Si, c’eravamo anche noi l’altra sera per la raccolta fondi a favore della ricerca scientifica della Fondazione Umberto Veronesi, che quest’anno compie 10 anni.
Carità deve fare per forza rima con mondanità ? Ci saranno modi più discreti per promuovere e sostenere un’opera misericordiosa ? Ecco una domanda che i tempi che viviamo ci pongono sempre più frequentemente.
Piccola esperienza personale: qualche tempo fa sono stato invitato ad un matrimonio ebraico. Agli invitati è arrivata una busta del tutto anonima con delle singolari istruzioni per l’uso. In quella busta -volendo- si potevano mettere un po’ di euro in banconote da 50. Ne sarebbe bastata solo una. Quella busta sarebbe stata depositata -sempre volendo- in un’urna posta in un locale attiguo all’anticamera del salone della casa degli sposi. L’operazione doveva svolgersi senza dare nell’occhio, non all’arrivo ma in un momento qualsiasi del ricevimento. La busta non doveva essere caratterizzata in alcun modo o accompagnata da biglietti. Non sarebbero stati accettati regali di altro tipo. La somma raccolta sarebbe stata donata ad un’organizzazione di Hajfa che assiste i bambini palestinesi afflitti da non ricordo quali malattie.
Insomma, “Non far sapere alla tua mano destra cosa fa la tua mano sinistra” dal Vangelo secondo Matteo (mi sembra).
Detto questo, se proprio non c’è altro mezzo, meglio le mondanità di Veronesi che il nulla….
No, non deve fare rima con mondanità…ma qui sul blog faccio vedere un po’ tutto quello che faccio…
Con quelle cene riescono a raccogliere davvero tanto, ma in generale sono d’accordo con te e capisco cosa vuoi dire. Se poi a qualcuno viene in mente di cliccare sul link della fondazione, informarsi, iscriversi o/e donare, meglio ancora. Le piccole azioni faranno dei grandi cambiamenti.
baci, fili
Uniti voi ..belli e giovani,in un incontro speciale,per aiutare la” Ricerca”,sperare,che attraverso gli studi si possano raggiungere dei risultati, che aiutino ad alleviare “Il male,il dolore” di chi ne è colpito.Iniziativa lodevole!
Un saluto al planet,naty
E’ sempre un piacere vedervi insieme, e tu eri splendidamente perfetta in versione ‘Gran Soirée’, se così la possiamo definire.
In linea di massima sono d’accordo anch’io con Domenico, sulla beneficenza ‘che non si vede’, quella discreta e riservata, per capirci, ma… come lui stesso ha rimarcato, piuttosto che nulla ben vengano le serate con ospiti e partecipanti più o meno famosi (e danarosi…).
Tanto per fare un esempio, il più recente, all’asta che ogni anno si tiene a favore dell’Amfar durante il Festival di Cannes, e di cui Sharon Stone è sempre una perfetta ambasciatrice e madrina, è stata raccolta la cifra record di 25-dico-25 milioni di dollari in una sola serata!
Il fine giustifica i mezzi, almeno in questo caso…
Su ciò che volevo dire ci siamo intesi: a quanto pare, solo la beneficenza intesa come status symbol garantisce risultati. Accontentiamoci di questi. Lo spirito cristiano lasciamolo agli ebrei (!!!).
@DB sono d’accordo con te, anche perché elargire del denaro quando si hanno grandi disponibilità economiche non ha nessun effetto negativo tangibile sulle proprie finanze, e quindi trattasi di “beneficenza gratuita” (insomma, nessun onore dove non v’è sacrificio).
Esiste invece un altro tipo di beneficienza, quella dove viene elargito il bene più importante di cui si dispone, che non è il denaro, ci mancherebbe: si tratta del tempo. Di quello, ognuno di noi dispone in maniera finita, non recuperabile e “non rimborsabile”.
Allora, quando si dona il proprio tempo a qualcuno che ne ha bisogno, perché in difficoltà o per qualunque altro motivo umanitario, ecco che allora si dona la cosa più preziosa, che nessun buon investimento in banca potrà più rendere.
Ebbene, questo comportamento, che sembra autolesionista, in realtà nasconde una magia: il tempo regalato rende il tempo rimanente (eh, sì, rimanente, visto che abbiamo una scadenza come gli yogurt) più prezioso, più ricco ed avvincente.
Auguro a coloro che vantano ricche elargizioni che li rendono, in fin dei conti, ancor più ricchi (in denaro) di poter donare il proprio tempo: vedrebbero cambiare sé stessi in modi inaspettati.
Buona Domenica, Giu
Concordo pienamente.
Per fortuna, le persone capaci di regalare il proprio tempo (e premure e solidarietà e cure e disponibilità….) non sono pochissime. Anzi, esiste tutto un mondo -poco visibile e quasi sotterraneo- fatto di piccoli ‘miracoli’ quotidiani.
Fino ad alcuni anni fa ignoravo questo mondo oppore ne sapevo qualcosa per sentito dire. Poi ne ho avuto una cognizione diretta. Spesso c’è un’ispirazione religiosa a sostenere certe iniziative. Altre volte si tratta di iniziative aconfessionali e laiche. In ogni caso, trovo che è un mondo affascinante e carico di significati.
Umberto Veronesi diventa mio vicino di casa ogni volta in cui vuole godersi un periodo di riposo, magari attorniato dalla famiglia.
Non è un segreto, infatti, che abbia ereditato una grande casa con giardino dalle zie, luogo in cui, tra l’altro, frequentava sin da piccolo.
Conosco le iniziative della fondazione, sempre meritevoli nei fatti.
Nonostante gli enormi passi avanti della ricerca scientifica in tema di salute, ritengo che la miglior “terapia” sia proprio quel momento di pace che sia Umberto che tutti noi possiamo ritagliare nella vita quotidiana.
Serenità, Giu
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sabrina
Ciao Fili, che belli!
E che bella iniziativa..che sostengo…per esperienza personale…
Ti abbraccio
DB
Carità deve fare per forza rima con mondanità ? Ci saranno modi più discreti per promuovere e sostenere un’opera misericordiosa ? Ecco una domanda che i tempi che viviamo ci pongono sempre più frequentemente.
Piccola esperienza personale: qualche tempo fa sono stato invitato ad un matrimonio ebraico. Agli invitati è arrivata una busta del tutto anonima con delle singolari istruzioni per l’uso. In quella busta -volendo- si potevano mettere un po’ di euro in banconote da 50. Ne sarebbe bastata solo una. Quella busta sarebbe stata depositata -sempre volendo- in un’urna posta in un locale attiguo all’anticamera del salone della casa degli sposi. L’operazione doveva svolgersi senza dare nell’occhio, non all’arrivo ma in un momento qualsiasi del ricevimento. La busta non doveva essere caratterizzata in alcun modo o accompagnata da biglietti. Non sarebbero stati accettati regali di altro tipo. La somma raccolta sarebbe stata donata ad un’organizzazione di Hajfa che assiste i bambini palestinesi afflitti da non ricordo quali malattie.
Insomma, “Non far sapere alla tua mano destra cosa fa la tua mano sinistra” dal Vangelo secondo Matteo (mi sembra).
Detto questo, se proprio non c’è altro mezzo, meglio le mondanità di Veronesi che il nulla….
DB
Filippa
No, non deve fare rima con mondanità…ma qui sul blog faccio vedere un po’ tutto quello che faccio…
Con quelle cene riescono a raccogliere davvero tanto, ma in generale sono d’accordo con te e capisco cosa vuoi dire. Se poi a qualcuno viene in mente di cliccare sul link della fondazione, informarsi, iscriversi o/e donare, meglio ancora. Le piccole azioni faranno dei grandi cambiamenti.
baci, fili
naty
Uniti voi ..belli e giovani,in un incontro speciale,per aiutare la” Ricerca”,sperare,che attraverso gli studi si possano raggiungere dei risultati, che aiutino ad alleviare “Il male,il dolore” di chi ne è colpito.Iniziativa lodevole!
Un saluto al planet,naty
Letizia
E’ sempre un piacere vedervi insieme, e tu eri splendidamente perfetta in versione ‘Gran Soirée’, se così la possiamo definire.
In linea di massima sono d’accordo anch’io con Domenico, sulla beneficenza ‘che non si vede’, quella discreta e riservata, per capirci, ma… come lui stesso ha rimarcato, piuttosto che nulla ben vengano le serate con ospiti e partecipanti più o meno famosi (e danarosi…).
Tanto per fare un esempio, il più recente, all’asta che ogni anno si tiene a favore dell’Amfar durante il Festival di Cannes, e di cui Sharon Stone è sempre una perfetta ambasciatrice e madrina, è stata raccolta la cifra record di 25-dico-25 milioni di dollari in una sola serata!
Il fine giustifica i mezzi, almeno in questo caso…
DB
Su ciò che volevo dire ci siamo intesi: a quanto pare, solo la beneficenza intesa come status symbol garantisce risultati. Accontentiamoci di questi. Lo spirito cristiano lasciamolo agli ebrei (!!!).
DB
Giu
@DB sono d’accordo con te, anche perché elargire del denaro quando si hanno grandi disponibilità economiche non ha nessun effetto negativo tangibile sulle proprie finanze, e quindi trattasi di “beneficenza gratuita” (insomma, nessun onore dove non v’è sacrificio).
Esiste invece un altro tipo di beneficienza, quella dove viene elargito il bene più importante di cui si dispone, che non è il denaro, ci mancherebbe: si tratta del tempo. Di quello, ognuno di noi dispone in maniera finita, non recuperabile e “non rimborsabile”.
Allora, quando si dona il proprio tempo a qualcuno che ne ha bisogno, perché in difficoltà o per qualunque altro motivo umanitario, ecco che allora si dona la cosa più preziosa, che nessun buon investimento in banca potrà più rendere.
Ebbene, questo comportamento, che sembra autolesionista, in realtà nasconde una magia: il tempo regalato rende il tempo rimanente (eh, sì, rimanente, visto che abbiamo una scadenza come gli yogurt) più prezioso, più ricco ed avvincente.
Auguro a coloro che vantano ricche elargizioni che li rendono, in fin dei conti, ancor più ricchi (in denaro) di poter donare il proprio tempo: vedrebbero cambiare sé stessi in modi inaspettati.
Buona Domenica, Giu
DB
Concordo pienamente.
Per fortuna, le persone capaci di regalare il proprio tempo (e premure e solidarietà e cure e disponibilità….) non sono pochissime. Anzi, esiste tutto un mondo -poco visibile e quasi sotterraneo- fatto di piccoli ‘miracoli’ quotidiani.
Fino ad alcuni anni fa ignoravo questo mondo oppore ne sapevo qualcosa per sentito dire. Poi ne ho avuto una cognizione diretta. Spesso c’è un’ispirazione religiosa a sostenere certe iniziative. Altre volte si tratta di iniziative aconfessionali e laiche. In ogni caso, trovo che è un mondo affascinante e carico di significati.
DB
Giu
Umberto Veronesi diventa mio vicino di casa ogni volta in cui vuole godersi un periodo di riposo, magari attorniato dalla famiglia.
Non è un segreto, infatti, che abbia ereditato una grande casa con giardino dalle zie, luogo in cui, tra l’altro, frequentava sin da piccolo.
Conosco le iniziative della fondazione, sempre meritevoli nei fatti.
Nonostante gli enormi passi avanti della ricerca scientifica in tema di salute, ritengo che la miglior “terapia” sia proprio quel momento di pace che sia Umberto che tutti noi possiamo ritagliare nella vita quotidiana.
Serenità, Giu
veraB'
Apprezzo sempre tantissimo ritrovarTi e ritrovarVi in queste occasioni speciali, non ne sono stupita, ma bensì piacevolmente onorata e compiaciuta …
Bellissimi come sempre !
un bacio
veraB’
laura
SPERO RIESCANO A RACCOGLIERE IL PIU POSSIBILE X CONTINUARE A RACCOGLIERE X LA RICERCA
KISS