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my choice

tonight

Stasera, gonna a vita alta e camicia maschile… Un look che ha avuto dei consensi inaspettati, phew! 😉 ‘notte amici! stasera

185443778Gonna@toryburch, camicia@zara, scarpe@moreschi

Tonight I chose to wear this high waisted skirt with a masculine shirt, a look that got appreciated from the most unexpected places! Good to know! nighty! 🙂

stasera

185443778Gonna@toryburch, camicia@zara, scarpe@moreschi

  • Fiorella

    Buongiorno!corro subitoa copiarti la camicia!

    21 October 2013 at 07:05 Reply
  • DB

    Cara Filippa,
    immagino che i consensi tu li abbia avuti da D.A.M. e dal suo colorito entourage. Ad un certo punto, ti ho vista circondata da napoletani e argentini. Ho pensato: ” Ebbillàn….”. E’ un’esclamazione che significa più o meno “eccoli lì” e contiene un presagio, una facile previsione.

    Tutto a posto ?

    DB

    21 October 2013 at 09:46 Reply
  • DB

    Mi ero un po’ preoccupato. Conosco i miei polli: Maradona si è sempre circondato di amici un po’ vivaci e, diciamo così, molto sensibili alle grazie femminili.

    Non so chi incontri nei corridoi, ma mi chiedo chi possa fare -seriamente- delle osservazioni critiche su di te. Sei di una classe straordinaria che -in ogni caso- va oltre ciò che indossi.
    Io credo che apre bocca solo qualcuno che vuole fare lo spiritoso….

    DB

    21 October 2013 at 10:37 Reply
    • DB

      Non potevo partire senza liberarmi di un ricordo che ieri sera DAM ha tirato fuori dal grande cumulo. In fondo, qualche lettrice benevola ce l’ho pure io. Due o forse tre. E questo mi basta e mi avanza.

      Mia madre ha vissuto per oltre quarant’anni in un condominio che ha ospitato numerosi calciatori del Napoli e altri personaggi di quell’ambiente.
      Negli anni di Maradona, al piano di su, c’era un certo Guillermo Blanco, addetto stampa di Diego. Poi ricordo Daniel Bertoni, campione del mondo nel ’78, e forse qualche altro argentino.
      Erano ragazzi simpatici, ma costituivano un clan numeroso e assai casinaro. Festeggiavano ad ogni occasione, bevevano, ballavano e suonavano fino a tardi. E mia madre non ne poteva più. Si lamentava, reclamava, ma –dopo un periodo di relativa quiete- l’ammuina ricominciava.
      Qualche volta arrivava anche lui, il celebre Diego Armando Maradona, in visita agli amici.
      Mia madre si era molto stupita nel vederlo: non si spiegava che un ragazzo fisicamente così comune potesse essere un fenomeno planetario. Diceva che somigliava al garzone dell’elettrauto e al ragazzo che portava la spesa a casa. Ed era vero: c’era una prossimità antropologica tra DAM e i napoletani e questa prossimità stava alla base della straordinaria simbiosi, dell’amore reciproco. Mia madre non accettava il mito di Maradona per due ragioni: 1) detestava il calcio e ne rifiutava la popolarità; 2) nel condominio aveva abitato per anni il calciatore olandese Rudy Kroll -uomo splendido, statuario, dal bel portamento- e lei s’era convinta che dovesse esserci -per forza- un rapporto tra l’armonia delle forme fisiche e il valore sportivo.
      Una volta che mi stava ripetendo i lamenti per gli argentini scostumati, per Maradona e per la folle idolatria, le dissi che c’era un solo rimedio al suo disagio: per la prima volta in vita sua doveva mettere piede nel San Paolo e veder giocare Maradona. Solo dopo questa esperienza avrebbe potuto parlare del calcio, del tifo, del Napoli e di DAM.
      Si lasciò convincere. Quella domenica al San Paolo c’era la Fiorentina del giovanissimo Roberto Baggio. Era il settembre del 1989. Presi i biglietti e supplicai mia madre di portare dei panini con la frittata che nel mio immaginario tardo-adolescenziale erano un grande classico da stadio. Solo sul suo abbigliamento fui costretto a cedere. Aveva indossato uno dei suoi chemisier più belli, gli orecchini, la collana, i grandi occhiali da sole, i capelli con la messa in piega e la lacca. Quando le chiesi “Dove credi che dobbiamo andare ?“ lei mi rispose “E come credi che debba uscire di casa ?“. E quindi andammo al San Paolo. All’ingresso un poliziotto ispezionava le borse. Ebbi un’uscita infelice “Qui dentro c’è una bomba”, il poliziotto si irrigidì e lanciò un’occhiataccia, mia madre intervenne subito “Nessuna bomba. E’ solo che ho un figlio scemo”. Il poliziotto aprì la borsa e il profumo dei panini con la frittata ci assolse da ulteriori indagini.
      Affido la cronaca della partita al link in basso. Dico solo che nell’intervallo, sotto di due gol, mia madre mi guardava storto, era inquieta. Maradona era in panchina perché ne aveva combinata una delle sue: non ricordo bene, ma era sparito per un’intera settimana, non si sapeva dove fosse finito, era facile sospettare che si fosse riempito di ‘bubbazza’ (in napoletano, tutte le sostanze con effetto stupefacente, alcol compreso).
      Però, all’inizio del secondo tempo il garzone dell’elettrauto, il ragazzo della spesa entrò e accadde tutto quello che un tifoso di calcio può sperare di vedere.
      Io osservavo il campo, osservavo gli 80 o 90 o 100mila e osservavo mia madre. Non l’avevo vista mai così agitata, scalmanata, sudata. Forse solo una volta, vent’anni prima, quando aveva scoperto l’ennesimo tradimento di mio padre e aveva uno sguardo che saettava desiderio di rivalsa, afflizione e speranza.
      La partita finì in un’apoteosi, in un festoso delirio collettivo. Uscimmo dal San Paolo rapidi, silenziosi, camminando a qualche centimetro da terra. Come tutti gli altri 80, 90 o 100mila.
      Una volta a casa tirai il fiato e le chiesi “E adesso, mamma, cosa mi dici ?”. Non mi diede una risposta ma chiese “E domenica con chi giochiamo ?”.

      http://www.youtube.com/watch?v=7FBhver_OoU

      DB

      21 October 2013 at 22:40 Reply
      • PuroNanoVergine

        Fantastico ricordo, DB.
        A leggerlo sembrava quasi di essere lì al San Paolo, con te, tua mamma, Maradona e soprattutto i panini con la frittata 🙂

        Complimenti!

        21 October 2013 at 23:22 Reply
        • DB

          Quei panini me li ‘intossicai’, non ‘me ne vidi bene’, come si dice da queste parti.
          La frittata era quella semplice con un po’ di basilico soltanto. I panini piccoli, bianchi, qui sono detti all’olio, ma l’olio non si sa dove sia. Masticavo, sospiravo e guardavo mia madre che guardava me con l’aria di chi dice “Ma proprio la partita che perdiamo mi dovevi portare a vedere ?”.

          Grazie !

          DB

          22 October 2013 at 07:25 Reply
          • Tiziana

            Bellissimo racconto di un caro ricordo da tenersi stretto-stretto 🙂

            Parti soddisfatto: mi aggiungo ai ben più saggi PNV e Filippa, quindi almeno tre benevoli lettori sono acclarati, ma sono sicura che ben presto se ne aggiungeranno altri. 😉

            22 October 2013 at 12:23
  • PuroNanoVergine

    Mi associo a DB,
    è francamente difficile immaginare qualcuno che possa criticare la tua eleganza
    e la tua bellezza (forse lo può fare chi ne è privo/a o che è mosso/a dall’invidia).

    Più che Maradona ieri sera ho temuto la tua uscita finale con Bollani
    (non so perché, ma me lo raffiguro come un “provolone” :-))

    Buona settimana al Planet

    21 October 2013 at 10:47 Reply
      • naty

        Ma così bella!,cosi fascinosa…mancava solo Humphrey Bogart
        Buno lunedì!!!naty

        21 October 2013 at 15:00 Reply
  • Dorothy

    Sei sempre impeccabile e molto elegante ed hai un sorriso contagioso!
    http://frufruprincess.com/2013/10/21/new-trend-blue-and-black/

    21 October 2013 at 13:56 Reply
  • manupia

    ha perfettamente ragione @DB, nel tuo caso ciò che indossi è superfluo, anche se sempre perfetta e bellissima come in questo caso ….

    ciao manupia

    21 October 2013 at 16:33 Reply
  • Letizia

    Ho finito da poco di vedere la puntata… e adesso leggo e rileggo le tue parole… “Un look che ha avuto dei consensi inaspettati”… che dire?! Bisogna essere proprio cecati (o come ha detto Moreno invidiosi al cubo) per avere anche il minimo dubbio, e che c…avolo!!!
    Autostima a parte, tu sei troppo tosta per ‘cadere nella loro trappola’, continua così… le prossime volte vai dritta per la tua strada e non ti curar di loro! 🙂
    Ancora una volta i tuoi occhi, truccati così, hanno bucato le schermo, e non solo gli occhi! Che spettacolo!

    21 October 2013 at 17:45 Reply
      • Letizia

        No, tranquilla, non sei stata fraintesa e sappiamo bene cosa intendevi dire.
        La cosa ha un che di buffo, diciamo così, perché immagino che le persone che incontri di solito nel tragitto per entrare in studio siano più o meno sempre le stesse, e ormai dovrebbero sapere come sei fatta e che fai le tue scelte in totale autonomia.
        Facile definire un look ‘discutibile’, quando quest’ultimo si distingue dagli altri (vedi dalla massa) e da certi diktat imposti dallo showbiz.
        Sai bene che noi ti amiamo (anche) per questo; nel caso di ieri sera è sufficiente una semplice camicia accollata quanto basta e una gonna longuette per rendere una donna elegante, di classe e bella quanto mai… tutto il resto è noia, ed è palese a cosa io mi riferisca! 🙂
        Grande Fili! Non ti fermareeeeeeeeeee! 😉
        xoxo

        21 October 2013 at 18:13 Reply
  • Giu

    Ma, ma, ma, quando arrivi, l’accoglienza è così?
    http://www.youtube.com/watch?v=Umt1dKE-bJQ
    In questo caso dimmelo che provvedo…
    Giu

    21 October 2013 at 20:37 Reply
  • laura

    NON C E NESSUNA POLEMICA DA FARE PERCHE SEI OGGETTIVAMENTE UNA SVENTOLA E SE FOSSI ALTA 🙁 ANCHE IO MI METTEREI QUELLA GONNA STUPENDA
    IL PROBLEMA E’ CHE SE LA METTO IO DIVENTA DA TUBINO A GONNA LUGA ALLE CAVIGLIE AHAHAHHAHA
    KISS

    23 October 2013 at 11:41 Reply
  • alba

    ma perche’ sei cosi’ tremendamente BELLA? il segreto qual’e?

    23 October 2013 at 12:36 Reply

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