Molto particolare e interessante uesta artista…se non ricordo male mi sembra di aver visto una sua istallazione al Moma di NY con il marito ed erano nudi fermi tra una porta….per capirla bisogna informarsi bene sul sul concetto espresso altrimenti non è facile….
ricordo questa artista grazie alla mia memoria che mi fa andare a quando ero più piccolina e con la scuola andavamo sempre a vedere bellissime mostre e da lì sono diventata appassionata d’arte!
infatti marina abramovic aveva vinto qui il leone d’oro alla biennale di Venezia appunto! io non me la perdo mai la biennale! è un onore avere tanta arte così vicino!
è un artista molto particolare e senza dubbio originale.
kiss
Molto bella, la testimonianza di Franca Sozzani… è talmente coinvolgente che ti verrebbe subito voglia di provare quest’esperienza, che sicuramente ha il suo perché, ti fa prendere coscienza dei tuoi eventuali limiti e delle tue sensazioni/emozioni. Il pubblico ha sempre avuto una parte fondamentale nei suoi lavori. Ricordo la performance precedente a questa, si chiamava “The artist is present”; durata 3 mesi e svoltasi (se non erro) al MoMA di New York, Marina rimaneva seduta immobile ed in silenzio per molte ore al giorno e tutti i visitatori del museo si sedevano uno alla volta davanti a lei fissandola negli occhi.
Per chi fosse interessato/a o incuriosito/a, esiste il film-documentario della performance.
Concordo con Manu, certamente è sempre stata un’artista anticonformista e di rottura, e per questo bisognerebbe conoscerla a fondo per capire meglio la sua arte e i messaggi che vuole trasmettere. E comunque, condivido assolutamente il concetto di tempo che ha espresso Marina, lo dico sempre anch’io, che di tempo a disposizione per noi stessi ne rimane sempre meno, e quel poco che rimane ha un valore inestimabile!
Buon pomeriggio!
Lety
Chiedo scusa ma faccio proprio fatica a comprendere questa artista. Onestamente mi sembra una presa in giro.
Il mio pensiero naturalmente non vuole essere offensivo nei confronti della libertà di espressione.
Buona continuazione.
No, non sei grezza, ci mancherebbe! Del resto, l’Arte ha così tante sfaccettature ed espressioni che ce n’è per tutti i gusti, il mondo è bello perché è vario, no?! 😉
Ma per quanto mi riguarda sono sempre stata, e sempre lo sarò, un’amante dell’Arte e dell’Architettura classica. Ci sono le dovute eccezioni, of course, non disdegno affatto il Moderno, ma le emozioni che mi suscitano i capolavori di una volta… beh, tutt’altra cosa…
Baci e buona serata,
Lety (sì, avevo letto la mail, dopo ti rispondo ;))
Una (vecchia) battuta dice che il mondo è bello perché è avariato (e forse l’arte dell’Abramovic esprime questa cosa con le sue performance).
23 March 2012 at 21:22
Roberta
Moreno, non c’è che dire, riesci sempre a rendere l’idea….!
23 March 2012 at 21:25
ivana
Carissima Roberta,
io la penso esattamente come te e mi fa piacere sapere di non essere l’unica….
Lety: anch’io come te amo l’arte e l’architettura classica e concordo che l’emozione che ti trasmettono sono tutta un’altra cosa….
Un abbraccio
Ivana
Roberta, in realtà non conosco l’Abramovic (ho solo letto qualcosa su di lei e sulle sue performance che mettono a dura prova chi vi partecipa, partendo dall’Abramovic stessa):
il commento non aveva alcuna pretesa critica (non ne sarai capace).
Grazie per l’eccessiva considerazione 🙂
Ciao,
Moreno
Ci hai preso Roberta: sono svedese del sud, profondo Sud, più precisamente di Milano (e non ti dico come ci considerano gli svedesi padani di Stoccolma :-)).
L’arte in quanto forma creativa di espressione puo’ avere diverse sfaccettature: da espressione incondizionata di bellezza, della realta’, di un pensiero. L’arte contemporanea e’ essenzialmente un’arte concettuale, spesso difficile da capire alla sola vista e pertanto puo’ creare questo senso di disorientamento o repulsione. Io l’amo molto, ma chiaramente e’ un fattore soggettivo.. Il bello dell’arte e’ infatti anche il fatto di provare delle emozioni e queste cambiano a seconda delle persone.
Non ho mai avuto modo di vedere le installazioni dell’ Abramovic, ma ricordo anni fa di essere rimasta molto colpita da una installazione di Rebecca Horn Caratterizzata sul concetto di estensioni corporali.
L’arte contemporanea in quanto espressione di un concetto puo’ essere solo compreso nel momento in cui si comprende cio’ che stava dietro. Lo stesso taglio nella tela di Fontana cosa sarebbe senza il suo significato? Solo un taglio in una tela… Ciò non toglie che molte opere siano il frutto dell’applicazione delle tecniche commerciali all’arte, ma per fortuna non tutte le opere sono il risultato di questo.
Buona serata Mafalde….
Scusa Robi… ma se tu sei Mafaldona, Nina è Mafaldina e io Mafalda “ad honorem”, Gaia dovrebbe essere Mafalduccia… o no?! 😉
Comunque, a proposito di quello che ha scritto Gaia e dopo aver parlato di Rebecca Horn, visto che siamo in tema di artiste estreme, citerei anche Vanessa Beecroft… le sue installazioni, sì, che ti farebbero cadere le braccia…
Baci al grido di “Mafalde di tutto il mondo UNITEVI!”! 🙂
Cara Roby,
il mio papà sta meglio, grazie; si stanca facilmente però si sa che bisogna avere pazienza…..
Grazie mille per il pensiero.
Buon sabato
Ivana
Unita con le Mafalde,vi saluto tutte,abbracciandovi e augurando a tutte un felice fine settimana,…le mie braccia si attorcigliano per un doppio abbraccio a Ivana,ciaociao,naty
Cara Naty, anche tu vuoi aderire all’esclusivo club delle Mafalde? Ne saremmo onorate, ma una Mafalda dolce come te sarà prevista? Baci, Robi.
@Ivana: sono felice che ci siano buone notizie!
@Lety: il solito, consueto, grande abbraccio dalla tua Watson!
Sono veramente curiosa, non la conosco, a parte qualche articolo letto sui giornali, grazie mille per le spiegazioni di Gaia, Letizia e Filippa, molto interessante… Buona giornata a tutti! 🙂
Ho letto di Lei martedì nel sito di Vogue Italia e subito l’ho trovata interessante, così come la tua chiara descrizione e l’esperienza di Franca Sozzani…
Mi piacerebbe molto provare …
buona serata a tutti
veraB’
E’ venuta anche a me curiosità di vedere/partecipare a “Abramovic Method” e mi ripropongo di farlo alla prima occasione.
Credo che la Abramovic -come molti artisti contemporanei- si ponga e ci ponga soprattutto un problema di fruizione dell’opera d’arte. Ci chiede di passare da atteggiamento puramente cognitivo -la tela è lì e io la guardo cercando di capire cosa significano quei segni- o addirittura da un atteggiamento ‘voyeuristico’ -l’artista possiede il senso e la bellezza e io posso solo spiarli- a un atteggiamento di partecipazione e immedesimazione con le ragioni estetiche e poetiche. Il passaggio da un atteggiamento all’altro è favorito da un discorso generale sulla precezione (di noi stessi, del corpo, del tempo, dello spazio) che è spesso sottinteso all’arte contemporanea.
Il problema che ci pone la Abramovic può apparire astruso, irrisolvibile, ma non è così. Spesso l’arte contemporanea stabilisce una soglia di accesso piuttosto alta, ma non è mai invalicabile.
A proposito, invece, dell’atteggiamento partecipativo, non mi sembra che sia una pretesa eccessiva dell’artista. Un mio professore di tanti anni fa ci ammoniva “Fate della vostra vita un’opera darte !”.
Non credo che nessuno dei suoi allievi ci sia mai riuscito e neppure ci abbia mai provato. Però, un po’ di anelito estetizzante dovremmo avercelo e la Abramovic ci offre -a modo suo- una possibilità.
La Abramovic è una simpatica signora tutt’altro che avara di spiegazioni sulla sua arte. Ho trovato un’intervista che aiuta parecchio la comprensione: http://www.biografilm.it/2011/video/biografilm2012/
Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.Ok
manupia
Molto particolare e interessante uesta artista…se non ricordo male mi sembra di aver visto una sua istallazione al Moma di NY con il marito ed erano nudi fermi tra una porta….per capirla bisogna informarsi bene sul sul concetto espresso altrimenti non è facile….
interessante averne fatto parte…
ciao manupia
laura
ricordo questa artista grazie alla mia memoria che mi fa andare a quando ero più piccolina e con la scuola andavamo sempre a vedere bellissime mostre e da lì sono diventata appassionata d’arte!
infatti marina abramovic aveva vinto qui il leone d’oro alla biennale di Venezia appunto! io non me la perdo mai la biennale! è un onore avere tanta arte così vicino!
è un artista molto particolare e senza dubbio originale.
kiss
Letizia
Molto bella, la testimonianza di Franca Sozzani… è talmente coinvolgente che ti verrebbe subito voglia di provare quest’esperienza, che sicuramente ha il suo perché, ti fa prendere coscienza dei tuoi eventuali limiti e delle tue sensazioni/emozioni. Il pubblico ha sempre avuto una parte fondamentale nei suoi lavori. Ricordo la performance precedente a questa, si chiamava “The artist is present”; durata 3 mesi e svoltasi (se non erro) al MoMA di New York, Marina rimaneva seduta immobile ed in silenzio per molte ore al giorno e tutti i visitatori del museo si sedevano uno alla volta davanti a lei fissandola negli occhi.
Per chi fosse interessato/a o incuriosito/a, esiste il film-documentario della performance.
Concordo con Manu, certamente è sempre stata un’artista anticonformista e di rottura, e per questo bisognerebbe conoscerla a fondo per capire meglio la sua arte e i messaggi che vuole trasmettere. E comunque, condivido assolutamente il concetto di tempo che ha espresso Marina, lo dico sempre anch’io, che di tempo a disposizione per noi stessi ne rimane sempre meno, e quel poco che rimane ha un valore inestimabile!
Buon pomeriggio!
Lety
Laura L
Chiedo scusa ma faccio proprio fatica a comprendere questa artista. Onestamente mi sembra una presa in giro.
Il mio pensiero naturalmente non vuole essere offensivo nei confronti della libertà di espressione.
Buona continuazione.
Laura
Åsa
Ieri ho visto il doc su Marina “The Artist is Present”. Davvero fantastico e sconvolgente nell stesso tempo. Lo consiglio a tutti.
Roberta
Ammetto i miei limiti, ma non ce la faccio proprio ad inserire queste performances nel “mio” concetto di arte.
Buona serata a tutte/i, Robi.
Letizia
Robi, comunque sia… io la penso come te, sul concetto di Arte!
Baci!
Roberta
Lety, mi sembra che ci sia sempre qualcosa che mi sfugga…boh, forse sono semplicemente una grezza!!! Baci, Robi (ti ho appena scritto)
Letizia
No, non sei grezza, ci mancherebbe! Del resto, l’Arte ha così tante sfaccettature ed espressioni che ce n’è per tutti i gusti, il mondo è bello perché è vario, no?! 😉
Ma per quanto mi riguarda sono sempre stata, e sempre lo sarò, un’amante dell’Arte e dell’Architettura classica. Ci sono le dovute eccezioni, of course, non disdegno affatto il Moderno, ma le emozioni che mi suscitano i capolavori di una volta… beh, tutt’altra cosa…
Baci e buona serata,
Lety (sì, avevo letto la mail, dopo ti rispondo ;))
PuroNanoVergine
Una (vecchia) battuta dice che il mondo è bello perché è avariato (e forse l’arte dell’Abramovic esprime questa cosa con le sue performance).
Roberta
Moreno, non c’è che dire, riesci sempre a rendere l’idea….!
ivana
Carissima Roberta,
io la penso esattamente come te e mi fa piacere sapere di non essere l’unica….
Lety: anch’io come te amo l’arte e l’architettura classica e concordo che l’emozione che ti trasmettono sono tutta un’altra cosa….
Un abbraccio
Ivana
Roberta
Cara Ivana, come sta il tuo papà? spero che vada tutto bene, un caro abbraccio, Robi.
PuroNanoVergine
Roberta, in realtà non conosco l’Abramovic (ho solo letto qualcosa su di lei e sulle sue performance che mettono a dura prova chi vi partecipa, partendo dall’Abramovic stessa):
il commento non aveva alcuna pretesa critica (non ne sarai capace).
Grazie per l’eccessiva considerazione 🙂
Ciao,
Moreno
Roberta
Moreno, io credo che tu abbia il dono della sintesi. Non sarai per caso di origini svedesi come Filippa?
Buona serata, Robi.
PuroNanoVergine
Ci hai preso Roberta: sono svedese del sud, profondo Sud, più precisamente di Milano (e non ti dico come ci considerano gli svedesi padani di Stoccolma :-)).
Gaia
L’arte in quanto forma creativa di espressione puo’ avere diverse sfaccettature: da espressione incondizionata di bellezza, della realta’, di un pensiero. L’arte contemporanea e’ essenzialmente un’arte concettuale, spesso difficile da capire alla sola vista e pertanto puo’ creare questo senso di disorientamento o repulsione. Io l’amo molto, ma chiaramente e’ un fattore soggettivo.. Il bello dell’arte e’ infatti anche il fatto di provare delle emozioni e queste cambiano a seconda delle persone.
Non ho mai avuto modo di vedere le installazioni dell’ Abramovic, ma ricordo anni fa di essere rimasta molto colpita da una installazione di Rebecca Horn Caratterizzata sul concetto di estensioni corporali.
L’arte contemporanea in quanto espressione di un concetto puo’ essere solo compreso nel momento in cui si comprende cio’ che stava dietro. Lo stesso taglio nella tela di Fontana cosa sarebbe senza il suo significato? Solo un taglio in una tela… Ciò non toglie che molte opere siano il frutto dell’applicazione delle tecniche commerciali all’arte, ma per fortuna non tutte le opere sono il risultato di questo.
Buona serata Mafalde….
Roberta
Ciao Mafaldina, grazie per la tua bella spiegazione, sei meglio del Dal Prà!
Buona serata e baci, Robi.
Letizia
Scusa Robi… ma se tu sei Mafaldona, Nina è Mafaldina e io Mafalda “ad honorem”, Gaia dovrebbe essere Mafalduccia… o no?! 😉
Comunque, a proposito di quello che ha scritto Gaia e dopo aver parlato di Rebecca Horn, visto che siamo in tema di artiste estreme, citerei anche Vanessa Beecroft… le sue installazioni, sì, che ti farebbero cadere le braccia…
Baci al grido di “Mafalde di tutto il mondo UNITEVI!”! 🙂
Gaia
Brava Lety, ah ah.. Fa proprio cadere le braccia!!!! sei troppo forte! vada per la Mafalduccia….
ivana
Cara Roby,
il mio papà sta meglio, grazie; si stanca facilmente però si sa che bisogna avere pazienza…..
Grazie mille per il pensiero.
Buon sabato
Ivana
naty
Unita con le Mafalde,vi saluto tutte,abbracciandovi e augurando a tutte un felice fine settimana,…le mie braccia si attorcigliano per un doppio abbraccio a Ivana,ciaociao,naty
Roberta
Cara Naty, anche tu vuoi aderire all’esclusivo club delle Mafalde? Ne saremmo onorate, ma una Mafalda dolce come te sarà prevista? Baci, Robi.
@Ivana: sono felice che ci siano buone notizie!
@Lety: il solito, consueto, grande abbraccio dalla tua Watson!
Letizia
Sorry, Robi, ma Mafalda NON può essere dolce, per definizione! 😛
La tua Sherlock ricambia il solito, consueto, grande abbraccio! 😀
naty
Ma Lety,Mafalda è diventata golosa..pertanto è dolce…come me…che sono golosa..naty
(facciamo che potrebbe esssere così)
Letizia
Sì, facciamo che potrebbe essere così! 😉
Chiedo venia!
Letizia
@Ivana: anche le mie (braccia), naturalmente! 🙂
Love,
Lety
Natalia
Sono veramente curiosa, non la conosco, a parte qualche articolo letto sui giornali, grazie mille per le spiegazioni di Gaia, Letizia e Filippa, molto interessante… Buona giornata a tutti! 🙂
veraB'
Ho letto di Lei martedì nel sito di Vogue Italia e subito l’ho trovata interessante, così come la tua chiara descrizione e l’esperienza di Franca Sozzani…
Mi piacerebbe molto provare …
buona serata a tutti
veraB’
http://www.vogue.it/people-are-talking-about/vogue-arts/2012/03/marina-abramovic-milano
DB
E’ venuta anche a me curiosità di vedere/partecipare a “Abramovic Method” e mi ripropongo di farlo alla prima occasione.
Credo che la Abramovic -come molti artisti contemporanei- si ponga e ci ponga soprattutto un problema di fruizione dell’opera d’arte. Ci chiede di passare da atteggiamento puramente cognitivo -la tela è lì e io la guardo cercando di capire cosa significano quei segni- o addirittura da un atteggiamento ‘voyeuristico’ -l’artista possiede il senso e la bellezza e io posso solo spiarli- a un atteggiamento di partecipazione e immedesimazione con le ragioni estetiche e poetiche. Il passaggio da un atteggiamento all’altro è favorito da un discorso generale sulla precezione (di noi stessi, del corpo, del tempo, dello spazio) che è spesso sottinteso all’arte contemporanea.
Il problema che ci pone la Abramovic può apparire astruso, irrisolvibile, ma non è così. Spesso l’arte contemporanea stabilisce una soglia di accesso piuttosto alta, ma non è mai invalicabile.
A proposito, invece, dell’atteggiamento partecipativo, non mi sembra che sia una pretesa eccessiva dell’artista. Un mio professore di tanti anni fa ci ammoniva “Fate della vostra vita un’opera darte !”.
Non credo che nessuno dei suoi allievi ci sia mai riuscito e neppure ci abbia mai provato. Però, un po’ di anelito estetizzante dovremmo avercelo e la Abramovic ci offre -a modo suo- una possibilità.
La Abramovic è una simpatica signora tutt’altro che avara di spiegazioni sulla sua arte. Ho trovato un’intervista che aiuta parecchio la comprensione:
http://www.biografilm.it/2011/video/biografilm2012/
Buona ora legale a tutti !
DB