Adoro la Fiat 500 d’epoca, ricordo quando salivo con mia Mamma e per cambiare marcia bisognava fare la doppietta, che grandi grattate faceva !!!
Filippa, tu come sempre sei meravigliosa, ed in questa fotografia sei talmente luminosa e brillante che il sole sei Tu .
Bella la parete alle spalle, non l’hai scelta a caso vero ?
Tuttointintasempre…
un bacio a tutti
notte…
bellissimo l’accostamento arancio-fucsia (il mio preferito) e bellissima tu baciata dal sole ❤
quella cinquecento mi fa ricordare #solocosebelle 😉 ed era anche dello stesso colore..
vado a nanna che domani sarà una giornata durissima per me 🙁
good night
kiss
“….Chiedo congedo a voi
senza potervi nascondere,
lieve, una costernazione.
Era così bello parlare
insieme, seduti di fronte:
così bello confondere
i volti (fumare,
scambiandoci le sigarette),
e tutto quel raccontare
di noi (quell’inventare
facile, nel dire agli altri),
fino a poter confessare
quanto, anche messi alle strette,
mai avremmo osato un istante
(per sbaglio) confidare…..”
Non so perché stamattina mi sono svegliato con un Caproni in testa (Giorgio Caproni, Congedo del viaggiatore cerimonioso”). Mi sono chiesto: forse è il centenario che me lo fa ricordare o cosa ?
Poi ho visto la 500 di Filippa ed ho capito la ragione.
Come scendeva fina
e giovane le scale Annina!
Mordendosi la catenina
d’oro, usciva via
lasciando nel buio una scia
di cipria, che non finiva.
L’ora era di mattina
presto, ancora albina.
Ma come s’illuminava
la strada dove lei passava!
Tutto Cors’Amedeo,
sentendola, si destava.
Ne conosceva il neo
sul labbro, e sottile
la nuca e l’andatura
ilare – la cintura
stretta, che acre e gentile
(Annina si voltava)
all’opera stimolava.
Andava in alba e in trina
pari a un’operaia regina.
Andava col volto franco
(ma cauto, e vergine, il fianco)
e tutta di lei risuonava
al suo tacchettio la contrada.
Giorgio Caproni, Uscita mattutina (in “Versi livornesi” 1959).
La giornata è iniziata con Caproni e si va concludendo con Caproni. Ma mi chiedo: a chi pensava veramente quando descriveva Annina ?
E’ una poesia…primaverile anche se, per i miei gusti, ci sono un pò troppe rime baciate..
A proposito di baci…Filippa baciata dal sole..wow..sei forse un’installazione vivente (e parlante) della Milano design week ? 😉
Bello l’accostamento dei colori, splendida la 500.
Complimenti a DB per la poesia; sono andata a leggerla tutta e mi è piaciuta veramente tanto.
Buona serata a tutte/i
Ivana
Cara Ivana,
hai visto che meraviglia di Poeta ? E anche grande critico letterario e traduttore.
Da poco è caduto il centenario della nascita. Così lo abbiamo onorato un pochino anche noi.
Tante buone cose,
DB
Gentilissima Naty,
conosco poco l’opera di Raffaele La Capria anche se ne conosco il valore e l’importanza. Molto giovane lessi il suo romanzo più noto “Ferito a morte” ma poi accadde qualcosa (*) che mi impedì di conoscerne più a fondo l’opera. Confesso che non mi risulta che abbia mai scritto poesie, ma può essere una mia lacuna.
Un caro saluto,
DB
(*) Quando avevo poco più di vent’anni mi innamorai di Ilaria Occhini, una bella e brava attrice di prosa . Quando veniva a Napoli andavo sempre a vederla. Una volta venne con uno spettacolo bellissimo “Le allegre comari di Windsor”. Il protagonista era Tino Buazzelli e la Occhini era Madama Ford. Ero amico di un ragazzo che lavorava come inserviente al Teatro Politeama, risparmiai i soldi per un mese e comprai -oltre che la poltrona in prima fila- anche un bellissimo fascio di rose rosse. Complice il mio amico, riuscii a entrare nel corridoio dei camerini, mandai l’amico avanti con i fiori e poi, ottenuto il permesso, entrai. Trovai la forza di fare un baciamano, dire poche parole di circostanza, raccogliere i sorrisi meravigliosi e le parole molto gentili della splendida Ilaria.
Benchè sapessi che il mio era un amore “matto e disperatissimo”, cominciai a studiare le nuove mosse della mia folle strategia. Confidai il segreto della mia passione ad un amico carissimo, per me un secondo padre , scrittore di grande fama. Quando pronunciai il nome della famosa attrice il mio amico fece un salto sulla sedia e urlò “Ma chella è ‘a mugliera e’ Dudù !!!”. Dudù era il nomignolo di Raffaele La Capria.
Povero Domenico, mi dispiace per quella tua cocente delusione, ma al tempo stesso ti faccio i complimenti per l’ottimo gusto, Ilaria Occhini era una splendida donna e ancora oggi è una bellissima e raffinatissima signora. Da piccola vidi il suo “Jane Eyre” televisivo e mi piacque così tanto che me lo ricordo ancora. Sicuramente è una delle più grandi attrici della scena teatrale italiana.
Buona giornata!
Lety
Beh, insomma delusione….era un capriccio adolescenziale.
Ho raccontato l’episodio per varie ragioni:
1) Dovevo una giustificazione a Naty per la mia ignoranza (ma credo, però, che La Capria poesie ne abbia scritte pochissime e sono poco conosciute).
2) Dopo trent’anni e più si aprono anche gli archivi della CIA.
3) E’ la dimostrazione che il gossip di massa è un’invezione dei nostri tempi. A quell’epoca era sufficiente che i personaggi pubblici (la Occhini era molto popolare anche grazie alla TV) fossero discreti perché si ignorasse tutto della loro vita privata.
Va detto -per completezza di informazione- che a distanza di alcuni anni ho avuto due occasioni per passare una serata con la Occhini e il di Lei consorte. A casa del comune amico di cui sopra
.
Tra me e me sorrisi molto della pazzia che m’aveva preso. Conversammo a lungo e apprezzai -oltre che la bellezza sempre luminosa- i modi raffinati, il garbo, la dolcezza. L’impressione che ne hai tu è assolutamente giusta.
Beh, sì, ovviamente intendevo cocente per quei tempi, si sa che le infatuazioni adolescenziali, quando si vivono, sono amplificate a mille… grazie per averci aperto lo scrigno dei tuoi ricordi d’antan…
E comunque, concordo assolutamente sul punto 3!
Ciaooo!
19 April 2012 at 13:09
ivana
Caro Domenico,
è sempre un piacere leggerti anche perchè, grazie a te, scopro personaggi a me sconosciuti (vedi Giorgio Caproni di questa sera).
Grazie infinite.
Buona serata
Ivana
Addirittura, cara Ivana? Sei molto gentile. Se ti fa piacere, dovrebbe esistere una raccolta completa delle poesie di Caproni edita da Garzanti nel 1990, più o meno. Questo libro dovrebbe essere disponibile….voglio sperare….
Però, non hai risposto alla domanda: a chi pensava veramente Caproni quando ha scritto ‘Uscita mattutina’?
Stammi bene !
Gentilissimo Domenico,anch’io non conosco molto…di Dudu.(Raffaele La Capria)credevo che lei conoscesse delle poesie,molte , volte ,sento radio 3 e parlano di lui ,delle sue opere,e inoltre di Ilaria Occhini ricordo gli sceneggati televisivi ,che seguivo, senza perdermi una puntata…era proprio bella e brava,interpretò, Delitto e Castigo,Graziella,Jane Eyre(come ha ricordato Letizia),di Raffaele La Capria ho copiato questa sua frase:Arlecchino,Pinocchio,Pulcinella,sono l’Italia del popolo che si rappresenta,si denigra,si riscatta con la felicità che trasmette questo trio;un Italia del passato ma che si puo’ riconoscere.
Cosa ne pensa,un saluto e grazie per la sua vivacità mentale,complimenti,Naty
Cara Naty,
intanto, grazie per la ‘vivacità mentale’. Devo dire, però, che ho avuto stagioni migliori….
Raffaele La Capria è stato e rimane una figura significativa della scena culturale italiana del secondo dopoguerra. Ha prodotto poco come narratore e credo che ‘il libro’ resti ‘Ferito a morte’. Poesie, confermo, non me ne risultano. Però, La Capria si è proposto molto come giornalista culturale (ancora oggi sul ‘Corriere della Sera’ c’è un suo elzeviro), critico letterario, uomo di cinema e saggista.
Per ciò che riguarda Ilaria Occhini, cosa dire….ieri Lei ha risvegliato un ricordo lontanissimo ma sensuale e tenero.
Per tentare un commento alla frase sulle tre maschere (anzi dovremmo parlare dei tre ‘caratteri’ nazionali) dovrei sapere se La Capria l’ha pronunciata di recente, intendo in questi ultimi mesi o anni. La mia idea è che non sia una frase recente.
Intendo dire che Arlecchino e Pulcinella -l’uno l’alter ego dell’altro- sono il prototipo del servo rozzo, opportunista, mentitore, querulo, affamato, furbo eppure con un fondo di umanità, estro e saggezza di cui è privo il ‘padrone’. Umanità, estro e saggezza che, ad un certo punto, li redime. Pinocchio ha invece più netti i profili di una possibile antropologia nazionale. I suoi difetti e i suoi errori possono essere visti come una metafora dei nostri, così come la storia ce li fa riconoscere. Anche Pinocchio, però, alla fine -in un empito di buoni sentimenti- fa ammenda dei suoi errori. Da marionetta degenere si trasforma in bravo ragazzo. Anche lui, come Arlecchino e Pulcinella, diventa uno di noi. E noi, volentieri, ci specchiamo e ci riconosciamo nei tre.
Siamo certi che questo processo di identificazione, pentimento e assoluzione può avvenire ancora ai nostri giorni?
La responsabilità collettiva che ci ha condotti al disastro attuale non è troppo grande perché i tre caratteri -gaglioffi ma simpatici- possano ancora apparire una nostra proiezione bonaria?
Io credo che La Capria -oggi 19 aprile 2012- formulerebbe diversamente la sua frase.
Grazie dei riguardi che mi riserva. Cordialmente,
DB
Mi ha allargato gli orizzonti questo suo bellissimo commento,grazie cercherò di scoprire la data di quella frase,felicemente inizio la giornata, altrettanto auguro a Lei e a tutto il planet,Naty
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lapaz
nice colors!
night!
Letizia
Bella foto! 😉
E vista la tua espressione sorniona, quasi quasi vado a nanna, sono stracotta…
Baci e a domani! Anzi, ops, è già domani… 😉
veraB'
Adoro la Fiat 500 d’epoca, ricordo quando salivo con mia Mamma e per cambiare marcia bisognava fare la doppietta, che grandi grattate faceva !!!
Filippa, tu come sempre sei meravigliosa, ed in questa fotografia sei talmente luminosa e brillante che il sole sei Tu .
Bella la parete alle spalle, non l’hai scelta a caso vero ?
Tuttointintasempre…
un bacio a tutti
notte…
manupia
voglia di colore….in tutti i sensi!! 😉
notte manupia
laura
bellissimo l’accostamento arancio-fucsia (il mio preferito) e bellissima tu baciata dal sole ❤
quella cinquecento mi fa ricordare #solocosebelle 😉 ed era anche dello stesso colore..
vado a nanna che domani sarà una giornata durissima per me 🙁
good night
kiss
Letizia
Anche a me… la mia mamma ne aveva una identica a quella della foto! 🙂
DB
“….Chiedo congedo a voi
senza potervi nascondere,
lieve, una costernazione.
Era così bello parlare
insieme, seduti di fronte:
così bello confondere
i volti (fumare,
scambiandoci le sigarette),
e tutto quel raccontare
di noi (quell’inventare
facile, nel dire agli altri),
fino a poter confessare
quanto, anche messi alle strette,
mai avremmo osato un istante
(per sbaglio) confidare…..”
Non so perché stamattina mi sono svegliato con un Caproni in testa (Giorgio Caproni, Congedo del viaggiatore cerimonioso”). Mi sono chiesto: forse è il centenario che me lo fa ricordare o cosa ?
Poi ho visto la 500 di Filippa ed ho capito la ragione.
DB
Filippa
Io mi sono chiesta “perchè posto una foto con la 500?” Ora ho capito la ragione. Grazie! fili.
DB
Come scendeva fina
e giovane le scale Annina!
Mordendosi la catenina
d’oro, usciva via
lasciando nel buio una scia
di cipria, che non finiva.
L’ora era di mattina
presto, ancora albina.
Ma come s’illuminava
la strada dove lei passava!
Tutto Cors’Amedeo,
sentendola, si destava.
Ne conosceva il neo
sul labbro, e sottile
la nuca e l’andatura
ilare – la cintura
stretta, che acre e gentile
(Annina si voltava)
all’opera stimolava.
Andava in alba e in trina
pari a un’operaia regina.
Andava col volto franco
(ma cauto, e vergine, il fianco)
e tutta di lei risuonava
al suo tacchettio la contrada.
Giorgio Caproni, Uscita mattutina (in “Versi livornesi” 1959).
La giornata è iniziata con Caproni e si va concludendo con Caproni. Ma mi chiedo: a chi pensava veramente quando descriveva Annina ?
Nina
E’ una poesia…primaverile anche se, per i miei gusti, ci sono un pò troppe rime baciate..
A proposito di baci…Filippa baciata dal sole..wow..sei forse un’installazione vivente (e parlante) della Milano design week ? 😉
maria grazia
Ciao a tutti. 🙂
MG
Natalia
Bello questo accostamento dei due colori forti, il cappotto nero completa il look. Ciao a tutti 🙂
naty
Grazie fili i raggi che hai carpito da questo sole d’aprile…sono giunti …qui davanti a me,ciao
e grazie!!!un saluto a tutte/i Naty
ivana
Bello l’accostamento dei colori, splendida la 500.
Complimenti a DB per la poesia; sono andata a leggerla tutta e mi è piaciuta veramente tanto.
Buona serata a tutte/i
Ivana
DB
Cara Ivana,
hai visto che meraviglia di Poeta ? E anche grande critico letterario e traduttore.
Da poco è caduto il centenario della nascita. Così lo abbiamo onorato un pochino anche noi.
Tante buone cose,
DB
naty
Gentile Domenico,per domani ci potrebbe parlare attraverso la poesia di…Raffaele La Capria,cosa ne pensa???,buona serata a tutte/i in poesia,naty
DB
Gentilissima Naty,
conosco poco l’opera di Raffaele La Capria anche se ne conosco il valore e l’importanza. Molto giovane lessi il suo romanzo più noto “Ferito a morte” ma poi accadde qualcosa (*) che mi impedì di conoscerne più a fondo l’opera. Confesso che non mi risulta che abbia mai scritto poesie, ma può essere una mia lacuna.
Un caro saluto,
DB
(*) Quando avevo poco più di vent’anni mi innamorai di Ilaria Occhini, una bella e brava attrice di prosa . Quando veniva a Napoli andavo sempre a vederla. Una volta venne con uno spettacolo bellissimo “Le allegre comari di Windsor”. Il protagonista era Tino Buazzelli e la Occhini era Madama Ford. Ero amico di un ragazzo che lavorava come inserviente al Teatro Politeama, risparmiai i soldi per un mese e comprai -oltre che la poltrona in prima fila- anche un bellissimo fascio di rose rosse. Complice il mio amico, riuscii a entrare nel corridoio dei camerini, mandai l’amico avanti con i fiori e poi, ottenuto il permesso, entrai. Trovai la forza di fare un baciamano, dire poche parole di circostanza, raccogliere i sorrisi meravigliosi e le parole molto gentili della splendida Ilaria.
Benchè sapessi che il mio era un amore “matto e disperatissimo”, cominciai a studiare le nuove mosse della mia folle strategia. Confidai il segreto della mia passione ad un amico carissimo, per me un secondo padre , scrittore di grande fama. Quando pronunciai il nome della famosa attrice il mio amico fece un salto sulla sedia e urlò “Ma chella è ‘a mugliera e’ Dudù !!!”. Dudù era il nomignolo di Raffaele La Capria.
Filippa
Grazie per avercelo raccontato DB, sempre più generoso! baci! fili.
Letizia
Povero Domenico, mi dispiace per quella tua cocente delusione, ma al tempo stesso ti faccio i complimenti per l’ottimo gusto, Ilaria Occhini era una splendida donna e ancora oggi è una bellissima e raffinatissima signora. Da piccola vidi il suo “Jane Eyre” televisivo e mi piacque così tanto che me lo ricordo ancora. Sicuramente è una delle più grandi attrici della scena teatrale italiana.
Buona giornata!
Lety
DB
Beh, insomma delusione….era un capriccio adolescenziale.
Ho raccontato l’episodio per varie ragioni:
1) Dovevo una giustificazione a Naty per la mia ignoranza (ma credo, però, che La Capria poesie ne abbia scritte pochissime e sono poco conosciute).
2) Dopo trent’anni e più si aprono anche gli archivi della CIA.
3) E’ la dimostrazione che il gossip di massa è un’invezione dei nostri tempi. A quell’epoca era sufficiente che i personaggi pubblici (la Occhini era molto popolare anche grazie alla TV) fossero discreti perché si ignorasse tutto della loro vita privata.
Va detto -per completezza di informazione- che a distanza di alcuni anni ho avuto due occasioni per passare una serata con la Occhini e il di Lei consorte. A casa del comune amico di cui sopra
.
Tra me e me sorrisi molto della pazzia che m’aveva preso. Conversammo a lungo e apprezzai -oltre che la bellezza sempre luminosa- i modi raffinati, il garbo, la dolcezza. L’impressione che ne hai tu è assolutamente giusta.
Buon proseguimento di giornata !
DB
Letizia
Beh, sì, ovviamente intendevo cocente per quei tempi, si sa che le infatuazioni adolescenziali, quando si vivono, sono amplificate a mille… grazie per averci aperto lo scrigno dei tuoi ricordi d’antan…
E comunque, concordo assolutamente sul punto 3!
Ciaooo!
ivana
Caro Domenico,
è sempre un piacere leggerti anche perchè, grazie a te, scopro personaggi a me sconosciuti (vedi Giorgio Caproni di questa sera).
Grazie infinite.
Buona serata
Ivana
DB
Addirittura, cara Ivana? Sei molto gentile. Se ti fa piacere, dovrebbe esistere una raccolta completa delle poesie di Caproni edita da Garzanti nel 1990, più o meno. Questo libro dovrebbe essere disponibile….voglio sperare….
Però, non hai risposto alla domanda: a chi pensava veramente Caproni quando ha scritto ‘Uscita mattutina’?
Stammi bene !
DB
naty
Gentilissimo Domenico,anch’io non conosco molto…di Dudu.(Raffaele La Capria)credevo che lei conoscesse delle poesie,molte , volte ,sento radio 3 e parlano di lui ,delle sue opere,e inoltre di Ilaria Occhini ricordo gli sceneggati televisivi ,che seguivo, senza perdermi una puntata…era proprio bella e brava,interpretò, Delitto e Castigo,Graziella,Jane Eyre(come ha ricordato Letizia),di Raffaele La Capria ho copiato questa sua frase:Arlecchino,Pinocchio,Pulcinella,sono l’Italia del popolo che si rappresenta,si denigra,si riscatta con la felicità che trasmette questo trio;un Italia del passato ma che si puo’ riconoscere.
Cosa ne pensa,un saluto e grazie per la sua vivacità mentale,complimenti,Naty
DB
Cara Naty,
intanto, grazie per la ‘vivacità mentale’. Devo dire, però, che ho avuto stagioni migliori….
Raffaele La Capria è stato e rimane una figura significativa della scena culturale italiana del secondo dopoguerra. Ha prodotto poco come narratore e credo che ‘il libro’ resti ‘Ferito a morte’. Poesie, confermo, non me ne risultano. Però, La Capria si è proposto molto come giornalista culturale (ancora oggi sul ‘Corriere della Sera’ c’è un suo elzeviro), critico letterario, uomo di cinema e saggista.
Per ciò che riguarda Ilaria Occhini, cosa dire….ieri Lei ha risvegliato un ricordo lontanissimo ma sensuale e tenero.
Per tentare un commento alla frase sulle tre maschere (anzi dovremmo parlare dei tre ‘caratteri’ nazionali) dovrei sapere se La Capria l’ha pronunciata di recente, intendo in questi ultimi mesi o anni. La mia idea è che non sia una frase recente.
Intendo dire che Arlecchino e Pulcinella -l’uno l’alter ego dell’altro- sono il prototipo del servo rozzo, opportunista, mentitore, querulo, affamato, furbo eppure con un fondo di umanità, estro e saggezza di cui è privo il ‘padrone’. Umanità, estro e saggezza che, ad un certo punto, li redime. Pinocchio ha invece più netti i profili di una possibile antropologia nazionale. I suoi difetti e i suoi errori possono essere visti come una metafora dei nostri, così come la storia ce li fa riconoscere. Anche Pinocchio, però, alla fine -in un empito di buoni sentimenti- fa ammenda dei suoi errori. Da marionetta degenere si trasforma in bravo ragazzo. Anche lui, come Arlecchino e Pulcinella, diventa uno di noi. E noi, volentieri, ci specchiamo e ci riconosciamo nei tre.
Siamo certi che questo processo di identificazione, pentimento e assoluzione può avvenire ancora ai nostri giorni?
La responsabilità collettiva che ci ha condotti al disastro attuale non è troppo grande perché i tre caratteri -gaglioffi ma simpatici- possano ancora apparire una nostra proiezione bonaria?
Io credo che La Capria -oggi 19 aprile 2012- formulerebbe diversamente la sua frase.
Grazie dei riguardi che mi riserva. Cordialmente,
DB
naty
Mi ha allargato gli orizzonti questo suo bellissimo commento,grazie cercherò di scoprire la data di quella frase,felicemente inizio la giornata, altrettanto auguro a Lei e a tutto il planet,Naty