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made in italy

barbe

I spotted some new trends that I’d like to share with you, my dear boys and girls-that like to steal from their men’s wardrobe! 😉

In the opening shot: a lot of models showed up with long beards this season and, I never thought that I would say this, looked really good! Be aware though… if you’re not that tall, that beard could easily bring along a “gnome from the woods” feel..which isn’t that hot. At all. Here, Etro e Missoni.
 
Wear that blanket as a coat. Orange if you have to choose., even for this spring. Missoni-Etro.
colorLeather pants? Oh yes, Sir.  Gucci-Armani-Trussardi.
Pelle Gucci-Armani-TrussardiTartan works for all ages. (and most brands) Here, Etro.
Tartan
  Tight, slimmer, Gucci&Etro, pants.
pantaloni stretti At Armani, elegance never goes out of fashion.
 
eleganzaVelvet elegant suit? You bet. Scervino and Gucci on the catwalk.vellutoAt  Etro e Marras the Masters of the true Made in Italy are on the catwalk, being celebrated as they ought to be. 
 Made in Italy.
made in italyThe dream garment, those gorgeous cloaks.

mantellaI saw lots of sober elegance, precious materials and care of the details. But most of all a whole lot of pride to sustain the true Made in Italy. Let’s start from here!

foto style@com

  • Letizia

    Effetto ‘gnomo del bosco’? Oddio, muoiooo! 😀

    Manupia ti sarà grata per le prime foto, da accanita fan dei barbuti… 😉

    14 January 2014 at 15:32 Reply
    • laura

      CI SN CAPI CHE MI PIACCIONO MOLTO E ALTRI CHE PROPRIO NN RIESCO A GUARDARE 🙂
      LA BARBA LUGA X ME NI…BARBA SI…LUNGA NI… SN TROPPO FISSATA CON LA PULIZIA E TROPPO LUNGA NN SO XCHE MI DA SENSO DI “SPORCO”…
      CMQ I PRIMI 3 LASSU….CHE SEXY!
      KISS

      14 January 2014 at 17:27 Reply
  • DB

    Ma lascia vestire il tuo consorte come gli pare….Almeno questa soddisfazione, poverino.

    Tra circa un’ora sarò anch’io molto alla moda, finalmente.
    Piove, tira vento, fa freddo, ho la febbre, ma devo per forza uscire di casa. Mi butto una copertona sulle spalle e vado. Come quel ragazzo lì.

    DB

    14 January 2014 at 17:12 Reply
      • naty

        Mi piace la coperta …”del bandolero stanco”…si puo’ fare poichè
        è inverno,quindi è bello lavorare a maglia,con i colori ,se poi sono di Missoni
        il risultato è certamente bellissimo!
        buona serata Planet !!!

        Non mi piacciono le braghette strette strette!

        14 January 2014 at 18:55 Reply
      • DB

        Una geisha alta bionda e con gli occhi blu ? Non pensavo che in natura esistesse una meraviglia così !
        Va bene, ritiro il ‘poverino’. D’ora in avanti il tuo consorte sarà il ‘Fortunato’.

        Ieri sera sono uscito per una convocazione urgentissima del commercialista. In questi casi la febbre aumenta…
        Stamattina però va meglio. Grazie !

        Ma a queste sfilate vengono sempre molti stranieri a comprare ?

        DB

        15 January 2014 at 08:37 Reply
          • DB

            Certo che come fan faccio abbastanza pena, sbaglio il colore degli occhi….
            Lo so, lo so che sono verdi. E’ che ‘bionda – occhi blu’ è un binomio ricorrente ed è venuto fuori in automatico.

            Sono molto contento della vitalità del settore. Certi abiti possono non piacere o essere adatti solo ai ragazzi, ma riconosco che c’è tanto lavoro dietro e tanto saper fare. Se andasse male anche la moda italiana sarebbe una tragedia nazionale. Ci resterebbero solo ‘pizza & mandolini’.
            Interessanti le informazioni sui meccanismi commerciali.
            Grazie !

            DB

            15 January 2014 at 12:17
  • Alessandra

    Mi piace l’uomo con la mantella, mi fa subito pensare che poi potrei rintanarmi lì sotto con lui. Sono troppo romantica mi sa… 😉

    14 January 2014 at 17:49 Reply
  • PuroNanoVergine

    Confermo: la barba si abbina all’altezza (quando me la feci crescere ricordo mamma che mi usava al posto dello Swiffer).

    14 January 2014 at 19:25 Reply
    • Tiziana

      @PNV
      Dici che è per lo stesso tuo motivo che Cucciolo è senza barba? 😉

      15 January 2014 at 13:20 Reply
      • PuroNanoVergine

        Però gli altri 6 la barba l’avevano (o forse no, non ricordo bene il film della Disney)

        15 January 2014 at 22:22 Reply
        • Tiziana

          Sì, gli altri nani hanno la barba. Pensavo che lui fosse talmente astuto da essersi tagliato apposta la barba, per farla in barba agli altri sei e a Biancaneve 😉

          16 January 2014 at 00:02 Reply
  • Laura L

    Aiuto!!!! Ma sono davvero uomini???

    14 January 2014 at 19:40 Reply
  • Marica

    Mi piace l’uomo di Armani e Gucci….

    La barba ????????si ma nn troppo lunga e capelli corti però……
    Buona serata Marica.

    14 January 2014 at 20:50 Reply
  • Mode in Italy

    Armani rimane sempre il migliore!

    14 January 2014 at 21:54 Reply
  • manupia

    @Lety hai detto bene …. come ho aprto il post ho esclamato: wowwwww che barbe ….
    che ci volete fare a me gnomi, barboni, elfi, dandy &C mi gustano assai …. mantelli lane grosse maglioncioni qradri quadroni quadrotti tartane anche!!!

    baci 😉

    14 January 2014 at 22:54 Reply
  • Giu

    A parte il fatto che gli elfi barbuti sono tremendamente sexy (PuroNanoBarbuto, non sai quanto t’invidio) e, per male che vada, li puoi sempre seguire per scoprire dove hanno nascosto la pentola con l’oro, insomma, mi avete convinto di farmi crescere la barba.
    Però, attenzione, la mia è tremendamente dura, irsuta, appuntita, insomma, carta vetrata.
    La prima nuova occupazione che mi è venuta in mente, causa nuovo look, sarebbe quella di appostarmi agli angoli di qualche chiesa chiedendo l’elemosina, ed effettivamente, visto il mio modo di vestire mai firmato, potrebbe essere una scelta molto adeguata.
    Ma un’altra idea mi ha sorpreso: fungere da spazzola per peeling. Sarebbe un’occupazione che avrebbe dei risvolti interessanti, specie se usato per la doccia.
    Inoltre, potrei essere anche un oggetto multimediale, infatti potrei canticchiare durante il trattamento e fare alcune faccine divertenti. Vi farò sapere tra un mesetto.
    Baci barbuti (ahi!)
    Giu

    15 January 2014 at 09:01 Reply
  • Elena

    Scusate la STUPIDERA ma ce lo vedete l’uomo con la coperta che va al lavoro la mattina presto?
    La coperta non ha bottoni e già prende un gran freddo, poi sale sul tram, metro o treno stipato e il vicino di posto usa un lembo di coperta per appoggiare la testa e dormire, l’altro vicino di posto prende un altro lembo di coperta e se lo mette sul sedile sotto i “ciapet” per non sporcarsi i pantaloni. Quando arriva a destinazione si divincola per scendere e mezza coperta rimane chiusa tra le porte e il mezzo se la porta via… comodissima!

    16 January 2014 at 15:14 Reply
  • DB

    Se a scrivere libri fossero solo gli uomini che vanno in giro con la coperta al posto del cappotto, si svegliano tardi e bevono tè verde, non assisteremmo a questa esplosione di talenti letterari.
    L’Istat ci ha di recente informati che -anche attraverso il self publishing e il web- è in aumento il numero di persone che ‘scrive’. L’Istat ci ha anche detto che il numero dei lettori continua ad essere in calo e prevede che -di questo passo- in Italia tra qualche anno il numero di chi scrive supererà il numero di chi legge.
    Se ne ricava che tra i grigi travet in giacca, cravatta e cappotto che affollano i mezzi pubblici al mattino presto si nascondono molti talenti letterari. In altri termini, non occorre essere un fascinoso dandy, un Andrea Sperelli post-moderno, per covare in seno la serpe dell’arte e della scrittura.
    In poche parole: intorno a noi ci sono molti ‘insospettabili’ ed è bene che lo sappiamo.
    Di questo mondo sommerso ho fatto anch’io esperienza di recente e ne do qui testimonianza.
    Viene da me una graziosa signora napoletana che conosco da tempo e mi racconta della sua intenzione di pubblicare una raccolta di poesie. La cosa mi sorprende perché non me la vedevo proprio come poetessa: funzionaria di banca e madre di famiglia, una donna molto a modo dalla vita del tutto normale. Eppure coltivava da anni questa vocazione e l’aveva tenuta nascosta. Io le faccio presente che pubblicare poesie è molto difficile. Un po’ perché dopo Saba, Montale, Quasimodo, Ungaretti, Caproni, Zanzotto e un’altra trentina di soggetti simili occorre che l’opera sia veramente necessaria e nuova, un po’ perché gli editori hanno chiuso quasi tutte le collane. Non è questo il mio campo e non ho grandi competenze, ma mi sono limitato a far presenti delle oggettive difficoltà. Per tutta risposta mi ha detto seccamente in napoletano:” Tutt’ chell’ che vvuo’: i’ me so’ sfasteriata e’ leggere e’ ppoesie e ‘ll’ate ! ” ( “Dì quello che ti pare: io mi sono stufata di leggere le poesie degli altri !).
    Mi sono arreso di fronte a questo esempio, come dire….di assoluta autosufficienza letteraria. Scrivere per leggersi, soddisfare da sé il fabbisogno di lettura, un cerchio perfetto di autoreferenzialità.
    Le ho dato i numeri di telefono di amici che potranno esserle più utili di me. L’ho salutata, ho avuto un improvviso ritorno all’adolescenza e mi è venuta voglia di una coperta, quella di Linus.

    17 January 2014 at 10:26 Reply
      • DB

        Non sono perle di saggezza….scherzavo sugli uomini col cappotto o con la coperta…
        Sono veri i dati dell’Istat sui lettori ed è vera la poetessa che sul serio mi ha risposto in quel modo !

        Tu, personalmente, non hai affatto sbagliato strada. Come personaggio pubblico devi essere per forza ‘crossmediale’ (credo si dica così). Devi necessariamente esprimerti attraverso tutti i media: TV, radio, giornali, social, libri etc.etc.
        Ci sarebbe piuttosto da discutere sulla smania collettiva di rappresentarsi pubblicamente anche in aspetti della vita quotidiana minimi e di nessun significato generale. Forse molti dubitano della loro stessa esistenza e hanno bisogno del conforto di immagini che li ritraggono.
        Qualcuno potrebbe dire: è la modernità, bellezza ! Ma resterebbe sempre da stabilire di quanta e quale modernità abbiamo davvero bisogno.
        Io trovo che il guaio vero di tutto questo agitarsi fra tecnologie e immagini e ‘pubblicazioni’ sia la perdita di tempo a scapito di altre attività. Basterebbe fermarsi dieci minuti, dare un’occhiata in giro e fare mente locale per scoprire che, tutto sommato, si nasce si campa e si muore sempre allo stesso modo.

        DB

        17 January 2014 at 11:09 Reply

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