Concordo sul film: un prodigio di gusto, intelligenza e tecnica.
Dei tre, Dujardin mi sembra il più bello e, soprattutto, il più brillante.
Vedo adesso che è del ’71….Possibile ? Dalle foto sembra più grande d’età….
ehm, il tuo placcaggio rugbistico mi fa pensare che , capolavoro, fosse non tanto il film quanto piuttosto il protagonista 😉
Comunque anche a me IL FILM è piaciuto molto ..una trama aggraziata.
… e hai fatto bene, anzi benissimo, perché per me, fra le cinque che hai pubblicato, è la foto più bella! 🙂
10 February 2014 at 14:03
Tiziana
Ecco a cosa servono le pause pubblicitarie a metà intervista! 😉
E’ proprio uno sporco lavoro quello di intrattenere gli ospiti e qualcuno deve pur farlo, vero? 🙂
Che dire…un “semplice” incontro con tre premi Oscar……
….rimango senza fiato…..
….per intelligenza, simpatia e sinceramente bellezza stratosferica di questi tre personaggi…
P.S. George ha il suo fascino ma Dujardin è il mio preferito!
Fil WOW seratona!!! non c’è molto da dire … comunque cadi, cadi bene! Il mio preferito comunque è sempre George … quel fascino brizzolato e quel sorriso malandrino. Unico neo (se proprio devo dirne una) non mi fa impazzire la voce… ma … stiamo ‘a guarda’r capello’, però!
Effettivamente non servivano parole o commenti, in questo post… parlano già da sole…
L’intervista è stata molto simpatica, anche se di cinema, in fin dei conti, non si è parlato poi tantissimo ed è stato un po’ un peccato, avendo proprio 3 premi Oscar ‘a disposizione’.
Confesso di avere avuto un piccolo tuffo al cuore e provato una certa emozione, quando il Prof. Caroli ha svelato che, tra le opere salvate dai Monuments Men, c’erano la “Madonna col Bambino” di Michelangelo e il “Polittico dell’Agnello Mistico” di Van Eyck, opere che ho potuto ammirare da vicino qualche mese fa… beh, insomma, fa un certo effetto pensare che abbiano quella storia alle spalle!
Comunque, sì, questi incontri li dimenticherai difficilmente… per fortuna, ci sono le foto a mantenere eterni i (bei) ricordi!
Buona settimana!
P.S. Io voto Matt! Ma anche Dujardin ha il suo perché, con quella classica faccia da ‘simpatica canaglia’ francese… 😉
Pausa caffè con interrogativo: ma non sarà che il fascino di Clooney è un pochino appannato perché c’è stanchezza per il martellamento pubblicitario ? E anche per quell’insopportabile inglese che -ho l’impressione- è in uso solo nella pubblicità che ci fanno vedere in Italia ? *
DB
* Mi riferisco a quell’inglese che parlato da donne fa pensare alle gatte e parlato dagli uomini fa pensare ai lavandini.
A me Clooney è simpatico e poi -non so perché- mi dà l’impressione di essere una persona molto perbene. Pertanto, se perde punti a me dispiace.
Quando dico ‘inglese insopportabile’ mi riferisco a quello dello spot del caffé: le ragazze miagolano cose incomprensibili e lui gorgoglia qualcos’altro….
Sono certo che al naturale il suo inglese sia gradevolissimo come tutto il resto…..
Sul doppiaggio -croce e delizia tutta italiana- in generale sono d’accordo con te. Abbiamo avuto in passato dei grandi doppiatori che forse aggiungevano qualcosa alla recitazione e alla definizione del carattere del personaggio, ma adesso non mi pare sia più così.
Credo di aver capito chi è il doppiatore di Clooney. Non faccio nomi, ma se è quello che penso è davvero un disastro. Ed è pure onnipresente.
Filippa sei un mito!!! La foto con Jean è bellissima e molto spontanea e concordo che dei tre per me è il più fascinoso.
E mi sa che sta’ settimana mi prendo “The Artist” e me lo guardo…. non ci sono bambini che tengano
Un abbraccio virtuale a te Filippa
Yve
Il doppiaggio è un’arte, e i doppiatori italiani sono bravissimi. Ma (come ripetuto qui mille volte) il lavoro dell’attore è completo con la propria voce, espressioni, toni, sbavature, accento, movimento, tutto insieme insomma. Il doppiaggio rende tutto molto pulito e toglie spontaneità e verità dalla scena. Sono per i film in lingua originale con i sottotitoli in lingua. E’ una questione di abitudine, tutto qui.
Ho deciso: d’ora in poi scriverò i post in svedese.
hohohohohoh… 🙂
f.
Sul doppiaggio dici cose giustissime, anzi le ribadisci perché ricordo che se n’è già parlato. Aggiungo che per noi in Italia questa pratica si trasforma in ulteriore handicap nell’uso delle lingue straniere. Il sonoro originale con le didascalie -oltre che restituirci l’attore così com’è- ci aiuterebbe a imparare qualche parola o quanto meno ad abituarci a suoni inusuali.
Va bene per i post in svedese. Però, o metti la traduzione a fronte o scrivi cose del tipo: “La penna è sul tavolo”, “Ho mangiato la mela”, “Sono andata da mia zia” etc.etc.
Vedrai che ti seguiamo lo stesso. Per gli italiani, si sa, “Non è mai troppo tardi”.
Eh, bene. Per i testi dei miei post quindi posso tranquillamente continuare come ora, ma in svedese… i contenuti sono più o meno quelli elencati da te. 🙂
E´ nei commenti che si sviluppa il dialogo, il confronto, la discussione… ci piace così.
Continuerò ad essere sintetica.
Di te i posteri potranno dire “Fu donna bellissima e sinteticissima”.
Ci si legge tra un po’. Domani inizio una delle mie tournée. Un saluto caro.
DB
11 February 2014 at 08:49
Robi
Oddio, che belli tutti e tre, e che bella puntata quella di ieri sera!
Il mio preferito rimane George, forever, mentre una mezza delusione m’hanno procurato le risposte banali di Dujardin.
Comunque sia, tanta tanta invidia, cara Fili ;-)!
Cara Roberta,
non ho visto la puntata e il mio giudizio si basa solo su queste foto e sui film visti. Però, non mi stupisco della ‘banalità’ che tu lamenti. Le interviste a personalità straniere qualche volta Fazio le ‘strozza’ un po’.
A parte questo, ad occhi maschili, il fascino superiore di Dujardin risiede nel fatto che -dei magnifici tre- è quello più ‘attore’. In ‘The artist’ è stratosferico -come tutto nel film, cane compreso- ma secondo me è uno che in scena o davanti alla cinepresa ci sa stare davvero affrontando generi e ruoli assai diversi. Dujardin è versatile, brillante, ironico e soprattutto non è legato ad uno stereotipo, ad un carattere rigido come spesso accade agli attori americani. Se ci fai caso, anche i grandissimi (De Niro, Eastwooh, Pacino etc.) vanno avanti da una vita con due, tre o massimo quattro caratteri. A mio parere, la loro grandezza sta proprio nel fatto che non hanno paura di ripetersi e di misurarsi con un genere di cinema e con dei tipi umani che, gira e rigira, sono sempre quelli.
Detta in altri termini, a me fa piacere scoprire ogni tanto un talento cinematografico europeo e come tale non riducibile ad un cliché che ha delle potenti ragioni commerciali, ma non altrettanto potenti ragioni estetiche ed espressive. Per intenderci, è lo stesso compiacimento che provo per i riconoscimenti che stanno ottenendo -anche negli USA- i nostri Servillo e Sorrentino.
Un bel 2 a 0 fuori casa e palla a centro.
Concordo “in toto” con quanto hai scritto, caro Domenico.
Ma forse è proprio perché considero Dujardin un attore spettacolare che ho ritenuto le sue risposte molto scontate e superficiali; le mie aspettative erano troppo alte!
Un caro saluto, robi
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Mode in Italy
Behvaabbehhhh (n2).
Effettivamente non servono molte parole…
laura
PENSO CHE POSSA BASTARE…WHAT ELSE? 🙂
KISS
DB
Per quel poco o nulla che vale il mio giudizio, Dujardin è n’ata cosa….
DB
Filippa
The Artist è uno dei miei film preferiti in assoluto, un capolavoro!!!
f.
DB
Concordo sul film: un prodigio di gusto, intelligenza e tecnica.
Dei tre, Dujardin mi sembra il più bello e, soprattutto, il più brillante.
Vedo adesso che è del ’71….Possibile ? Dalle foto sembra più grande d’età….
DB
Nina
ehm, il tuo placcaggio rugbistico mi fa pensare che , capolavoro, fosse non tanto il film quanto piuttosto il protagonista 😉
Comunque anche a me IL FILM è piaciuto molto ..una trama aggraziata.
Filippa
Il film, il film…
Stavano facendo le foto e mi sono lanciata addosso a Jean… eh capita. Chiedo scusa. Ma non troppo. 😉
Letizia
… e hai fatto bene, anzi benissimo, perché per me, fra le cinque che hai pubblicato, è la foto più bella! 🙂
Tiziana
Ecco a cosa servono le pause pubblicitarie a metà intervista! 😉
E’ proprio uno sporco lavoro quello di intrattenere gli ospiti e qualcuno deve pur farlo, vero? 🙂
Filippa
Hahahah, esatto! 🙂 f
federica
Non vale 😉
Eleonora
Che dire…un “semplice” incontro con tre premi Oscar……
….rimango senza fiato…..
….per intelligenza, simpatia e sinceramente bellezza stratosferica di questi tre personaggi…
P.S. George ha il suo fascino ma Dujardin è il mio preferito!
Bisou
Eleonora
Ale
che invidiaaaa!! 🙂
io avrei fatto come la Litti..gli sarei saltata addosso!! e quando ti ricapita?!?..ahahaha
http://duecuoriinpadella.blogspot.it/
Stefania
Fil WOW seratona!!! non c’è molto da dire … comunque cadi, cadi bene! Il mio preferito comunque è sempre George … quel fascino brizzolato e quel sorriso malandrino. Unico neo (se proprio devo dirne una) non mi fa impazzire la voce… ma … stiamo ‘a guarda’r capello’, però!
Letizia
Effettivamente non servivano parole o commenti, in questo post… parlano già da sole…
L’intervista è stata molto simpatica, anche se di cinema, in fin dei conti, non si è parlato poi tantissimo ed è stato un po’ un peccato, avendo proprio 3 premi Oscar ‘a disposizione’.
Confesso di avere avuto un piccolo tuffo al cuore e provato una certa emozione, quando il Prof. Caroli ha svelato che, tra le opere salvate dai Monuments Men, c’erano la “Madonna col Bambino” di Michelangelo e il “Polittico dell’Agnello Mistico” di Van Eyck, opere che ho potuto ammirare da vicino qualche mese fa… beh, insomma, fa un certo effetto pensare che abbiano quella storia alle spalle!
Comunque, sì, questi incontri li dimenticherai difficilmente… per fortuna, ci sono le foto a mantenere eterni i (bei) ricordi!
Buona settimana!
P.S. Io voto Matt! Ma anche Dujardin ha il suo perché, con quella classica faccia da ‘simpatica canaglia’ francese… 😉
DB
Pausa caffè con interrogativo: ma non sarà che il fascino di Clooney è un pochino appannato perché c’è stanchezza per il martellamento pubblicitario ? E anche per quell’insopportabile inglese che -ho l’impressione- è in uso solo nella pubblicità che ci fanno vedere in Italia ? *
DB
* Mi riferisco a quell’inglese che parlato da donne fa pensare alle gatte e parlato dagli uomini fa pensare ai lavandini.
Filippa
Il suo inglese non è insopportabile e il fascino di Clooney non è appannato. Giù le mani! 🙂
Semmai è insopportabile il doppiaggio dei film. Ci risiamo.
f.
DB
A me Clooney è simpatico e poi -non so perché- mi dà l’impressione di essere una persona molto perbene. Pertanto, se perde punti a me dispiace.
Quando dico ‘inglese insopportabile’ mi riferisco a quello dello spot del caffé: le ragazze miagolano cose incomprensibili e lui gorgoglia qualcos’altro….
Sono certo che al naturale il suo inglese sia gradevolissimo come tutto il resto…..
Sul doppiaggio -croce e delizia tutta italiana- in generale sono d’accordo con te. Abbiamo avuto in passato dei grandi doppiatori che forse aggiungevano qualcosa alla recitazione e alla definizione del carattere del personaggio, ma adesso non mi pare sia più così.
Credo di aver capito chi è il doppiatore di Clooney. Non faccio nomi, ma se è quello che penso è davvero un disastro. Ed è pure onnipresente.
DB
Filippa
La voce di George in italiano: http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Pannofino
DB
E’ lui…..
Dorothy
Che puntatina quella di ieri eh???
Non ho parole… 😉 Beata te!!
http://frufruprincess.com/2014/02/10/tricot-e-bordeaux/
Dorothy
osvalda
che ospiti quelli di ieri sera… profonda invidia 🙂
naty
Cara Fili, nella foto c’è la gioia dell’incontro con Attori ,grandi,
penso che tu avessi le “farfalle nello stomaco”…penso di sì!
Buon pomeriggio.naty
Yve
Filippa sei un mito!!! La foto con Jean è bellissima e molto spontanea e concordo che dei tre per me è il più fascinoso.
E mi sa che sta’ settimana mi prendo “The Artist” e me lo guardo…. non ci sono bambini che tengano
Un abbraccio virtuale a te Filippa
Yve
Alessandra
Oddio che puntata!!
Però a mio avviso direi che la voce di Pannofino, beh… non fa così schifo…
Filippa
Il doppiaggio è un’arte, e i doppiatori italiani sono bravissimi. Ma (come ripetuto qui mille volte) il lavoro dell’attore è completo con la propria voce, espressioni, toni, sbavature, accento, movimento, tutto insieme insomma. Il doppiaggio rende tutto molto pulito e toglie spontaneità e verità dalla scena. Sono per i film in lingua originale con i sottotitoli in lingua. E’ una questione di abitudine, tutto qui.
Ho deciso: d’ora in poi scriverò i post in svedese.
hohohohohoh… 🙂
f.
DB
Sul doppiaggio dici cose giustissime, anzi le ribadisci perché ricordo che se n’è già parlato. Aggiungo che per noi in Italia questa pratica si trasforma in ulteriore handicap nell’uso delle lingue straniere. Il sonoro originale con le didascalie -oltre che restituirci l’attore così com’è- ci aiuterebbe a imparare qualche parola o quanto meno ad abituarci a suoni inusuali.
Va bene per i post in svedese. Però, o metti la traduzione a fronte o scrivi cose del tipo: “La penna è sul tavolo”, “Ho mangiato la mela”, “Sono andata da mia zia” etc.etc.
Vedrai che ti seguiamo lo stesso. Per gli italiani, si sa, “Non è mai troppo tardi”.
Filippa
Eh, bene. Per i testi dei miei post quindi posso tranquillamente continuare come ora, ma in svedese… i contenuti sono più o meno quelli elencati da te. 🙂
E´ nei commenti che si sviluppa il dialogo, il confronto, la discussione… ci piace così.
Continuerò ad essere sintetica.
“Pennan är på bordet”
f.
Letizia
Och katten är på taket… 😉
Filippa
“…och George Clooney är i Milano”
xoxo
Letizia
Men du vet att jag föredrar Matt… hehehe… 😛
xxx
DB
Di te i posteri potranno dire “Fu donna bellissima e sinteticissima”.
Ci si legge tra un po’. Domani inizio una delle mie tournée. Un saluto caro.
DB
Robi
Oddio, che belli tutti e tre, e che bella puntata quella di ieri sera!
Il mio preferito rimane George, forever, mentre una mezza delusione m’hanno procurato le risposte banali di Dujardin.
Comunque sia, tanta tanta invidia, cara Fili ;-)!
DB
Cara Roberta,
non ho visto la puntata e il mio giudizio si basa solo su queste foto e sui film visti. Però, non mi stupisco della ‘banalità’ che tu lamenti. Le interviste a personalità straniere qualche volta Fazio le ‘strozza’ un po’.
A parte questo, ad occhi maschili, il fascino superiore di Dujardin risiede nel fatto che -dei magnifici tre- è quello più ‘attore’. In ‘The artist’ è stratosferico -come tutto nel film, cane compreso- ma secondo me è uno che in scena o davanti alla cinepresa ci sa stare davvero affrontando generi e ruoli assai diversi. Dujardin è versatile, brillante, ironico e soprattutto non è legato ad uno stereotipo, ad un carattere rigido come spesso accade agli attori americani. Se ci fai caso, anche i grandissimi (De Niro, Eastwooh, Pacino etc.) vanno avanti da una vita con due, tre o massimo quattro caratteri. A mio parere, la loro grandezza sta proprio nel fatto che non hanno paura di ripetersi e di misurarsi con un genere di cinema e con dei tipi umani che, gira e rigira, sono sempre quelli.
Detta in altri termini, a me fa piacere scoprire ogni tanto un talento cinematografico europeo e come tale non riducibile ad un cliché che ha delle potenti ragioni commerciali, ma non altrettanto potenti ragioni estetiche ed espressive. Per intenderci, è lo stesso compiacimento che provo per i riconoscimenti che stanno ottenendo -anche negli USA- i nostri Servillo e Sorrentino.
Un bel 2 a 0 fuori casa e palla a centro.
Un caro saluto,
DB
Robi
Concordo “in toto” con quanto hai scritto, caro Domenico.
Ma forse è proprio perché considero Dujardin un attore spettacolare che ho ritenuto le sue risposte molto scontate e superficiali; le mie aspettative erano troppo alte!
Un caro saluto, robi
Claudia Oliveri
Abbiamo gli stessi gusti ! Anch’io sarei cascata su di lui ……