Paura. Dolore. Sgomento. Commozione. Raccapriccio. Sdegno. Disgusto. Impotenza. Rabbia.
Quando questi sentimenti convivono dentro di te all’unisono, vuol dire che ormai il tuo livello di tolleranza è sceso ben al di sotto dello zero.
Io non so più davvero cosa dire, sono sotto shock e con gli occhi lucidi da ieri sera, pensando a quello che stanno provando le persone ferite, i familiari delle vittime e, in particolar modo in questo momento, ai poveri genitori della studentessa di Venezia che risulta ancora dispersa.
Ci vogliono tanta forza e coraggio per far crescere i propri figli in un mondo che peggiora sempre di più.
E’ avvenuto ciò che si attendeva e altro ancora avverrà, purtroppo.
Personalmente, temevo che sarebbe avvenuto qualcosa anche in Italia, anzi ne ero quasi certo. Per fortuna finora siamo stati protetti dalla nostra irrilevanza politica e strategica. E’ chiaro, comunque, che questa condizione marginale non ci salverà ancora a lungo.
Ho sentito che ci sarebbero sei kamikaze tra questi mentecatti islamisti. Spero che sia gente venuta da fuori per l’occasione e non nativi francesi o europei. Nel secondo caso potremo dire che la lotta al terrorismo sul suolo europeo è già persa. Al massimo potremo cercare di imparare a convivere con il terrorismo pagando prezzi altissimi alla nostra incapacità di fare altro.
Da un anno a questa parte l’unica risposta culturale e politica all’estremismo religioso è stato il ‘Giubileo della Misericordia’ che ora inizia con tutte le incognite e le preoccupazioni possibili.
Altre risposte non ne ho viste. Gli Stati nazionali continuano nelle loro timide strategie e l’Unione Europea come soggetto politico, diplomatico e militare è letteralmente sparita dai radar (ammesso che sia mai entrata, anche di sfuggita, nel raggio d’azione dei radar).
Invece ho visto soltanto un insopportabile diluvio di retorica. Temo che ci toccheranno migliaia di cortei, fiaccolate, parate di autorità, messaggi alle nazioni, sventolii di matite o di altro, ‘siamo tutti francesi’ e ‘allons enfants de la patrie’. Migliaia di cose così e niente di più.
Io sinceramente, sono totalmente senza parole. Ho solo chiesto scusa a Stella stamattina, scusa per questo mondo marcio con cui è costretta a convivere, scusa per questa ignoranza che regna sulla terra. Scusa per la cattiveria, per la crudeltà per la poca umanità.
Con i suoi occhi grandi, blu, ingenui, mi ha guardata e forse ha capito. Ma probabilmente no, come potrà…
Non ho usato #PrayForParis perché anche se i miei pensieri, il mio cuore, il mio dolore, sono tutti per loro, non credo che la preghiera sia la risposta. Come non credo che La guerra per La pace sia mai stata una soluzione, anzi. Guardate dove ci ha portati.
Non abbiamo proprio capito un bel niente.
il paradosso dell’Occidente, e dell’Europa in particolare, è che si trova ad affrontare una guerra senza averla dichiarata.
E questa è la ragione della sua spaventosa debolezza nei confronti del mostro chiamato ISIS o Daesh che dir si voglia.
L’Europa sta perdendo la guerra perché non ha capito che la guerra è stata dichiarata da un nemico ferocissimo e che questo –per quanto orribile sia- è un dato imprescindibile e condizionante.
In altri termini, l’Europa è rimasta paralizzata dalle sue paure, dalla pochezza culturale e intellettuale dei suoi gruppi dirigenti, dalle chilometriche code di paglia delle compromissioni e degli errori compiuti in Medioriente.
E’ rimasta paralizzata e non ha reagito, neppure dopo i fatti gravissimi di inizio anno. E’ dal 2012 almeno che la guerra appare inevitabile, ma non ci sono stati atti concreti significativi.
Va combattuta ‘boots on the ground’ in Siria, in Iraq, in Libia, in Nigeria- .
Non ci sono altre soluzioni e altri terreni di scontro. La guerra sul suolo europeo, la guerra della prevenzione e dell’intelligence, è già perduta.
P.S.
Hai fatto bene a non usare il giochino lessicale #PrayForParis o altre stupidaggini simili. Se c’è una cosa di cui non c’è bisogno sono questi piccoli rituali ipocriti e insulsi.
Io però se permettete prego lo stesso. Sto pregando per le vittime e le loro famiglie da ieri.
Capisco benissimo quello che intendete voi, la banalizzazione della preghiera con il coso # davanti.
Però io sono davvero, e dico davvero, talmente sconvolta che la preghiera la faccio lo stesso.
Ero in Italia quando sono successi gli attentati di Madrid e ho pianto tutta la giornata. Ormai provo anche disperazione.
Grazie Filippa e Domenico, vi abbraccio.
Cara Laura,
la preghiera come gesto privato e personale è sempre segno di sensibilità e partecipazione emotiva a ciò che accade intorno a noi.
La sola preghiera (religiosa o laica che sia) diventa sospetta quando è, in qualche modo, pubblica e a essa non seguono atti coerenti. Quando si risolve in rituale collettivo, in pura espressione formale e non premessa di comportamenti sostanziali.
Purtroppo, l’Isis (o Daesh) è una realtà clamorosa e spaventosa da almeno tre anni (ricordo che ne abbiamo parlato anche qui da Filippa diverso tempo fa). Da parte dei paesi europei si poteva e si doveva fare molto di più. C’era il tempo e l’occasione.
Mi riferisco in particolare ai paesi dell’Europa mediterranea: Francia, Spagna e Italia poiché sono i più esposti.
Sappiamo bene quali siano le farneticazioni geopolitiche di Isis e la sua necessità di abbinare alle azioni di guerra in Medioriente gesti di valore ideologico e propagandistico in Europa. Sappiamo un sacco di cose, ma non facciamo niente, salvo una montagna di chiacchiere inutili. E questo non si sopporta più.
Ho appena trovato un articolo che secondo me va letto.
‘Famiglia cristiana’ è un settimanale di ispirazione cattolica. E’ molto popolare. Ha sempre espresso, essendo cattolico, posizioni moderate e ‘pacifiste’ in tema di crisi e conflitti internazionali.
Nonostante sia cattolico e pacifista, però, dice le cose da dire con una certa precisione. http://www.famigliacristiana.it/articolo/francia-almeno-smettiamola-con-le-chiacchiere.aspx
Grazie mille caro Domenico. Interessante e preciso. Ci voleva e ci vuole qualcuno che le cose le dica così come stanno.
Un caldo abbraccio.
16 novembre 2015 at 17:58
veraB'
Durante questa triste giornata ho letto ed ascoltato vari servizi, ora leggo voi che sinteticamente riuscite a dire tutto, ma questo “tutto” a me personalmente torna molto difficile da comprendere, da credere ed il dolore è incontenibile, fortissimo…
Forse “non voglio” ne comprendere ne credere”…
Ho molta molta paura!
Mille perché ,scorrono nella mia mente,non ci sono parole per commentare ciò che è
successo,un mondo orribile ,si presenta all’orizzonte , nessuna voce riesce a modificare
la violenza dettata ,da questa organizzazione ,che vuole e riesce, a incutere la paura
con l’orrore a tutti noi.
Con tristezza chiudo questo pensiero ,maturato nel silenzio ,naty
A mio parere il post di Filippa non richiedeva commenti (compreso il mio).
La foto d’apertura era la miglior risposta (simbolica sintesi di un’immagine perfetta)
a quanto avvenuto.
Mai avere paura. Mai.
Mio padre mi ripeteva sempre: “non farti agnello se no il lupo ti mangia”. Dunque, cosa volete diventare?
Vi abbraccio tutti/tutte. Giu
Ho passato la giornata a far parlare i miei figli …ho lasciate che sfogassero i loro pensieri e le loro paure …perché una paura non condivisa e non attutita fomenta odio e reazioni irrazionali …ho sempre cercato di renderli curiosi e accoglienti verso il mondo in tutte le sue sfumature …non voglio che pensino che non valga la pena conoscere una cultura piuttosto che un’altra …il terrore dei loro sguardi a vedere le immagini da Parigi è nulla rispetto a quello dei bambini che scappano dalla Siria strappati lo so …ma per loro è comunque troppo …vorrei proteggerli vorrei che non dovessero “vedere” ….non si può …possiamo solo no farli sentire soli nella paura del mondo che verrà …
Stasera, giusto per affondare il coltello nella piaga, ho scorso la galleria di immagini delle vittime. Ho letto le loro età, quasi tutti tra i 20 e i 30 anni, massimo 40. Ho guardato i loro giovani volti, alcuni molto belli. Artisti, produttori, registi, fotografi, tecnici televisivi. Madri, padri. Mi sono sentita male per quelle vite spezzate dalla fatalità.
Mi aspettavo di trovare un post sul blog di Planetfil. Mi é piaciuto trovarlo senza parole. La realtá di quello che é accaduto é complessa. Ci sono interessi economici e politici, motivazioni di facciata che servono ad aizzare ed esasperare conflitti fra religioni che non esistono, per accaparrare potere e risorse. Prese di posizione, commenti, a che servono? Restiamo umani.
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Letizia
Paura. Dolore. Sgomento. Commozione. Raccapriccio. Sdegno. Disgusto. Impotenza. Rabbia.
Quando questi sentimenti convivono dentro di te all’unisono, vuol dire che ormai il tuo livello di tolleranza è sceso ben al di sotto dello zero.
Io non so più davvero cosa dire, sono sotto shock e con gli occhi lucidi da ieri sera, pensando a quello che stanno provando le persone ferite, i familiari delle vittime e, in particolar modo in questo momento, ai poveri genitori della studentessa di Venezia che risulta ancora dispersa.
Ci vogliono tanta forza e coraggio per far crescere i propri figli in un mondo che peggiora sempre di più.
DB
E’ avvenuto ciò che si attendeva e altro ancora avverrà, purtroppo.
Personalmente, temevo che sarebbe avvenuto qualcosa anche in Italia, anzi ne ero quasi certo. Per fortuna finora siamo stati protetti dalla nostra irrilevanza politica e strategica. E’ chiaro, comunque, che questa condizione marginale non ci salverà ancora a lungo.
Ho sentito che ci sarebbero sei kamikaze tra questi mentecatti islamisti. Spero che sia gente venuta da fuori per l’occasione e non nativi francesi o europei. Nel secondo caso potremo dire che la lotta al terrorismo sul suolo europeo è già persa. Al massimo potremo cercare di imparare a convivere con il terrorismo pagando prezzi altissimi alla nostra incapacità di fare altro.
Da un anno a questa parte l’unica risposta culturale e politica all’estremismo religioso è stato il ‘Giubileo della Misericordia’ che ora inizia con tutte le incognite e le preoccupazioni possibili.
Altre risposte non ne ho viste. Gli Stati nazionali continuano nelle loro timide strategie e l’Unione Europea come soggetto politico, diplomatico e militare è letteralmente sparita dai radar (ammesso che sia mai entrata, anche di sfuggita, nel raggio d’azione dei radar).
Invece ho visto soltanto un insopportabile diluvio di retorica. Temo che ci toccheranno migliaia di cortei, fiaccolate, parate di autorità, messaggi alle nazioni, sventolii di matite o di altro, ‘siamo tutti francesi’ e ‘allons enfants de la patrie’. Migliaia di cose così e niente di più.
Filippa
Io sinceramente, sono totalmente senza parole. Ho solo chiesto scusa a Stella stamattina, scusa per questo mondo marcio con cui è costretta a convivere, scusa per questa ignoranza che regna sulla terra. Scusa per la cattiveria, per la crudeltà per la poca umanità.
Con i suoi occhi grandi, blu, ingenui, mi ha guardata e forse ha capito. Ma probabilmente no, come potrà…
Non ho usato #PrayForParis perché anche se i miei pensieri, il mio cuore, il mio dolore, sono tutti per loro, non credo che la preghiera sia la risposta. Come non credo che La guerra per La pace sia mai stata una soluzione, anzi. Guardate dove ci ha portati.
Non abbiamo proprio capito un bel niente.
vi abbraccio forte.
fili.
DB
Cara Filippa,
il paradosso dell’Occidente, e dell’Europa in particolare, è che si trova ad affrontare una guerra senza averla dichiarata.
E questa è la ragione della sua spaventosa debolezza nei confronti del mostro chiamato ISIS o Daesh che dir si voglia.
L’Europa sta perdendo la guerra perché non ha capito che la guerra è stata dichiarata da un nemico ferocissimo e che questo –per quanto orribile sia- è un dato imprescindibile e condizionante.
In altri termini, l’Europa è rimasta paralizzata dalle sue paure, dalla pochezza culturale e intellettuale dei suoi gruppi dirigenti, dalle chilometriche code di paglia delle compromissioni e degli errori compiuti in Medioriente.
E’ rimasta paralizzata e non ha reagito, neppure dopo i fatti gravissimi di inizio anno. E’ dal 2012 almeno che la guerra appare inevitabile, ma non ci sono stati atti concreti significativi.
Va combattuta ‘boots on the ground’ in Siria, in Iraq, in Libia, in Nigeria- .
Non ci sono altre soluzioni e altri terreni di scontro. La guerra sul suolo europeo, la guerra della prevenzione e dell’intelligence, è già perduta.
P.S.
Hai fatto bene a non usare il giochino lessicale #PrayForParis o altre stupidaggini simili. Se c’è una cosa di cui non c’è bisogno sono questi piccoli rituali ipocriti e insulsi.
Laura C
Io però se permettete prego lo stesso. Sto pregando per le vittime e le loro famiglie da ieri.
Capisco benissimo quello che intendete voi, la banalizzazione della preghiera con il coso # davanti.
Però io sono davvero, e dico davvero, talmente sconvolta che la preghiera la faccio lo stesso.
Ero in Italia quando sono successi gli attentati di Madrid e ho pianto tutta la giornata. Ormai provo anche disperazione.
Grazie Filippa e Domenico, vi abbraccio.
DB
Cara Laura,
la preghiera come gesto privato e personale è sempre segno di sensibilità e partecipazione emotiva a ciò che accade intorno a noi.
La sola preghiera (religiosa o laica che sia) diventa sospetta quando è, in qualche modo, pubblica e a essa non seguono atti coerenti. Quando si risolve in rituale collettivo, in pura espressione formale e non premessa di comportamenti sostanziali.
Purtroppo, l’Isis (o Daesh) è una realtà clamorosa e spaventosa da almeno tre anni (ricordo che ne abbiamo parlato anche qui da Filippa diverso tempo fa). Da parte dei paesi europei si poteva e si doveva fare molto di più. C’era il tempo e l’occasione.
Mi riferisco in particolare ai paesi dell’Europa mediterranea: Francia, Spagna e Italia poiché sono i più esposti.
Sappiamo bene quali siano le farneticazioni geopolitiche di Isis e la sua necessità di abbinare alle azioni di guerra in Medioriente gesti di valore ideologico e propagandistico in Europa. Sappiamo un sacco di cose, ma non facciamo niente, salvo una montagna di chiacchiere inutili. E questo non si sopporta più.
Un saluto cordialissimo,
DB
DB
Ho appena trovato un articolo che secondo me va letto.
‘Famiglia cristiana’ è un settimanale di ispirazione cattolica. E’ molto popolare. Ha sempre espresso, essendo cattolico, posizioni moderate e ‘pacifiste’ in tema di crisi e conflitti internazionali.
Nonostante sia cattolico e pacifista, però, dice le cose da dire con una certa precisione.
http://www.famigliacristiana.it/articolo/francia-almeno-smettiamola-con-le-chiacchiere.aspx
DB
Laura C
Grazie mille caro Domenico. Interessante e preciso. Ci voleva e ci vuole qualcuno che le cose le dica così come stanno.
Un caldo abbraccio.
veraB'
Durante questa triste giornata ho letto ed ascoltato vari servizi, ora leggo voi che sinteticamente riuscite a dire tutto, ma questo “tutto” a me personalmente torna molto difficile da comprendere, da credere ed il dolore è incontenibile, fortissimo…
Forse “non voglio” ne comprendere ne credere”…
Ho molta molta paura!
Un abbraccio forte
veraB’
naty
Mille perché ,scorrono nella mia mente,non ci sono parole per commentare ciò che è
successo,un mondo orribile ,si presenta all’orizzonte , nessuna voce riesce a modificare
la violenza dettata ,da questa organizzazione ,che vuole e riesce, a incutere la paura
con l’orrore a tutti noi.
Con tristezza chiudo questo pensiero ,maturato nel silenzio ,naty
PuroNanoVergine
A mio parere il post di Filippa non richiedeva commenti (compreso il mio).
La foto d’apertura era la miglior risposta (simbolica sintesi di un’immagine perfetta)
a quanto avvenuto.
Ett
Ecco. Daccordo
Giu
Mai avere paura. Mai.
Mio padre mi ripeteva sempre: “non farti agnello se no il lupo ti mangia”. Dunque, cosa volete diventare?
Vi abbraccio tutti/tutte. Giu
Claudia Oliveri
Ho passato la giornata a far parlare i miei figli …ho lasciate che sfogassero i loro pensieri e le loro paure …perché una paura non condivisa e non attutita fomenta odio e reazioni irrazionali …ho sempre cercato di renderli curiosi e accoglienti verso il mondo in tutte le sue sfumature …non voglio che pensino che non valga la pena conoscere una cultura piuttosto che un’altra …il terrore dei loro sguardi a vedere le immagini da Parigi è nulla rispetto a quello dei bambini che scappano dalla Siria strappati lo so …ma per loro è comunque troppo …vorrei proteggerli vorrei che non dovessero “vedere” ….non si può …possiamo solo no farli sentire soli nella paura del mondo che verrà …
Alessandra
Stasera, giusto per affondare il coltello nella piaga, ho scorso la galleria di immagini delle vittime. Ho letto le loro età, quasi tutti tra i 20 e i 30 anni, massimo 40. Ho guardato i loro giovani volti, alcuni molto belli. Artisti, produttori, registi, fotografi, tecnici televisivi. Madri, padri. Mi sono sentita male per quelle vite spezzate dalla fatalità.
Ett
Mi aspettavo di trovare un post sul blog di Planetfil. Mi é piaciuto trovarlo senza parole. La realtá di quello che é accaduto é complessa. Ci sono interessi economici e politici, motivazioni di facciata che servono ad aizzare ed esasperare conflitti fra religioni che non esistono, per accaparrare potere e risorse. Prese di posizione, commenti, a che servono? Restiamo umani.