BELLISSIMO CAPPOTTO E ANCHE IO CONCORDO X ENTRAMBI I COLORI…OGGI POI QUI A TREVISO C ERA UNA BELLISSIMA GIORNATA DI SOLE X SFOGGIARE COLORI PIU VIVI
KISS
La risposta è semplice: entrambi! 😉
Ovviamente la mia preferenza va a quello rosso (ma va?!), ma anche in versione blu/verde fa la sua splendida figura!
Neanche a farlo apposta, poco fa (giuro che non avevo ancora letto questo post) ho aperto l’armadio per provare due abiti tartan che non indosso da un po’, quando si dice il caso… 🙂
Manupia mi conosce bene, io faccio parte della categoria ” li voglio tutti e due”, ma se proprio devo scegliere, a fatica pendo per il Blu !!!
Uffa ma anche il rosso però 😉
Cara Filippa,
nella scelta tra il blu e il rosso io scelgo …… il colore della memoria
E’ un colore non definibile: può essere molto scuro all’inizio, ma poi diviene chiaro come la conoscenza e infine luminoso come la speranza.
Memoria, conoscenza e quindi speranza.
Ti segnalo -ma credo che tu lo conosca già- il documentario dal titolo “Il rumore della memoria” che è nell’homepage di http://www.corriere.it . E’ un documentario in sei puntate di cui oggi è stata pubblicata la quarta. Va visto e va mostrato ai più giovani.
Noi non dobbiamo smettere di ricordare e i ragazzi devono assolutamente sapere ciò che è avvenuto tre, due o solo una genererazione fa.
Bene ! Sono contento che il pubblico televisivo possa conoscere questa donna straordinaria.
Speriamo che ottenga un elevato ascolto e soprattutto che la sua testimonianza entri nel maggior numero di teste possibile. Mi auguro che il rumore della memoria riesca a coprire il rumore del vuoto.
Avrei preferito che la Vigevani Jarach fosse accompagnata dall’autore del documentario, Marco Bechis, che sul tema dei desaparecidos è autore di un film bellissimo “Garage Olimpo”.
La presenza di De Bortoli mi sembra abbastanza inutile alla comprensione. Nella terza puntata del documentario compare anche lui e mi ha stupito vedere come sia riuscito a dire, a proposito di antisemitismo, delle cose tanto confuse e inesatte in pochissimi secondi. Anche in questo ci vuole un’abilità.
Ma intanto, il convento ci passa il De Bortoli: il Corriere ci ha messo i soldi e lui deve avere la sua visibilità.
Dopo aver visto i primi capitoli del documentario, affascinata e molto emozionata dal viaggio di Vera, sarà davvero speciale poterla salutare dal vivo domenica.
f.
Sì, credo proprio che avrai un incontro molto, molto emozionante.
Ti prego di dare a quella donna meravigliosa i saluti dei tanti italiani che indirettamente hanno vissuto la tragedia della dittatura militare in Argentina. O, per meglio dire, i saluti degli italiani che hanno sofferto insieme ai parenti in Argentina il dramma di persone care incarcerate e torturate oppure, molto più spesso, buttate nell’oceano.
Ti posso assicurare che questi italiani sono un bel numero.
Sono davvero felice che vi occupiate di Vera Vigevani Jarach. Forse, attraverso la sua storia, anche in Italia scopriremo per la prima volta cos’è stata la dittatura militare di Vidéla, Massera, Agosti &C. . E’ incredibile, ma una montagna di italiani non ne sa una mazza, sebbene siano fatti recenti e la popolazione argentina per circa un quarto abbia origini italiane (a Buenos Aires credo si arrivi al 50%).
Questo per la parte argentina di VVJ.
Per la parte ebrea si potrebbe pensare che il grande pubblico disponga di conoscenze adeguate sull’antisemitismo e tutto quanto ne è derivato, ma io ho molti dubbi. Secondo me, persino sull’Olocausto c’è un’ignoranza profonda e diffusa. Pertanto, occupandovi di VVJ farete qualcosa di molto utile su entrambi i fronti della sua eccezionale vicenda umana.
E già… Semplicemente agghiacciante! Queste immagini hanno già fatto il giro del web, giorni fa… Io non riesco neanche a far finta di riderci sopra… 🙁
23 gennaio 2014 at 20:09
DB
Agghiacciante è il termine giusto.
Anche perché i tre o quattro soggetti non mostrano alcun imbarazzo. Una si fa una risatina, un’altra si fa una risataccia, un altro mostra sorpresa e somiglia a un cartone animato…..
E’ solo un momento dello show. Lo show prevede che si manifestino come minus abens ? E che je frega ? Va bene così.
Figuriamoci questi soggetti cosa possono saperne della dittatura militare in Argentina dal 1976 al 1983…..
DB
23 gennaio 2014 at 21:58
DB
Il minus habens sono io. Però io ho una bella ‘h’ !
23 gennaio 2014 at 22:00
Letizia
@DB: lasciamo perdere che è meglio… io, al loro posto, mi sarei vergognata come una ladra e avrei preferito sotterrarmi, dopo aver fatto quella figura di M in TV… ma, si, sa, il mondo è bello perché è… avariato!
23 gennaio 2014 at 22:23
Tiziana
Che donna straordinaria! Sembra così fragile ed invece ha una grandissima forza interiore: lasciamoci contagiare!
25 gennaio 2014 at 08:10
Letizia
“Garage Olimpo” è un film importantissimo, per chi ha vissuto quell’orrore in Argentina ma soprattutto, forse, per chi non lo ha vissuto e ha il dovere di conoscere. Bechis è uno dei nostri registi più impegnati (a tal proposito, anhce se vado fuori tema, ricordo la triste scomparsa di Carlo Mazzacurati, autore di film altrettanto belli ed intensi), e questo documentario colpisce al cuore.
E’ sacrosanto non dimenticare MAI il passato e, cosa ancor peggiore e disumana, non negarlo; confesso che a me fa sempre tanto male vedere certe immagini e sentire certi racconti, nonostante non li abbia vissuti sulla pelle, ma la mia visita, alcuni anni fa, ad Auschwitz, Birkenau e Dachau e quell’odore di morte nell’aria resteranno indelebili dentro di me.
Spero davvero che le nuove generazioni capiscano sempre di più cosa hanno vissuto i loro antenati.
Cara Letizia,
sono d’accordo con quello che dici e mi associo al ricordo del povero (e bravissimo) Mazzacurati.
Non ho mai visitato uno dei luoghi che nomini anche se mi capita di andare da quelle parti abbastanza spesso. Ho parenti ed amici ebrei e sono cresciuto con i loro racconti. Mettere piede lì non è per me, ancora non ce la faccio. Forse con gli anni, se mi sarò formato un’idea più matura e realistica dell’umanità, me compreso.
Ho conosciuto la Buenos Aires degli anni ’70, invece, e anche piuttosto bene. Lì lavoravano un fratello e dei cugini di mia madre ed io ci sono stato più volte in vacanza.
All’orrore per ciò che tutti noi di famiglia abbiamo percepito, si è aggunto lo sgomento per l’indifferenza del nostro governo dell’epoca e per l’assoluta disinformazione su fatti di colossale gravità.
E’ bene che si parli il più possibile: il mostro della xenofobia e del pregiudizio razzista ha molte facce e, di sicuro, è sempre in mezzo a noi.
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Mode in Italy
Blu o rosso? Semplice: entrambi!! 😉
Letizia
@Elena, come sempre io e te siamo trrroppo in sintonia! Alla faccia della telepatia! ♥♥♥
Mode in Italy
@Lety Sisters 🙂
Annalisa
Sicuramente quello blu/verde, meraviglioso con i tuoi occhi!
laura
BELLISSIMO CAPPOTTO E ANCHE IO CONCORDO X ENTRAMBI I COLORI…OGGI POI QUI A TREVISO C ERA UNA BELLISSIMA GIORNATA DI SOLE X SFOGGIARE COLORI PIU VIVI
KISS
Letizia
La risposta è semplice: entrambi! 😉
Ovviamente la mia preferenza va a quello rosso (ma va?!), ma anche in versione blu/verde fa la sua splendida figura!
Neanche a farlo apposta, poco fa (giuro che non avevo ancora letto questo post) ho aperto l’armadio per provare due abiti tartan che non indosso da un po’, quando si dice il caso… 🙂
Laura L
Blu! Senza dubbio.
Ti vedremo quindi in qualche servizio? Aggiornaci mi raccomando.
Ciaooo. Laura
veraB'
Manupia mi conosce bene, io faccio parte della categoria ” li voglio tutti e due”, ma se proprio devo scegliere, a fatica pendo per il Blu !!!
Uffa ma anche il rosso però 😉
baci
veraB’
Nicoleta
Direi entrambi ma se dovrei proprio scegliere scelgo rosso
New post http://www.nicoletadan.it/outfit/item/74-sweatshirt-kenzo.html
http://www.nicoletadan.it
DB
Cara Filippa,
nella scelta tra il blu e il rosso io scelgo …… il colore della memoria
E’ un colore non definibile: può essere molto scuro all’inizio, ma poi diviene chiaro come la conoscenza e infine luminoso come la speranza.
Memoria, conoscenza e quindi speranza.
Ti segnalo -ma credo che tu lo conosca già- il documentario dal titolo “Il rumore della memoria” che è nell’homepage di http://www.corriere.it . E’ un documentario in sei puntate di cui oggi è stata pubblicata la quarta. Va visto e va mostrato ai più giovani.
Noi non dobbiamo smettere di ricordare e i ragazzi devono assolutamente sapere ciò che è avvenuto tre, due o solo una genererazione fa.
Un saluto cordiale a tutti.
DB
Filippa
Come te, lo consiglio a tutti.
http://www.corriere.it/cultura/speciali/2014/il-rumore-della-memoria/index.shtml?video=01&versione=sd
f.
Filippa
Vera Vigevani Jarach sarà ospite a Che tempo che fa, con Ferruccio de Bortoli domenica.
filippa.
DB
Bene ! Sono contento che il pubblico televisivo possa conoscere questa donna straordinaria.
Speriamo che ottenga un elevato ascolto e soprattutto che la sua testimonianza entri nel maggior numero di teste possibile. Mi auguro che il rumore della memoria riesca a coprire il rumore del vuoto.
Avrei preferito che la Vigevani Jarach fosse accompagnata dall’autore del documentario, Marco Bechis, che sul tema dei desaparecidos è autore di un film bellissimo “Garage Olimpo”.
La presenza di De Bortoli mi sembra abbastanza inutile alla comprensione. Nella terza puntata del documentario compare anche lui e mi ha stupito vedere come sia riuscito a dire, a proposito di antisemitismo, delle cose tanto confuse e inesatte in pochissimi secondi. Anche in questo ci vuole un’abilità.
Ma intanto, il convento ci passa il De Bortoli: il Corriere ci ha messo i soldi e lui deve avere la sua visibilità.
DB
Filippa
Dopo aver visto i primi capitoli del documentario, affascinata e molto emozionata dal viaggio di Vera, sarà davvero speciale poterla salutare dal vivo domenica.
f.
DB
Sì, credo proprio che avrai un incontro molto, molto emozionante.
Ti prego di dare a quella donna meravigliosa i saluti dei tanti italiani che indirettamente hanno vissuto la tragedia della dittatura militare in Argentina. O, per meglio dire, i saluti degli italiani che hanno sofferto insieme ai parenti in Argentina il dramma di persone care incarcerate e torturate oppure, molto più spesso, buttate nell’oceano.
Ti posso assicurare che questi italiani sono un bel numero.
Sono davvero felice che vi occupiate di Vera Vigevani Jarach. Forse, attraverso la sua storia, anche in Italia scopriremo per la prima volta cos’è stata la dittatura militare di Vidéla, Massera, Agosti &C. . E’ incredibile, ma una montagna di italiani non ne sa una mazza, sebbene siano fatti recenti e la popolazione argentina per circa un quarto abbia origini italiane (a Buenos Aires credo si arrivi al 50%).
Questo per la parte argentina di VVJ.
Per la parte ebrea si potrebbe pensare che il grande pubblico disponga di conoscenze adeguate sull’antisemitismo e tutto quanto ne è derivato, ma io ho molti dubbi. Secondo me, persino sull’Olocausto c’è un’ignoranza profonda e diffusa. Pertanto, occupandovi di VVJ farete qualcosa di molto utile su entrambi i fronti della sua eccezionale vicenda umana.
DB
PuroNanoVergine
A proposito di ignoranza sul nazismo:
http://www.youtube.com/watch?v=JiDr7dicFC4
Viene da ridere per non piangere.
Letizia
E già… Semplicemente agghiacciante! Queste immagini hanno già fatto il giro del web, giorni fa… Io non riesco neanche a far finta di riderci sopra… 🙁
DB
Agghiacciante è il termine giusto.
Anche perché i tre o quattro soggetti non mostrano alcun imbarazzo. Una si fa una risatina, un’altra si fa una risataccia, un altro mostra sorpresa e somiglia a un cartone animato…..
E’ solo un momento dello show. Lo show prevede che si manifestino come minus abens ? E che je frega ? Va bene così.
Figuriamoci questi soggetti cosa possono saperne della dittatura militare in Argentina dal 1976 al 1983…..
DB
DB
Il minus habens sono io. Però io ho una bella ‘h’ !
Letizia
@DB: lasciamo perdere che è meglio… io, al loro posto, mi sarei vergognata come una ladra e avrei preferito sotterrarmi, dopo aver fatto quella figura di M in TV… ma, si, sa, il mondo è bello perché è… avariato!
Tiziana
Che donna straordinaria! Sembra così fragile ed invece ha una grandissima forza interiore: lasciamoci contagiare!
Letizia
“Garage Olimpo” è un film importantissimo, per chi ha vissuto quell’orrore in Argentina ma soprattutto, forse, per chi non lo ha vissuto e ha il dovere di conoscere. Bechis è uno dei nostri registi più impegnati (a tal proposito, anhce se vado fuori tema, ricordo la triste scomparsa di Carlo Mazzacurati, autore di film altrettanto belli ed intensi), e questo documentario colpisce al cuore.
E’ sacrosanto non dimenticare MAI il passato e, cosa ancor peggiore e disumana, non negarlo; confesso che a me fa sempre tanto male vedere certe immagini e sentire certi racconti, nonostante non li abbia vissuti sulla pelle, ma la mia visita, alcuni anni fa, ad Auschwitz, Birkenau e Dachau e quell’odore di morte nell’aria resteranno indelebili dentro di me.
Spero davvero che le nuove generazioni capiscano sempre di più cosa hanno vissuto i loro antenati.
DB
Cara Letizia,
sono d’accordo con quello che dici e mi associo al ricordo del povero (e bravissimo) Mazzacurati.
Non ho mai visitato uno dei luoghi che nomini anche se mi capita di andare da quelle parti abbastanza spesso. Ho parenti ed amici ebrei e sono cresciuto con i loro racconti. Mettere piede lì non è per me, ancora non ce la faccio. Forse con gli anni, se mi sarò formato un’idea più matura e realistica dell’umanità, me compreso.
Ho conosciuto la Buenos Aires degli anni ’70, invece, e anche piuttosto bene. Lì lavoravano un fratello e dei cugini di mia madre ed io ci sono stato più volte in vacanza.
All’orrore per ciò che tutti noi di famiglia abbiamo percepito, si è aggunto lo sgomento per l’indifferenza del nostro governo dell’epoca e per l’assoluta disinformazione su fatti di colossale gravità.
E’ bene che si parli il più possibile: il mostro della xenofobia e del pregiudizio razzista ha molte facce e, di sicuro, è sempre in mezzo a noi.
DB
Ilaria
Ciao Filippa!! Beh….io scelgo entrambi e questa stampa ti sta davvero bene!!! Un bacio e salutami Fabietto e Lucianina 🙂
deborah
Assolutamente blu…. trooooppo bello
Veronica Giomini
Il top!
Passa a visitare il mio blog, un nuovo post appena pubblicato 🙂
http://www.therougemisscake.com