Fili ti racconto una scenetta ..stamane ..attenedevo l’autobus ….di fronte alla fermata arriva un’auto..scende la mamma e dietro sul seggiolino c’è un bimbo…e sul cancello di una casa un nonno..che a braccia aperte prende il piccolo..ebbene mi sono ricordata di 40 anni fa quando fui impossibilitata a riprendere il lavoro poichè l’asilo nido…non accettava bambini se non iscritti per tempo..non aggiungo altro per non polemizzare..di questa scena penso solo al sorriso del nonno..ed al bacio fugace della mamma.. augurandomi che tutto come per incanto cambi…ciao Fili ,buona giornata a tutte/i Naty
L’iniziativa secondo me anche le italiane è dai tempi di Rodolfo Valentino che se la prendono, da noi i problemi veri sono la discriminazione lavorativa, pochissime donne al potere e pagate meno degli uomini.
Anche mia madre è un idraulico elettricista imbianchino fabbro falegname, insomma se ci si deve arrangiare ci si arrangia senza aspettare certo un uomo che lo faccia per noi, (sopratutto quando non lo farebbe), e io ho imparato da lei, spesso mi dicono di essere un uomo in un corpo da donna.
Ho amiche però che hanno compagni così premurosi (per me limitanti) che non permettono alla loro donna di muovere un dito, come fossero così delicate da non poterlo fare…
W le svedesi w le donne! E permettetemi se hanno le palle meglio ancora!
E’ proprio vero, che rispetto a noi potreste sembrare delle marziane… non vorrei esagerare, ma in molte cose c’è quasi un abisso tra la vostra forma mentis e la nostra. E forse mi rendo conto che quella che può essere scambiata per freddezza e/o disinibizione, altro non è che un grande senso pratico, oltre alla grande fortuna che avete sempre avuto in termini di emancipazione e parità, anche se tu stessa dici che avete combattuto per arrivare a quel traguardo.
Siete persone molto pratiche e dirette, oltre ad avere il dono “dell’arte di arrangiarsi”, e ovviamente è una cosa ammirevole!
Concordo con le parole di Manupia, purtroppo la discriminazione in campo professionale è un tasto dolente, e nonostante i piccoli sforzi che si fanno, sembra che siamo ancora lontane anni luce dall’equilibrio che vorremmo raggiungere. Per il resto, anch’io sono una persona molto indipendente e cerco di sbrigarmela sempre da sola, odio chiedere favori (e spesso le mie amiche quasi mi rimproverano per questo, perché per orgoglio non chiedo mai aiuto) e, avendo per fortuna un enorme senso pratico, mi arrangio da sola, quando c’è bisogno di aggiustare qualcosa o di fare lavoretti “prettamente maschili”… anch’io potrei essere un ometto ingabbiato dentro un corpo femminile! 😉
E al grido di “W le donne con le gonne… ma anche con le p****!” auguro a tutte una splendida giornata!
Lety
P.S. Fili, Se non sbaglio, Baby Lagerbäck dovrebbe essere già nato, ormai… immagino quanto sarai emozionata di spupazzarti il tuo primo nipotino, tra un paio di settimane! 😀
ciao! No, ancora non è nato, prende il suo tempo! Però oggi forse… 🙂
Non è però il mio primo nipotino… il mio fratellino ha un figlio di 7 anni e la mia famiglia allargata in Svezia conta altri 4, più una cuginetta di Stella qui in Italia…vedi sono già una Zia a tutti gli effetti!
Baci, Zia fili.
Ops! Si vede che sta bene dov’è, nel calduccio del grembo materno… Beh, comunque, l’importante è che sia un bel Sagittario! Tutti mi dicono sempre che è un bellissimo segno! 😉
Ciao, Super Zia Fili! 😀
Quanto è vero questo articolo! Lavorando con altri paesi mi rendo conto di quanto il divario con alcune culture sia enorme. Aldilà dell’emancipazione femminile nei rapporti, quello che mi colpisce maggiormente è il divario che si riscontra nell’ambito professionale, non solo guardando la percentuale di donne che occupano posizioni di rilievo, ma soprattutto la possibilità di gestire in maniera MOLTO più semplice il doppio ruolo di madri e lavoratrici. E anche padri come tu hai fatto presente… Ho conosciuto padri in Germanioa che si sono presi il loro anno di paternità senza creare chissà quale scalpore…recentemente ho letto un articolo sul Süddeutsche Zeitung che spiegava tutte le tipologie di offerte formative che la Baviera metteva a disposizione per la scuola primaria. Era incredibile come ci fossero mille possibilità… e visto che il tempo pieno era sempre più richiesto, lo stato aveva aumentato il numero di corsi disponibili. Tutto veniva presentato nella sua”banale normalità”. Per noi l’eccezione delle eccezioni..
Min italienska pojkvan trivs jattebra med att ha en svensk flickvan – hon betalar ju alltid… 😛 Killar alltsa!
Kul artikel. Alltid lika roligt att lasa om skillnaden mellan italienare och svenskar. Det far mig att inse att jag inte ar ensam i mina funderingar om dessa skillnader. Kram Anna
Ma quanto mi fa ridere google translator!!
Dicevo soltanto che apprezzo molto gli articoli dove si parla della differenza tra gli italiani e gli svedesi. E che anche il mio fidanzato (italiano) apprezza molto che la sua ragazza (svedese) offre il cafe/pranzo/cena… 😉
Cara Filippa, sono Sebastiano dall’Abruzzo, ho letto l’articolo di Gioia da te pubblicato e sono rimasto favorevolmente colpito dalle tue affermazioni. Non avevo dubbi sulle positive caratteristiche delle donne svedesi! Io personalmente non ne ho conosciute molte! sono stato con una ragazza danese ed ho apprezzato la sua forza d’animo e la libertà di affrontare la vita con piena sincerità! Tutto sommato anche le ragazze della Danimarca sono simili a voi?! E’ vero? Comunque ad aprile 2012 andrò a Stoccolma per alcuni giorni! Se non ti da fastidio mi dai qualche consiglio! Grazie! Tanti auguri per il bebè!
Il nostro paese vive un pò di luoghi comuni ed uno di questi vede con sospetto una donna al comando (imprenditoriale, politico etc..) ma a ben vedere ci sono molte italiane affermate. …certo l’emancipazione (nel senso di parità di condizioni e autonomia) è ancora lontana.
Da oggi si cambia..
Ragazze, allora, domani al lavoro in salopette e cassetta degli attrezzi e guai al malaugurato collega che si sognasse di offrirci un caffè perchè si ritroverebbe con un occhio nero!
Girl power , Filippa for president 🙂
Ma che bell’intervista! Mi ha favorevolmente colpito il fatto che da voi gli uomini si possano prendere un congedo di un anno senza essere considerati dei marziani! Credo proprio che in Italia il problema principale sia il welfare: sarebbe tutto più semplice se gli uffici avessero il nido disponibile, vai al lavoro, il pupo/a viene con te e la pausa pranzo la passi con lui/lei!
Anche la mia di mamma mi ha insegnato ad arrangiarmi da sola, anche lei è una piccola grande donnina tuttofare, però pur essendo così avanti quando sono partita per l’Erasmus, la mamma chioccia all’italiana che è in lei ha avuto enormi difficoltà ad accettare l’idea di non vedermi per un anno! e di anni ne avevo 22 compiuti! Credo proprio sia un fatto culturale, ancora adesso che vivo all’estero e che cerco di avere una mentalità aperta quando sento le mie colleghe inglesi o le ragazze australiane a Londra che a 18 anni zaino in spalla sono partite per l’anno sabbatico in giro per il mondo, a volte all’avventura, da sole…beh il retaggio “all’italiana” ancora mi fa pensare…wow che coraggiose, io non l’avrei mai fatto! E so bene che il giorno che avrò dei figli sarà dura per me incoraggiarli a fare altrettanto!! Ma lo farò proprio per il loro bene!!
Ciò che affermi nell’intervista è proprio vero….tra noi e voi c’è una differenza enorme…..infatti da noi i figli spesso rimangono a casa fino ai 40 anni…..distastro!!!!!!!
Il mio bimbo è ancora piccolo, però, in cuor mio dico sempre che lo incoraggerò ad essere indipendente; vedremo un po’ quando diventerà grande se sarò in grado di mantenere questo principio!!!!!
In Italia il welfare è tra i problemi principali: io ho avuto la fortuna di poter portare il bimbo al nido aziendale, però mi rendo conto che solo aziende grandi hanno questo privilegio…per non parlare poi dei costi…..e così da noi sono tantissimi i nonni che si occupano a tempo pieno dei nipotini.
Infine dico anch’io w le donne con 2 p…e così……..!!!!!!!
Ivana
P.s. Fili ma quando dovrebbe nascere il tuo nipotino?
Purtroppo chi più chi meno siam tutti lontani dalla vera parità altrimenti non staremmo qui a parlarne giusto???
Io sono una ragazza abbastanza indipendente per ora vivo ancora con mamma e papà ma se ho qualche problema il 99,9% delle volte cerco di risolvere senza l’aiuto di nessuno d’altronde la mia mamma è stata ed è un grande esempio di indipendenza lei ha sempre lavorato, mandato avanti la casa da sola e cresciuto tre figli con la collaborazione di mio padre non si fa nessun problema se deve partire o guidare la macchina per chilometri e chilometri da sola si improvvisa come le altre madri elettricista,idraulico e muratore….
E poi in Italia di donne con le p….mi sembra di capire che ce ne sono parecchie purtroppo l’unico problema dell’italia è la mentalità che regna sovrana perchè come ha detto la Lucianina in un suo intervento a CTCF se un’uomo rimane a casa perchè il figlio è malato è un’evento talmente raro da essere super apprezzato ma se ci rimane una donna significa che non si è saputa organizzare bene….
Per quanto riguarda il punto n7 purtroppo anche la mia mamma quando le annuncio che sto partendo e lo faccio sempre con poco preavviso e con zaino in spalla fa un po’ di resistenza ,forse anche più di un po’, ma poi mi lascia andare certo sarebbe difficile per lei mandarmi in giro per il mondo per un anno sabbatico ma su questa cosa ci possiamo lavorare!!!!
Baci, Melania.
P.S @Sebastiano sai che anche io sono abruzzese ad ogni modo benvenuto in questo meraviglioso pianeta!!!!
Grazie x il benvenuto Melania! Quando hai voglia di partire…… parti e basta perchè ciò che puoi fare oggi domani non lo puoi fare più! Goditi la vita e se ti piace viaggiare non negarti nulla perché la cosa più bella è conoscere posti nuovi, altri popoli, le loro idee, la loro cultura e prendere tutto ciò che di positivo hanno! Credimi negli ultimi anni ho viaggiato parecchio e questo ha fatto crescere soprattutto l’autostima in me stesso! Non conosco bene gli svedesi, andrò a Stoccolma ad aprile 2012……… Salvo imprevisti! Ma tante persone del Nord Europa sono soltanto da stimare e da prendere come esempio! Good luck!
anche se apparentemente a qualcuno posso sembrare una piaghetta, provengo da una famiglia dove Papà e Mamma facevano tutto di tutto e tutt’ora la Mamma sola fa tutto ciò che la sua età e le sue forze le permettono indipendentemente che sia un lavoro maschile e/o femminile; pertanto così sono cresciuta e così proseguo senza neanche chiedermi se tocca o non tocca a me.
Ma poi, quali sono realmente i lavori/doveri/obblighi da Maschio e quali da femmina…?
Mi sorgono dei dubbi…non è che le donne italiane, molto più furbe delle svedesi e rifiutino volutamente l’emancipazione?
Mia moglie non si è mai sognata di andare a sistemare le tegole o pulire le canna fumaria o lavare l’auto o spurgare il lavandino o mettere la colla alla suola delle scarpe o andare dal meccanico….
Comprerò la rivista e gliela farò leggere, ora basta con le discriminazioni anche le donne devono impararee a fare i lavori da uomo 🙁
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naty
Fili ti racconto una scenetta ..stamane ..attenedevo l’autobus ….di fronte alla fermata arriva un’auto..scende la mamma e dietro sul seggiolino c’è un bimbo…e sul cancello di una casa un nonno..che a braccia aperte prende il piccolo..ebbene mi sono ricordata di 40 anni fa quando fui impossibilitata a riprendere il lavoro poichè l’asilo nido…non accettava bambini se non iscritti per tempo..non aggiungo altro per non polemizzare..di questa scena penso solo al sorriso del nonno..ed al bacio fugace della mamma.. augurandomi che tutto come per incanto cambi…ciao Fili ,buona giornata a tutte/i Naty
Alessandra Nido
Allora non sono per niente italiana, non aspetto che sia l’uomo a fare il primo passo, se voglio qualcosa me lo prendo ;D
MissPandamonium
manupia
L’iniziativa secondo me anche le italiane è dai tempi di Rodolfo Valentino che se la prendono, da noi i problemi veri sono la discriminazione lavorativa, pochissime donne al potere e pagate meno degli uomini.
Anche mia madre è un idraulico elettricista imbianchino fabbro falegname, insomma se ci si deve arrangiare ci si arrangia senza aspettare certo un uomo che lo faccia per noi, (sopratutto quando non lo farebbe), e io ho imparato da lei, spesso mi dicono di essere un uomo in un corpo da donna.
Ho amiche però che hanno compagni così premurosi (per me limitanti) che non permettono alla loro donna di muovere un dito, come fossero così delicate da non poterlo fare…
W le svedesi w le donne! E permettetemi se hanno le palle meglio ancora!
Kiss buona giornata
Letizia
E’ proprio vero, che rispetto a noi potreste sembrare delle marziane… non vorrei esagerare, ma in molte cose c’è quasi un abisso tra la vostra forma mentis e la nostra. E forse mi rendo conto che quella che può essere scambiata per freddezza e/o disinibizione, altro non è che un grande senso pratico, oltre alla grande fortuna che avete sempre avuto in termini di emancipazione e parità, anche se tu stessa dici che avete combattuto per arrivare a quel traguardo.
Siete persone molto pratiche e dirette, oltre ad avere il dono “dell’arte di arrangiarsi”, e ovviamente è una cosa ammirevole!
Concordo con le parole di Manupia, purtroppo la discriminazione in campo professionale è un tasto dolente, e nonostante i piccoli sforzi che si fanno, sembra che siamo ancora lontane anni luce dall’equilibrio che vorremmo raggiungere. Per il resto, anch’io sono una persona molto indipendente e cerco di sbrigarmela sempre da sola, odio chiedere favori (e spesso le mie amiche quasi mi rimproverano per questo, perché per orgoglio non chiedo mai aiuto) e, avendo per fortuna un enorme senso pratico, mi arrangio da sola, quando c’è bisogno di aggiustare qualcosa o di fare lavoretti “prettamente maschili”… anch’io potrei essere un ometto ingabbiato dentro un corpo femminile! 😉
E al grido di “W le donne con le gonne… ma anche con le p****!” auguro a tutte una splendida giornata!
Lety
P.S. Fili, Se non sbaglio, Baby Lagerbäck dovrebbe essere già nato, ormai… immagino quanto sarai emozionata di spupazzarti il tuo primo nipotino, tra un paio di settimane! 😀
Filippa
ciao! No, ancora non è nato, prende il suo tempo! Però oggi forse… 🙂
Non è però il mio primo nipotino… il mio fratellino ha un figlio di 7 anni e la mia famiglia allargata in Svezia conta altri 4, più una cuginetta di Stella qui in Italia…vedi sono già una Zia a tutti gli effetti!
Baci, Zia fili.
Letizia
Ops! Si vede che sta bene dov’è, nel calduccio del grembo materno… Beh, comunque, l’importante è che sia un bel Sagittario! Tutti mi dicono sempre che è un bellissimo segno! 😉
Ciao, Super Zia Fili! 😀
Gaia
Quanto è vero questo articolo! Lavorando con altri paesi mi rendo conto di quanto il divario con alcune culture sia enorme. Aldilà dell’emancipazione femminile nei rapporti, quello che mi colpisce maggiormente è il divario che si riscontra nell’ambito professionale, non solo guardando la percentuale di donne che occupano posizioni di rilievo, ma soprattutto la possibilità di gestire in maniera MOLTO più semplice il doppio ruolo di madri e lavoratrici. E anche padri come tu hai fatto presente… Ho conosciuto padri in Germanioa che si sono presi il loro anno di paternità senza creare chissà quale scalpore…recentemente ho letto un articolo sul Süddeutsche Zeitung che spiegava tutte le tipologie di offerte formative che la Baviera metteva a disposizione per la scuola primaria. Era incredibile come ci fossero mille possibilità… e visto che il tempo pieno era sempre più richiesto, lo stato aveva aumentato il numero di corsi disponibili. Tutto veniva presentato nella sua”banale normalità”. Per noi l’eccezione delle eccezioni..
Anna
Min italienska pojkvan trivs jattebra med att ha en svensk flickvan – hon betalar ju alltid… 😛 Killar alltsa!
Kul artikel. Alltid lika roligt att lasa om skillnaden mellan italienare och svenskar. Det far mig att inse att jag inte ar ensam i mina funderingar om dessa skillnader. Kram Anna
PuroNanoVergine
Anna, inte hade att säga, italienare äta spaghetti 🙂
(ho usato il traduttore google, chiedo perdono in anticipo ;-)).
Anna
Ma quanto mi fa ridere google translator!!
Dicevo soltanto che apprezzo molto gli articoli dove si parla della differenza tra gli italiani e gli svedesi. E che anche il mio fidanzato (italiano) apprezza molto che la sua ragazza (svedese) offre il cafe/pranzo/cena… 😉
tatti
voglio espatriare -.-
la svezia m andrebbe benissimo, ma anche la danimarca.. mm..
come mi attirano questi paesi cosi “avanti”.
Sebastiano
Cara Filippa, sono Sebastiano dall’Abruzzo, ho letto l’articolo di Gioia da te pubblicato e sono rimasto favorevolmente colpito dalle tue affermazioni. Non avevo dubbi sulle positive caratteristiche delle donne svedesi! Io personalmente non ne ho conosciute molte! sono stato con una ragazza danese ed ho apprezzato la sua forza d’animo e la libertà di affrontare la vita con piena sincerità! Tutto sommato anche le ragazze della Danimarca sono simili a voi?! E’ vero? Comunque ad aprile 2012 andrò a Stoccolma per alcuni giorni! Se non ti da fastidio mi dai qualche consiglio! Grazie! Tanti auguri per il bebè!
Mode in Italy
credo che su molte cose, l’Italia abbia solo da imparare: soprattutto per quanto riguarda la sfera lavorativa. Siamo davvero troppo indietro 🙁
Sebastiano
Sono perfettamente d’accordo con Made in Italy!Ormai siamo in profonda crisi, non solo economica ma anche sociale!
Nina
Il nostro paese vive un pò di luoghi comuni ed uno di questi vede con sospetto una donna al comando (imprenditoriale, politico etc..) ma a ben vedere ci sono molte italiane affermate. …certo l’emancipazione (nel senso di parità di condizioni e autonomia) è ancora lontana.
Da oggi si cambia..
Ragazze, allora, domani al lavoro in salopette e cassetta degli attrezzi e guai al malaugurato collega che si sognasse di offrirci un caffè perchè si ritroverebbe con un occhio nero!
Girl power , Filippa for president 🙂
Valentina
Ma che bell’intervista! Mi ha favorevolmente colpito il fatto che da voi gli uomini si possano prendere un congedo di un anno senza essere considerati dei marziani! Credo proprio che in Italia il problema principale sia il welfare: sarebbe tutto più semplice se gli uffici avessero il nido disponibile, vai al lavoro, il pupo/a viene con te e la pausa pranzo la passi con lui/lei!
Anche la mia di mamma mi ha insegnato ad arrangiarmi da sola, anche lei è una piccola grande donnina tuttofare, però pur essendo così avanti quando sono partita per l’Erasmus, la mamma chioccia all’italiana che è in lei ha avuto enormi difficoltà ad accettare l’idea di non vedermi per un anno! e di anni ne avevo 22 compiuti! Credo proprio sia un fatto culturale, ancora adesso che vivo all’estero e che cerco di avere una mentalità aperta quando sento le mie colleghe inglesi o le ragazze australiane a Londra che a 18 anni zaino in spalla sono partite per l’anno sabbatico in giro per il mondo, a volte all’avventura, da sole…beh il retaggio “all’italiana” ancora mi fa pensare…wow che coraggiose, io non l’avrei mai fatto! E so bene che il giorno che avrò dei figli sarà dura per me incoraggiarli a fare altrettanto!! Ma lo farò proprio per il loro bene!!
Un abbraccio…take care! V.
ivana
Ciò che affermi nell’intervista è proprio vero….tra noi e voi c’è una differenza enorme…..infatti da noi i figli spesso rimangono a casa fino ai 40 anni…..distastro!!!!!!!
Il mio bimbo è ancora piccolo, però, in cuor mio dico sempre che lo incoraggerò ad essere indipendente; vedremo un po’ quando diventerà grande se sarò in grado di mantenere questo principio!!!!!
In Italia il welfare è tra i problemi principali: io ho avuto la fortuna di poter portare il bimbo al nido aziendale, però mi rendo conto che solo aziende grandi hanno questo privilegio…per non parlare poi dei costi…..e così da noi sono tantissimi i nonni che si occupano a tempo pieno dei nipotini.
Infine dico anch’io w le donne con 2 p…e così……..!!!!!!!
Ivana
P.s. Fili ma quando dovrebbe nascere il tuo nipotino?
Alessandra
Mi interessa particolarmente il punto 7, dato che pur avendo superato i 18 anni da un bel po’ vivo ancora in famiglia… 🙁
Melania
Purtroppo chi più chi meno siam tutti lontani dalla vera parità altrimenti non staremmo qui a parlarne giusto???
Io sono una ragazza abbastanza indipendente per ora vivo ancora con mamma e papà ma se ho qualche problema il 99,9% delle volte cerco di risolvere senza l’aiuto di nessuno d’altronde la mia mamma è stata ed è un grande esempio di indipendenza lei ha sempre lavorato, mandato avanti la casa da sola e cresciuto tre figli con la collaborazione di mio padre non si fa nessun problema se deve partire o guidare la macchina per chilometri e chilometri da sola si improvvisa come le altre madri elettricista,idraulico e muratore….
E poi in Italia di donne con le p….mi sembra di capire che ce ne sono parecchie purtroppo l’unico problema dell’italia è la mentalità che regna sovrana perchè come ha detto la Lucianina in un suo intervento a CTCF se un’uomo rimane a casa perchè il figlio è malato è un’evento talmente raro da essere super apprezzato ma se ci rimane una donna significa che non si è saputa organizzare bene….
Per quanto riguarda il punto n7 purtroppo anche la mia mamma quando le annuncio che sto partendo e lo faccio sempre con poco preavviso e con zaino in spalla fa un po’ di resistenza ,forse anche più di un po’, ma poi mi lascia andare certo sarebbe difficile per lei mandarmi in giro per il mondo per un anno sabbatico ma su questa cosa ci possiamo lavorare!!!!
Baci, Melania.
P.S @Sebastiano sai che anche io sono abruzzese ad ogni modo benvenuto in questo meraviglioso pianeta!!!!
Sebastiano
Grazie x il benvenuto Melania! Quando hai voglia di partire…… parti e basta perchè ciò che puoi fare oggi domani non lo puoi fare più! Goditi la vita e se ti piace viaggiare non negarti nulla perché la cosa più bella è conoscere posti nuovi, altri popoli, le loro idee, la loro cultura e prendere tutto ciò che di positivo hanno! Credimi negli ultimi anni ho viaggiato parecchio e questo ha fatto crescere soprattutto l’autostima in me stesso! Non conosco bene gli svedesi, andrò a Stoccolma ad aprile 2012……… Salvo imprevisti! Ma tante persone del Nord Europa sono soltanto da stimare e da prendere come esempio! Good luck!
Alessandra
Eh, cara Melania, riguardo alle “resistenze” di mamma e papà non sai quanto ti capisco…
veraB'
anche se apparentemente a qualcuno posso sembrare una piaghetta, provengo da una famiglia dove Papà e Mamma facevano tutto di tutto e tutt’ora la Mamma sola fa tutto ciò che la sua età e le sue forze le permettono indipendentemente che sia un lavoro maschile e/o femminile; pertanto così sono cresciuta e così proseguo senza neanche chiedermi se tocca o non tocca a me.
Ma poi, quali sono realmente i lavori/doveri/obblighi da Maschio e quali da femmina…?
baci
buona notte !!!
laura
W la parità per sempre
Ale
Sweet Fili,
non si è ancora capito chi offre!
NinO
Mi sorgono dei dubbi…non è che le donne italiane, molto più furbe delle svedesi e rifiutino volutamente l’emancipazione?
Mia moglie non si è mai sognata di andare a sistemare le tegole o pulire le canna fumaria o lavare l’auto o spurgare il lavandino o mettere la colla alla suola delle scarpe o andare dal meccanico….
Comprerò la rivista e gliela farò leggere, ora basta con le discriminazioni anche le donne devono impararee a fare i lavori da uomo 🙁