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twelve hours

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Forse era semplicemente un sogno? Poco più di 12 ore… potrebbe essere, no? Mi sento infatti rilassata e pienamente soddisfatta… Giudicate voi, ho potuto scattare qualche fotoricordo.

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…e allora non svegliatemi!

  • Letizia

    Ssshhh… lo dico sottovoce per lasciarti ancora dentro la tua ‘bolla’…
    Le foto parlano da sole e non servono molti commenti… in effetti mi ero chiesta “Come mai non è ancora andata a vedere The Floating Piers?!” Beh, ecco fatto, quasi in extremis… 😉
    Mi sarebbe piaciuto andarci, ma ahimè non ne ho avuto la possibilità.
    Don’t stop dreaming… 🙂

    2 luglio 2016 at 19:08 Rispondi
  • Morgan

    Non avrei mai pensato che più di un milione di persone sarebbero arrivate per vedere questa straordinaria opera unica al mondo!! E’ stata veramente un’esperienza indimenticabile e come ha detto l’autore irripetibile. Devo dire che siamo stati fortunati…ci sono andato una mattina alle 7…10 minuti di attesa ed eravamo sulle acque!! Poi mentre tornavamo a casa una “marea” (al lago) di gente in attesa, ma penso che alla fine ne valesse la pena.
    Ciao a tutte/i

    2 luglio 2016 at 20:45 Rispondi
  • naty

    Quest’opera ha portato l’idea oltreoceano,in Europa , UNICA e peculiare ,ricorderò il clamore, e i colori ,
    ciò che mi ha colpito è stata la storia ,”camminare sulle acque “Come Cristho chiamarsi Cristho,
    eseguita dall’Artista , con la sua donna Jeann Cloud ed a lei dedicata .
    Non ho potuto visitarla,anche per le sue caratteristiche (climatiche ) e la folla…i treni… i biglietti
    Un bell’evento .Saluto il l Planet,naty

    3 luglio 2016 at 14:33 Rispondi
  • Giu

    Ma lo sai che i sogni nascondono al loro interno un granello di realtà più vera del vero?
    PS: e adesso che non é più Giu ma è Lug come la mettiamo?
    Baci!

    3 luglio 2016 at 23:46 Rispondi
  • Alessandra

    Ma quell’abito degradé?? Stupendo <3

    4 luglio 2016 at 12:24 Rispondi
  • veraB'

    …esatto, non svegliatemi!
    Lo scenario della mia visita a TFP, non era esattamente/meravigliosamente così deserto, ma ha comunque saputo regalarmi immagini suggestive e belle sensazioni…
    Felice che tu sia venuta, tra l’altro poche ore prima di me 😉
    un abbraccio

    4 luglio 2016 at 12:30 Rispondi
  • DB

    I cosiddetti ‘eventi’ hanno questo un grande merito: farci capire che ci accorgiamo delle cose solo attraverso gli artifici. Senza artifici non metteremmo mai piede in un certo posto. Al ritorno dovremmo almeno ammettere questa piccola verità.
    La passerella di Christo è molto suggestiva. Il lago di Iseo è strepitoso. Restano dubbi sul pellegrinaggio.

    Pure a Napoli si prepara un ‘evento’: per tre o quattro giorni Dolce e Gabbana faranno sfilate, feste, ricevimenti e non si sa cos’altro. Alla fine di questa settimana inizia la kermesse che -previdibilmente- scatenerà l’esercito di possessori delle celebri mutande. Molte sono false, ma non importa, basta il pensiero.
    E’ possibile immaginare grandi campagne pubblicitarie e positive ricadute turistiche per la città.
    La città esiste da tremila anni, per molti e molti secoli è stata capitale di un vicereame o di un regno, insomma è carica di bellezze e di glorie, ma alcuni turisti avranno bisogno dell’artificio della mutanda griffata per scoprire che esiste e che vale la pena.
    Non sapevo niente di questa storia, ma sabato mattina sono stato testimone di una vivace discussione tra uno degli ormeggiatori del Borgo Marinari (quello ai piedi di Castel dell’Ovo) e lo staff organizzativo. La questione era di uso degli spazi e addirittura di possibile chiusura del porticciolo. Per chi non ha presente, si tratta di un posto di una bellezza e di un fascino incredibili e non si vorrebbe che fosse invaso e occupato militarmente da nulla.
    Sono volate parole grosse. Conosco bene l’ormeggiatore: è un tipo ‘franco di cerimonie’, ovvero uno che fa pochi complimenti. Di fronte alle pretese degli emissari di Dolce e Gabbana non si è neppure preoccupato di parlare in italiano (cosa che saprebbe fare, più o meno) ma solo in napoletano stretto. Alla fine li ha licenziati con un : “Ma voi venite o non venite per noi è tale e quale”. Lì per lì, a me è scappato un “Bravo !”. Poi mi è venuto il dubbio: ma non sarà solo un modo per acchiappare più soldi ?
    Tra qualche giorno saprò come è andata a finire.

    DB

    4 luglio 2016 at 15:15 Rispondi
    • fili

      fili

      Ma se un’opera fa spostare quella massa di gente (The Floating Pirla?) tanto di cappello, no?
      Per Dolce&Gabbana non ho nessun invito. Verrò un’altra volta… 😉
      f.

      4 luglio 2016 at 21:54 Rispondi
      • DB

        Il successo è grande, l’opera è davvero notevole. Quindi è tutto a posto, nulla da obiettare.
        Confermo qualche piccola riserva sulla massa che si sposta e galleggia, appunto….

        E’ normale che non tu abbia inviti da D.&G., sarebbe strano il contrario, quella è roba tamarra. Mi sembra, no ?

        E’ proprio il caso che tu venga: Napoli ti attende.

        5 luglio 2016 at 00:36 Rispondi
          • DB

            Correggo di corsa il mio giudizio (o meglio, pregiudizio) su Dolce e Gabbana.
            Qualcosa ho visto: ci sono ‘pezzi’ stupendi, come dicevi tu.

            Tanti cari saluti,
            DB

            8 luglio 2016 at 11:18
  • DB

    Napoli sa attendere e guarda lontano. L’importante è che non fai ‘ste cose tue di dodici ore.
    Qui serve tempo e più che il ‘quando’ conta il ‘come’.

    5 luglio 2016 at 09:45 Rispondi

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