Which way? The positive way.
Se hai una bambina e/o un animale, non c’è scelta, di mattina ti alzi, like it or not. La passeggiata per accompagnare La ragazza al bus è il momento perfetto anche per W, che ama scoprire il quartiere. Io approfitto, come sempre, per fotografare le meraviglie che incontro sulla nostra strada. Mi permetto di mostrarvi cosa ho catturato oggi. Sentite i profumi? MondayKiss. fil-good







in trasmissione@BrunelloCucinelli, shoes@Zanotti. per la passeggiata, giacca@pinko, scarpe@StanSmithAdidas


PuroNanoVergine
Filippa,
non prendertela, non vuole essere un’offesa, ma a me sembra
che Whisky abbia un espressione “da vecchio”.
Non so se per i cani ha senso la definizione, sta di fatto che
le foto che lo ritraggono mi provocano questa (strana) impressione.
p.s. non dirglielo 😉
Filippa
Forse è un vecchietto reincarnato?
O forse perché sta seduto sulla panchina al parco? (a dare da mangiare ai piccioni?)
hugs! fili
Claudia Oliveri
Anche Zoe finisce sempre per sedersi su una panchina quando siamo in giro a passeggio ….
Giu
Trattasi di buon Wisky invecchiato in panchina di rovere…
PuroNanoVergine
@Filippa
Non avevo pensato alla panchina (in effetti conferma l’ipotesi).
@Giu
Definizione perfetta!
DB
Cara Filippa,
qualche tempo fa ti raccontai delle suore di clausura che intravedo quando mi fermo a ‘respirare’ nella Chiesa di San Giuseppe dei Ruffi a Napoli. Quelle monache che pregano incessantemente, te ne ricordi ?
Ho visto che ieri sera la Litizzetto ha commentato il video nel quale alcune monache di clausura napoletane -liberate dal loro vincolo in via del tutto eccezionale- incontrano e festeggiano il Papa.
Quelle di cui ti parlavo sono le monache con la tunica rossa.
http://video.corriere.it/caloroso-saluto-suore-clausura-papa-francesco/3e607656-cfde-11e4-b8b8-da1e3618cfb1
Per associazione di idee, vorrei proporti un mio testo che riguarda un aspetto particolare della giornata di sabato, vissuta anche da me con una certa emozione.
So benissimo che il testo non c’entra niente con il tuo post, però penso che ti sei abituata a queste mie invasioni di campo.
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Gennaro e Francesco si sono conosciuti personalmente sabato 21 marzo e subito si sono riconosciuti come uomini del popolo. E’ stato facile poiché entrambi hanno intenti immediati e gesti inequivoci come chi è abituato a praticare le miserie quotidiane, a vederne e sentirne di tutti i colori, a sbrogliare matasse intricate.
Perché Gennaro -San Gennaro, usando il titolo ufficiale- è così: uno che tutti i giorni ascolta suppliche di ogni specie, il campionario completo delle debolezze e dei guai umani. La malattia della persona cara, il figlio drogato, il posto per il genero, il marito infedele, il terno al gioco del lotto….Non risolve tutto, certo, ma sta sempre a sentire e chi va da lui resta comunque contento perché sa che quello è l’ultimo orecchio che ascolta la voce sfibrata dal male di vivere. Insomma, chi va da lui sa che la supplica non può essere affidata meglio e se non succede niente si vede che non è cosa che si possa fare.
Quella dei napoletani per Gennaro è una devozione quotidiana, domestica, con pochi pudori, molta confidenza e persino qualche pretesa. Però, isterismi e fanatismi non ce ne sono mai. Infatti, i napoletani non si offendono dello scetticismo -se non negazione e dileggio- che circonda il prodigio della liquefazione. Pensano che -‘stuorto o muorto’, bene o male- Gennaro sta sempre là, nella sua Cappella, tra i formidabili argenti, e sa sempre quello che deve fare. E del resto cosa può significare la puntualità del prodigio –tre volte l’anno, a data fissa- se non la voglia di Gennaro di stare là e di corrispondere, con semplicità e praticità, ai napoletani ?
Francesco ha cominciato da pochissimo a ‘corrispondere’. Rispetto a Gennaro che inizia a fare il santo -secondo le prime testimonianze certe- il 17 agosto 1389, Francesco è ancora ‘uaglione , è solo un ragazzino. Però, appena messo piede a Napoli, ha mostrato di comprendere dov’era capitato. Di primo mattino, ha compiuto l’atto di devozione ‘a chella bella Mamma e’ Pumpei’ e subito dopo, a Scampia, ha detto ai napoletani cose utili e chiare: insegnare la bella e dolce lingua napoletana agli immigrati e preservare il culto di San Gennaro. La lingua e il Santo, due fondamenti della tradizione e dell’antropologia.
Francesco, saldamente in piedi sulla sua vettura bianca e sempre sorridente, i guai umani e le debolezze se li va a cercare: le periferie, il degrado, la povertà, la malattia, la devianza. In questa ricerca sa creare correnti emotive, sa porsi al loro crocevia, sa ascoltare le voci profonde, telluriche dei luoghi, sa interrogare e interrogarsi come riesce a fare solo chi, un popolo o un individuo, è antico e saggio. In poche parole, Francesco sa corrispondere, sebbene sia ancora ‘uaglione.
Gennaro ha subito afferrato la forte disposizione di Francesco verso Napoli ed ha corrisposto a essa con il suo gesto a effetto, inatteso da molti e solo sperato, timidamente, da alcuni. Non s’era scomposto per i due di prima, l’atleta polacco e il fildiferro tedesco, ma sabato 21 marzo ha pensato che valeva la pena di scomporsi per Francesco l’argentino. In sostanza, sabato, a Napoli, ‘è asciut’ pazz’ ‘o padrone’, c’è stato lo strappo alla regola. E Gennaro non ha lasciato il prodigio a metà come riportato da cronache approssimative. Le Perpetue Adoratrici del Santissimo Sacramento, eccezionalmente liberate dalla clausura per il fausto giorno, erano lì, sull’altare, ed hanno visto il sangue continuare a sciogliersi anche quando Francesco ha ripreso il cammino nella città festante, tra la folla allegra e convinta.
N.B. L’immagine raffigura un particolare (San Gennaro che accoglie il suo diacono) degli affreschi di Domenico Zampieri, detto il Domenichino, nella Cappela del Tesoro nel Duomo di Napoli. Gli affreschi sono datati 1638.
Filippa
Avevo visto il filmato, mi ha divertito molto “la telecronaca” dell’evento… 😉
Ma anche questo filmato mi ha fatto sorridere, http://video.corriere.it/tutte-manovre-consegnare-pizza-papa-francesco/f9dddb36-d136-11e4-8608-3dead25e131d
🙂
DB
Le suore hanno risposto alla Litizzetto e, personalmente, condivido.
Avevo notato il tono e non mi era piaciuto, ma si sa che troppo spesso la TV appiattisce la realtà e riduce tutto ai suoi schemi ed ai suoi codici. E poi, sappiamo tutti che ‘Ognuno dal suo cor l’altrui misura’ e sappiamo pure che il ‘cor’ della Litizzetto è semp’ ‘o stess’….
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/15_marzo_24/monache-clausura-fb-contro-littizzetto-non-siamo-represse-e1f90bb4-d21f-11e4-8ec1-aed404c65fdd.shtml
Il pizzaiolo è stato svelto e furbo nel farsi pubblicità. Però nessuna delle pizzerie di via Partenope è veramente buona. Mi sa che Francesco, nella sua saggezza, la pizza se la farà altrove.
DB
Letizia
Che belle foto, ottimo modo di iniziare la settimana! 🙂
Fantastica la foto di Whisky il “vecchietto pensionato ai giardinetti”, e quoto Giu per la fantastica battuta!
Grazie ancora una volta per catturare con i tuoi occhi i momenti più belli che riesce a regalare una giornata qualunque… anche se con te diventano sempre giornate speciali!
@DB: è sempre un piacere leggerti… comunque, io un paio di sane risate quando ho visto quel filmato me le son fatte, situazione talmente surreale da sembrare la scena di un film della migliore scuola napoletana! 🙂
Giu
@Lety & PNV, 🙂
@DB, bellissima descrizione e video molto divertente
@Whisky, su, dai, non prendertela, si scherza! Posso farmi perdonare dedicandoti questa canzone?
https://www.youtube.com/watch?v=A-lxkzB2_B0
Ciao, Giu
DB
Una delle frasi con le quali Bergoglio si è messo subito in sintonia con la città è stata:”A Napoli la vita è difficile, ma non è mai triste”.
Molti dicono che questa è una città teatrale ed è vero, in qualche modo. E’ un grande palcoscenico dove ciascuno recita ‘a soggetto’ un semplice canovaccio passibile di variazioni e improvvisazioni.
Oltre che divertire, il filmato può forse sorprendere per la solennità dell’occasione, ma questo è il modo abituale di molti napoletani di guardare alla vita e di muoversi sulla scena. E’ una cosa abbastanza normale, insomma. Tanto vero che nel Duomo hanno riso tutti, ma nessuno si è davvero stupito della frenesia delle clarisse e dei commenti del Cardinale.
Dopo l’episodio divertente, Bergoglio, rinunciando al testo scritto, ha fatto un discorso a braccio (o ‘a soggetto’ pure lui) sulla necessaria povertà dei religiosi e sulla loro vera missione nel mondo. L’incontro era riservato esclusivamente a preti e suore della Diocesi ( salvo i soliti imbucati…) e le parole di Bergoglio sono cadute come pietre su quello speciale uditorio.
Mentre Bergoglio parlava -e le pietre cadevano- alle sue spalle la pietra di sangue di Gennaro iniziava a liquefarsi.
annamaria poli
Ah ah la battuta si Whisky è fulminante…..direi che ha l’allure del divo, con quelle zampotte adagiate e il muso di tre quarti !!! Fili ti sei trovata un ottimo compagno di passeggiate che apprezzerà senz’altro quei profumi inebrianti di fiori primaverili..che bellezza!!!! Saluti affettuosi….. Annamaria
Laura C
In ritardo ma arrivo! Il video è commovente, le suore sono state troppo autentiche e dolci.
@Filippa, hai trovato in Whisky il compagno di avventure perfetto per le “lazy mornings” che ogni tanto sono in agguato!
@Giu: grazie della canzone di De Gregori, non la conoscevo e mi ha alleggerito la giornata.
Un abbraccio