioso, ha qualcosa che mi ricorda certe saghe epiche. Davvero unico!
PS: DB, posso chiederti (se non sono indiscreta) di cosa ti occupi? Editoria, forse?
DB
Gentile Alessandra,
non sei affatto indiscreta. Mi occupo di editoria, ma quella che nasce dalla ricerca scientifica in ambito accademico. Insomma, libri ‘universitari’, quindi di un genere assai diverso da quelli di narrativa di largo consumo. Le esperienze letterarie cui facevo riferimento le ho maturate da puro ‘osservatore’ e appartengono alla sfera degli ‘sfizi’, degli affetti e degli interessi personali. Niente di professionale, dunque.
Perché me lo chiedi ?
DB
naty
Gentile Domenico ho espresso il mio pensiero,non volevo offendere nessuno,io leggo,quando ho tempo e perchè a differenza di quando lavoravo nel sociale,non ne avevo il tempo ,e devo dire che mi piace ,e le storie particolari mi hanno sempre affascinato,avevo compreso delle sue ottime capacità descrittive in ogni occasione,che lei è persona molto colta,con simpatia e sincera stima,naty
DB
Cara Naty,
ricambio, innanzitutto, la simpatia e la stima.
Poi vorrei chiarire che Lei non mi ha offeso minimamente. In che modo lo avrebbe fatto ? Lei ha espresso un Suo giudizio sul Gramellini narratore. Non ci vedo nient’altro che questo.
La mia replica era rivolta a Nostra Signora del Blog (cioè Filippa) e conteneva qualche piccola precisazione. Solo che il sistema l’ha ‘impaginata’ dopo il Suo intervento.
Ora mi rivolgo a Melania per far notare che c’è un grande filone della letteratura mondiale che viene chiamato ‘romanzo di formazione’ basato sulla scoperta da parte del protagonista degli elementi fondanti dell’intera vicenda umana. In genere il protagonista è un giovane uomo inesperto che scopre di volta in volta l’amore, l’erotismo, il dolore, la morte etc.etc. Dopo queste scoperte non è più lo stesso giovane uomo di prima, ma si è ‘formato’, appunto. E’ inutile che faccia degli esempi perché Lei sa benissimo a quali grandi libri mi riferisco.
Ho ascoltato anch’io la frase di Gramellini ed ho avuto un sobbalzo. Ho pensato: ma allora tra noi c’è un nuovo Joyce, un nuovo Musil, un nuovo Flaubert. Oppure, per essere più vicini ai nostri tempi, un nuovo Moravia o Pasolini o Salinger o Sartre. E chi si aspettava una tale rivelazione in una pigra serata domenicale….
Un cordiale saluto a tutte !
DB
Natalia
Che bontà!!!!!!!!!!!!! 🙂 Anch’io preferisco l’abito di questa domenica, è incantevole, insieme alle scarpe, il look che ti dona di più. Buona settimana 🙂
Melania
Meravigliaaaaaaaa,
logicamente non mi sto riferendo al tuo look
ma all’opera d’arte che ci hai mostrato nella prima foto…
Gli abiti sono molto originali ,mi piace quello che hai indossato domenica
ma se proprio la devo dire tutta tra un’abito ed una torta cioccolato,panna e fragole scelgo sicuramente la seconda opzione ;)… Troppo golosa!!!
Tornando seri le due puntate di sabato e domenica sono state di grandi emozioni,
commozione per le parole di Mancuso e Vecchioni,
bellissima la lettura e la spiegazione del professore sulla canzone “caro amico ti scrivo”
una vera poesia, come tutte le canzoni del grandissimo Lucio Dalla, che avevo canticchiato molte volte ma mai, mi ero fermata a riflettere sul significato vero di ogni singola frase…
Anche l’intervento di Gramellini mi ha colpita molto, penso che egli abbia usato la sua storia per veicolare un messaggio importante “saremmo grandi solo quando saremmo capaci di accettare ed affrontare la verità” e sapete cosa vi dico che io il libro lo leggo ,non appena avrò il tempo, perchè secondo me merita, merita, merita !!!
Buon proseguimento,
Melania.
Roberta
Fili, ma anche “questo” Daniele deve volerti proprio bene, per averti regalato un’opera d’arte di torta! La tua espressione è simpaticissima, sei la classica bambina che non vede l’ora di affondare un ditino per fare un assaggio.
Mi sono persa entrambe le puntate di CTCF ma questa sera recupero subito.
Comunque, senza neanche averti vista, ti dico che stavi benissimo, così, sulla fiducia.
Baci, Robi.
Alessandra
Caro DB,
mi verrebbe da rispondere “che invidia!”. Un lavoro del genere è un sogno proibito per tanti ragazzi che, come me, hanno intrapreso studi umanistici e poi si sono ritrovati (quando non disoccupati) a fare tutt’altro per sopravvivere. Ma in un certo senso va bene così, l’importante è avere un lavoro. Insomma, sono cose che leggiamo sui quotidiani tutti i giorni.
La mia curiosità nasce dal fatto che quando sento nominare le parole “libri” e “letteratura” scatto sull’attenti! 🙂 Grazie per la gentile risposta e un caro saluto.
Ale
DB
Cara Alessandra,
intato, che carina che sei.
Non lo nego: il mio è un bel lavoro e sono contento che lo vedi addirittura come “un sogno proibito”.
Ti dico in breve perché penso anc’io che questo è un mondo affascinante, ma faticosissimo e complicato !.
1) Fare editoria scientifica (in tutte le aree disciplinari) significa aiutare la produzione e la divulgazione delle conoscenze. Anche gli italiani forse cominciano a capire che le competenze servono (cos’altro è il ‘governo dei tecnici’?) e che senza impegno nella ricerca non si va da nessuna parte, anzi si regredisce.
Inoltre, è gratificante poter affermare che c’è un mondo editoriale che ha molto più valore civile e culturale di quello che, qualche volta, vediamo dare un mediocre spettacolo in TV.
2) Fare oggi editoria scientifica significa impiegare le ICT, ovvero le tecnologie del web, perché la carta stampata, da sola, non basta più. In poche parole, non si può fare editoria come 20 o 10 anni fa e questo rende il mestiere dell’editore ancora più interessante. Io adotto soluzioni molto innovative e questa scelta mi sta dando delle belle soddisfazioni. Mi farebbe piacere mostrarti in cosa consiste l’innovazione (non è il semplice e-book !) ma non voglio usare impropriamente lo spazio di NSdB (alias Filippa). Se ti va di darmi una mail, mando una cosina che rende l’idea. Forse potrebbe far scattare qualche ispirazione ad una ragazza che fa “tutt’altro per sopravvivere” ma ama l’editoria. Io penso che bisogna inseguire i sogni e fare ogni cosa perché diventino realtà, soprattutto se si è giovani come te.
Tu, invece, quali studi umanisici hai fatto e dove ?
Attendo tue,
DB
Alessandra
Caro DB,
anch’io non voglio usare impropriamente lo spazio di Filippa (scusami, Fili! E’ colpa mia se è iniziata questa conversazione!), quindi cercherò di essere super sintetica. Mi sono laureata in Lingue quasi due anni fa a Milano, la mia città. Poi, per desiderio di indipendenza, ho iniziato a lavorare: ho fatto la commessa in vari negozi di abbigliamento, la baby sitter, la guida turistica, ho dato ripetizioni private e ho fatto qualche supplenza in un asilo nido (!) parlando inglese ai bambini. Tutto ovviamente all’insegna della precarietà! Adesso sto traducendo una tesi di dottorato dall’italiano all’inglese. Rende pochissimo, ma mi piace. Ti lascerei volentieri la mia mail, ma non vorrei divulgarla qui. Come possiamo fare?
DB
Cara Alessandra,
non ho difficoltà a lasciare una mia mail privata: jean.sorel@libero.it (vedi che scherzi fanno le passioni letterarie….).
Scrivimi e ti mando questa cosetta descrittiva.
DB
A proposito di lavoro editoriale come ‘sogno’ (o incubo ?), ho iniziato una mezz’ora fa e so già -che tra una cosa e l’altra- finisco dopo cena. E’ tutto un po’ lento, dilatato e grave. Di buono c’è che ti lascia il modo -anzi richiede- di guardarti intorno in tutte le direzioni.
Letizia
Carissimo Domenico,
che dire?! Complimenti vivissimi per la scelta del nickname, geniale e sfizioso! Ma, considerando appunto la tua passione letteraria, mi sarei aspettata piuttosto di leggere Julien Sorel al posto di Jean (che non disdegno comunque, da giovane era bellissimo!)… 😉
Un abbraccio e buona giornata!
Lety
DB
Cara Letizia,
quando ho creato questa casella di posta ‘criptata’ mi sono subito venuti in mente Pavel Cicicov (‘Anime morte’) e Rodion Raskolnikov (‘Delitto castigo’) due personaggi in cui da ragazzo un po’ mi identificavo, vedendo in me soprattutto i lati controversi (adesso i lati controversi ci sono sempre, ma non li vedo più). Naturalmente, avrei scelto dei nomi di battesimo diversi -senza i patronici che usano i russi- e sarei stato qualcosa del tipo ‘serghiei.cicicov’ o ‘arkadi.raskolnikov’. Diciamo che sarei stato un ‘fratello in web’ dei due celebri ‘tipi’. Però, pensandoci meglio, preferii ripiegare su un tipo un po’ meno controverso e venne fuori Julien Sorel. A questa considerazione sui diversi tipi umani, si aggiunse il fatto che le traslitterazioni dei due nomi russi in caratteri occidentali facevano un po’ schifo a meno di rendere i nomi stessi complicatissimi. Volendo essere fratello in web di Julien scelsi Jean non considerando il celebre attore che, però, per le tue stesse ragioni, successivamente, non disdegnai affatto.
Che casino dietro una casella di posta, eh ? Che vuoi fare la vita è complicata………….
Mi fa molto piacere vedere che sei in buona forma e reattiva, alla faccia di tutto !
Un abbraccio caloroso a te !
DB
Letizia
Mio caro, ho forse delle alternative?! Non credo, quindi… rialzarsi e andare avanti a testa alta! Del resto, l’ha anche detto la nostra Fili, in un vecchio post: “Chi si ferma è perduto!”.
Parlando d’altro, confesso che mi è quasi venuto il mal di testa, leggendo la genesi del tuo nickname ;)… complimenti ancora una volta per l’impegno… e l’ingegno, giusto per fare la rima! 🙂
Abbraccio ricambiato!
Lety
DB
Roba forte, mia cara, la scelta di un nickname…. Pensa che c’era anche un terzo ‘tipo’ -sempre ‘800 russo- che molto mi affascinava: Pavel Smerdiakov (Fratelli Karamazov). Però lasciai perdere per l’evidente e fastidiosa assonanza.
Non vedo ingegno e neppure impegno: le stupidaggini mi vengono naturali.
Non fermarti, assolutamente !
DB
Letizia
Anche a me, te l’assicuro… le stupidaggini, intendo… ma del resto, ne ho già dato ampia prova anche qui, su questo pianeta… 😉
Ma che vuoi farci? Anche quelle aiutano a rendere la vita più leggera… 😉
L
DB
E’ sicuro che anche le piccole frivolezze aiutano a vivere, come direbbe l’inarrivabile Marzullo.
Purtroppo, parlo per esperienza diretta. Qualche anno fa -tra 2005 e 2009- ho attraversato una fase personale e familiare terrificante, una concatenazione di eventi orribili, non esagero. Ho trovato conforto negli affetti superstiti, nel lavoro e in certi miei interessi. Ma non bastava, lì mi sono reso conto che se volevo sopravvivere dovevo dare fondo a tutte le risorse disponibili anche i tic e i vezzi che credevo di aver rimosso. E’ venuto di fuori tutto, il meglio (poco) e il peggio caratteriale e comportamentale. Forse ho reso la vita di questi ultimi anni un po’ marzulla, però, mi sono aiutato a non piegarmi.
Perciò fai tutto quello che ti passa per la testa. Non farti mancare nulla………..ma adesso basta, sennò mi immalinconisco. E poi…….aggia fatica’.
DB
Letizia
Già… per la serie “Mi piego, ma non mi spezzo”! Mi dispiace molto per la tua vicenda, direi che hai reagito nel modo più saggio e coraggioso.
Non ti preoccupare, non mi farò mancare nulla (a parte il fatto che per ora ho tante cose che mi tengono la mente occupata)… intanto, venerdì mi aspetta una MERAVIGLIOSA giornata in mezzo alla natura con Nostra Signora del Blog e una piccola rappresentanza del pianeta… vuoi mettere?! E’ già un validissimo motivo per pensare positivo, no?! 🙂
Buon lavoro!
L
DB
Ma davvero ? Vi vedete ? Non ne sapevo niente……e dove a Milano ?
Letizia
Come avrebbe detto Mike, “Ahi ahi ahi, Dottor Baldari! Risposta errata!”!!!
Mi dispiace, ma una piccola nota di demerito devo assegnartela, anche se sei stato lontano dal blog per ovvi motivi di lavoro…
Ma poiché sono buona, ti aiuto a fare un piccolo ripasso…
http://www.planetfil.net/green/ci-e-arrivato-invito.html
DB
Hai capito….. che bel posto……complimenti alle nostre care Amiche ospitanti.
La tua nota di demerito ci sta tutta perché questo post non l’avevo proprio visto.
E’ una parziale giustificazione il fatto che NSdB pubblica post a raffica (recuperare gli arretrati richiederebbe una giornata di lavoro) e che essendo anche NSdS (Nostra Signora degli Scandinavi) non dà importanza a ciò che dicevano i Latini : “repetita iuvant”.
Insomma, poteva ripubblicarlo il post o lanciare un messaggio “urbi et orbi”, alla città e al mondo, come ci si potrebbe attendere da una Madonna, ancorché Protestante (?!?!?!?).
Ovviamente questo è puro cazzeggio. Giovedì (domani) devo andare in Olanda e l’appuntamento è fissato da mesi. Pertanto, non posso rammaricarmi più di tanto. Nel Nord Padano ci rimetto piede nelle prossime settimane.
Non mi resta che augurarVi di trascorrere una giornata luminosa e festosa, massimamente a te, mia cara giovinotta !
DB
Filippa
Eh no, DB, non ci sto! Ho invitato più volte a rileggere il post e di aderire alla giornata insieme… Metto una nota sul tuo diario… 😉
Portaci dei tulipani dall’Olanda! baci!!! fili.
DB
Sto prendendo note da tutte le parti….che devo dire, care Bimbe, mi saranno sfuggiti tutti i Vostri appelli, che ne so ? Forse ho visto che c’erano le giornate della moda a Milano e -come sempre scassambrelli- ho pensato che “Sotto i vestiti niente”. Invece, sotto i vestiti c’era una ‘notizia bomba’.
I tulipani li porto. Poi, fino a quando Vi vedrò, si ammosceranno, ma sarà bastato il pensiero !
Il profumo via web è un’implementazione che mi manca.
Ancora tanti auguri di una bella giornata insieme !
DB
Letizia
DB, DB, mi spiace dirlo, ma stai aggravando la tua posizione sempre di più… la Fashion Week di Milano è durata dal 22 al 28 febbraio, e il post risale al 10… occhio, amico, ti ricordo che la nostra Fili a suo tempo mi battezzò con il nome Sherlock… a buon intenditor… 😉
E poi, lo sai che con NSdB non si dà mai nulla per scontato, anche un post “frou-frou” e poco interessante per voi maschietti nasconde in realtà molto, ma molto di più!
Passeremo, e come!, una bella giornata tutte insieme, anche se non saremo in tante! E se sentirai fischiare le orecchie… chissà… hihihi… 😉
Ah, dimenticavo: anch’io qualche mese fa mi son beccata una nota sul diario da Filippa, ho fatto un po’ la bimba cattiva e dispettosa, ma come vedi sono ancora qua… tranquillo, poi cade in prescrizione… spero… :-/
DB
Forse c’è una circostanza che può rendere la sanzione meno severa: dall’8 o 9 al 21 o 22 febbraio sono stato in giro (lavoro più vacanzina in montagna) e credo di non aver aperto il sito. Se l’ho fatto è stato una volta o due, ma velocemente, non di più.
Se mi sentirò fischiare le orecchie sarà perché direte in coro: ma quant’è pesante, ma che noia, che scassapalle, cosa vuole, cosa cerca…..etc. etc. . Un consiglio, se volete farlo, fatelo in napoletano: “ma ch’ bbo’, ch’ vva truann’?” così le orecchie mi fischiano di più.
Mi devo preparare di nuovo il bagaglio….che strazio…..per fortuna è una cosa di quattro giorni.
Letizia
Tiè! Beccati questa! Accolgo in toto l’obiezione di Filippa! Ha ragione lei, in tutto e per tutto! L’ha ricordato più volte, fino a qualche giorno fa! 😛
E comunque… Grazie per il “giovinotta”! 🙂
Buon viaggio e mandaci il profumo dei tulipani via web… 😉