I partecipated in the opening of the first Italian Design Outlet in Santhià, an hour drive from Milan, where you’ll have the opportunity to buy discounted furniture and design pieces. A great way to fight the crisis, giving the brands and the public the possibility to sell and buy more at a better prize! The Missoni angle fast became a favorite hangout spot, but I also discovered a new brand, ferro&fuoco jail design, all made by inmates of a nearby prison. Great way to get people busy and creative, while serving time. The metal sign “Evado”=”Escape” speaks for itself. kiss.fili












laura
l’ultima foto è bellissima! sembri una bambola di porcellana posata sul letto 😉
M E R A V I G L I O S A ❤
Poi la scelta di questo look è azzeccatissimo…nero bianco e rosso..
che bello avere i reportage dai posti più interessanti che vorrei anch’io vedere!
ma per merito tuo è sempre come essere lì grazie alle tue foto e descrizioni sempre dettagliate!
grazie ancora di cuore
good night
kiss
Laura L
Quante belle cose vedi! Che invidia, lavori e nello stesso tempo ti diverti, ti arricchisci culturalmente.
Vogliamo parlare di cose più leggere: bella la tua borsa e molto elegante la camicetta!
Auguro a tutti un buon sabato.
Laura
Filippa
E’ vero e lo so bene, sono molto fortunata! L’outlet del design italiano è una grande idea, così possiamo regalarci qualcosa di speciale per la casa, senza spendere una fortuna..!
Ripeto, il jail design mi ha colpito, ho visto l’orgoglio negli occhi dei ragazzi che mi parlavano del progetto. Loro stessi sono stati detenuti e potendo partecipare ad un progetto del genere ha portato un senso alle loro giornate, esprimendosi attraverso la creazione e guadagnando anche qualche soldino per mandare alle famiglie. Una volta usciti dal carcere hanno avuto una strada da percorrere, evitando così di ricadere nelle brutte abitudini di prima. Ottimo metodo di riabilitazione.
fili.
veraB'
Non posso fare meno di unirmi alle precedenti per dire : “che invidia, che fortuna, che meraviglia “, ma anche di condividire con te questo giusto percorso come metodo di riabilitazione !!!
In questo momento sono in compagnia di mia nipote AnnaChiara, che ha appena commentato i tuoi pantaloni “meravigliosi” ed inoltre aggiunge :” Che bella Filippa, che piacere averla conosciuta quel giorno ” .
Tornando all’amore per le biciclette, ho visto con grande gioia che cè il piccolo Velocino della famiglia ABICI, io adoro ABICI ” mi piaccccccciono da morire ”
Buonsoleatutti
veraB’
Roberta
Che peccato, queste belle iniziative si trovano sempre troppo lontano da casa mia!
Comunque, mi consolo con il reportage e le foto di Fili, come sempre molto interessanti.
Buon fine settimana a tutte/i, Robi.
Letizia
Indovina indovinello dove mi è caduto subito l’occhio?! Ma sull’angolo Missoni, of course! Che meraviglia, quell’esplosione di colori! E come si vede che ci stai proprio bene, più a tuo agio di così…! 😉
Bella idea, quella dell’outlet, per chi ama il design per la casa sarà sicuramente come stare nel Paese dei Balocchi! Chissà quante cose mi farebbero gola…
Concordo anch’io con quello che hai detto sul Progetto Evado e sui percorsi di riabilitazione come questi, sicuramente servono a ridare dignità alle persone che vogliono cominciare una nuova vita e che si rendono conto degli errori che hanno fatto. Sappiamo bene tutti quanto sia drammatica la realtà nelle carceri, e quanto i vari progetti creativi che si sviluppano all’interno di esse possano ridare un senso alle giornate di queste persone, proprio come hai detto tu.
Buon sabato a tutte/i e… ci “vediamo” stasera!
Baci!
Lety
Jolanda
Ciao Filippa
Da anni vivo in Umbria e vederti nelle foto di oggi nella mia città di origine, dove ho vissuto 30 anni della mia vita, mi ha fatto fare un balzo al cuore.
Ciao Filippa!
Ti seguo da tempo….non avevo mai scritto….oggi non potevo resistere….
Da anni vivo in Umbria e vederti oggi nella città che ha visto trascorrere i miei primi 30 anni di vita mi ha fatto fare un balzo al cuore.
Non ti invidio perché sei brava, bella e simpatica…ma oggi un po’ di invidia la provo perché sei dove
vorrei essere io….vicino ai miei cari…
Baci
Jolanda
Un bacio
Jolanda
Jolanda
Sig.
Si vede che non avevo mai pubblicato qualche cosa!
Pardon se ho fatto qualche pasticcio…sara’ l’emozione! 🙂
Jolanda
veraB'
Ciao Jolanda…
Ben arrivata e W i pasticci dati dall’emozione !!!
veraB’
Filippa
Tranquilla Jolanda! In Umbria, dove? Ora sono io ad essere gelosa, sognando la campagna… 🙂
un bacio e benvenuta su Planet fil!
fili.
naty
Benvenuta tra noi Jolanda…niente paura (per gli errori) è capitato a me . e a ,tutti puo’ succedere;sul Planetfil..c’è sempre Il Sole anche tu lo sai vero… si chiama FILIPPA…scoprirai che è proprio così,ciao a te e a tutte/i, buona serata,naty
laura
benvenuta tra noi Jolanda 😉
maria grazia
Grazie del reportage, davvero interessante. Prima o poi ci farò un giretto; poi davvero importante che anche a una realtà come quella carceraria venga assegnato uno spazio in cui presentare le sue idee e creazioni. Si, questa volta hai proprio trovato una ragazza più alta di te…:)
Buona serata!!
Maria Grazia
Ilaria
Benvenuta a Jolanda!!!!!
Jolanda
Un grazie a tutte dell’accoglienza! ….. E per quel che concerne l’Umbria, hai ragione Filippa, ci sono certi paesaggi che tolgono il fiato e non hanno nulla da invidiare a certe tele del mio amato Monet.
Buona domenica a tutte.
Jolanda
Ferro & Fuoco Jail Design
Ciao Filippa,
grazie mille di tutto… è stato un piacere parlare con te della nostra esperienza e dei nostri prodotti ed è stato altrettanto bello sentire da parte tua un interesse sincero…
Ci rende immensamente felici sapere che in qualche modo ti siamo rimasti nella testa…
Se e quando puoi continua a seguirci sul nostro sito:
http://www.ferroandfuocojaildesign.it/contatti/
E… alla prossima occasione!
Noi… quelli di Ferro & Fuoco Jail Design!
DB
Cara Filippa,
sono stato attratto dal commento di un visitatore insolito e ho letto solo ora il post che inizialmente mi era sfuggito.
E’ inutile dire che apprezzo molto il cenno che hai fatto a Ferro&Fuoco.
Domani è il 25 aprile, una data che per noi italiani (e tu lo sei…) dovrebbe essere molto sentita e partecipata. Nel 1945 molti italiani speravano che quello fosse il primo giorno di un Paese più libero, più giusto, più solidale. Sessantasette anni dopo possiamo dire che alcune (o molte?) di quelle speranze sono state deluse. Nonostante il sacrificio e le speranze di tanti italiani generosi, questo rimane un Paese dove è molto facile compiere degli errori ma è molto difficile imparare da essi e riprendere il cammino.
Un saluto a tutti e in particolare ai tuoi nuovi Amici.
DB