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Ynot?

bag contest

Dico “vado a casa” quando sto partendo per la Svezia e la stessa cosa, “torniamo a casa” quando arriva il giorno del ritorno. Confusa o innamorata di due posti contemporaneamente?! Ragazzi, il mix è il massimo e chi ha la fortuna di conoscere più culture e farle proprie e davvero fortunato. Penso per esempio a mia figlia che è nata sentendo subito due lingue, ha potuto toccare con mano culture e tradizioni diversi, viaggiare, conoscere, comprendere, aprire la mente…si spera.

Quindi…in Svezia porto volentieri la borsa italiana di YNot? che proprio in questi giorni organizza online un contest dove potrete vincere un viaggio per due persone a New York! WOW! Date sfogo alla vostra creatività! love.f
italy bag italy

  • Mary

    Ciao Filippa!della serie a volte ritornano ho trovato il coraggio di riscriverti…hai ragione, e’ bellissimo confrontarsi con culture diverse, hai la possibilta’ di crearti un bagaglio di esperienze enorme, ti apre la mente e ti fa crescere mettendo in discussione le tue certezze…relative!
    Ps: come al solito l’outfit e’ bellissimo, semplice ma chic.
    Nel tempo libero creo bijoux, mi piacerebbe inviartene uno, come si fa con un’amica…non voglio essere invadente quindi sei anche libera di non rispondere, grazie e buon proseguimento di vacanza!

    3 July 2014 at 19:08 Reply
  • veraB'

    Spesso penso ai ragazzi che come Stella nascono e crescono con questa doppia e parallela etnia, che sia fortuna, bravura, sacrificio o altro, mi piace molto e che ben venga !!!
    Bella la borsa e tu sempre, ma soprattutto, semplicemente fantastica…

    😉
    veraB’

    3 July 2014 at 20:11 Reply
    • DB

      Nessuna persona ragionevole sa dire con certezza assoluta da dove viene e soprattutto dove va.
      Nella testa di ogni persona ragionevole -anche se non lo sa- risuona sempre la voce di Montale:
      “….Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
      sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
      Codesto solo oggi possiamo dirti,
      ciò che non siamo, ciò che non vogliamo. ”

      Quanto al bilinguismo, è una bella cosa, ma comporta qualche rischio se un ragazzo, crescendo, si deve misurare con le asperità della lingua colta e di un’espressione sofisticata. Se invece il ragazzo non si imbatte -ad esempio, per motivi di studio- in testi ‘difficili’ e gli serve piuttosto parlare due lingue ad un livello medio, allora il bilinguismo è utile.
      Io penso che sia meglio imparre bene (benissimo) la lingua del posto dove si vive e si presume di continuare a vivere.
      In parole semplici, va bene imparare le lingue straniere (oggi come oggi, punterei sullo spagnolo e sul cinese, oltre che sull’inglese), ma avendo sempre una lingua principale (e un preciso modello logico, linguistico ed espressivo) da conoscere e praticare profondamente.
      La mia impressione è che la lingua che si parla non è solo una possibile ‘lingua’ tra le tante, ma è molto di più. Bisogna avercene per forza ‘una’, amarla e conoscerla a fondo. Poi si fa tutto il resto.

      DB

      3 July 2014 at 21:43 Reply
  • morgan

    Ciao anche io ho due figlie di 10 e 7 anni e penso che oggi più che mai conoscere almeno due lingue (inglese) soprattutto sia “necessario” per i ragazzi! Purtroppo, e dispiace dirlo, la scuola italiana è indietro anni luce rispetto ad altri paesi..i figli che hanno un genitore madrelingua che può insegnare loro fin dalla nascita la propria cultura secondo me sono fortunatissimi.

    3 July 2014 at 22:42 Reply
  • Laura C

    Ma infatti cara Filippa, anch’io come te ho la stessa fortuna con le mie figlie! Certo sono piccole, ma la più grande ormai ha 3 anni e dovreste sentirla parlare italiano col suo papà! Settimana scorsa dopo sette giorni di “full immersion” in Italia, ha passato di mischiare le lingue a inventare parole nuove: “nonna, andiamo con la bici a BICICLARE…” 😀
    Sig. Franco Bollo è stupenda ahahah!! E Mr. D con lo svedese come si difende? 😉

    Per quanto riguarda le case come dici tu, io ero solita dire “da me” e “da noi”, intendendo “Spagna” e “Italia”. Quanto è vero che uno ha la casa dove si trova il suo cuore, anche se in posti diversi.

    @DB: carissimo, quando insegnavo spagnolo a Milano, riscontravo alcune difficoltà aggiunte all’apprendimento di una nuova lingua. Non potevo spiegare la differenza fra due termini quando i miei alunni non capivano nemmeno la differenza tra un aggettivo o un avverbio in italiano. E mi rifiutavo di insegnare grammatica italiana basica che si impara alle elementari.
    Imparare la propria lingua bene come dici tu, è una forma di rispettare le proprie radici. Un saluto affettuoso.

    4 July 2014 at 09:21 Reply
    • DB

      Cara Laura C.,
      ricambio subito il saluto affettuoso.
      Ciò che dici a riguardo della conoscenza dell’italiano nelle scuole è verissimo. Per confortarti dico che ci sono università dove tengono corsi di italiano per gli studenti appena iscritti (studenti italiani !!!). Conosco alcuni di questi docenti e mi dicono che il deficit di italiano impedisce a molti studenti di affrontare le letture indispensabili e di comprendere il senso letterale delle lezioni. Questo ci fa capire come siamo conciati in questo Paese.

      Secondo me, conoscere bene la lingua del posto dove si nasce e si vive è decisivo perché fornisce le strutture di base indispensabili anche all’apprendimento delle altre lingue.
      Tanto per cambiare, vado ad un piccolo ricordo personale: ho fatti studi di scienze politiche con indirizzo per l’Europa Orientale (allo I.U.O. di Napoli). La mia laurea richiedeva la frequenza obbligatoria per quattro anni dei corsi di lingua russa, gli stessi corsi degli studenti di lingua e letteratura russa. Per me fu una sofferenza indicibile perché il russo è una lingua molto bella, ma complessissima sotto ogni profilo. Riuscii a superare la forte difficoltà iniziale e a portare a termine solo perché avevo fatto bene il liceo e riuscivo a comparare la struttura del russo con quella dell’italiano e del latino, a coglierne le differenze e a fissarle nella testa. Meglio di me si trovavano gli studenti che avevano fatto il liceo classico (io venivo dallo scientifico) e potevano fare una comparazione tra russo e greco e quindi più diretta e funzionale.
      Che in casa si parlino due lingue invece di una è ovviamente un vantaggio per i bambini, ma ciò non deve impedire la conoscenza molto approfondita di una delle due. Finché sono piccoli magari non si notano problemi, ma crescendo e affrontando studi più severi e specialistici i ragazzi possono trovarsi in difficoltà.
      E’ un po’ quello che ho notato in casa di amici dove la moglie è tedesca o francese o inglese. I ragazzi imparano subito la lingua della madre ad un livello elementare (domestico, appunto) ma restano in bilico tra i due mondi, non imparano bene neppure l’italiano e fanno più fatica quando vanno avanti con gli studi.
      Queste sono mie impressioni, poi posso sbagliare, naturalmente.

      Cordialmente,
      DB

      4 July 2014 at 12:39 Reply
      • Laura C

        @DB: Tutto dipende del grado di impegno che ci si metta all’ora di insegnare la lingua a casa. Il livello “domestico” che dici tu lo conosco. Un mio amico italiano ha la mamma americana e sa l’inglese tanto quanto me. Mi dispiace che, con la possibilità di crescere nella ricchezza linguistica di due paesi, tante volte non si riesca ad approfondire bene una delle lingue. Io sono spagnola e viviamo in Spagna, ma correggo mia figlia quando sbaglia in italiano e sono impegnata nel leggerle favole, libri, storie nella lingua di suo papà. Più avanti arriverà la scrittura e la grammatica. Lei deve sapere l’italiano meglio di me!

        Un abrazo! 🙂

        5 July 2014 at 10:22 Reply
        • DB

          Cara Laura,
          pensavo che fossi un’italiana che vive in Spagna.
          Sono affascinato dalla vostra lingua e dalla vostra letteratura. Ripiango di non aver studiato lo spagnolo. Mi sarebbe piaciuto tanto leggere in originale Cervantes.
          Sarà perché sono napoletano e la mia città conserva tracce profonde della vostra cultura.
          A me sembra che Napoli -anche se per certi versi e molto alla lontana- possa essere considerata parte della hispanidad. Mi veniva in mente proprio qualche tempo fa visitando una nuova stazione della metropolitana. Sono state riportate alla luce alcune opere strutturali volute da Don Pedro di Toledo durante il suo viceregno.
          La stazione si chiama Toledo perché sta nell’omonima strada che attraversa i Quartieri Spagnoli…
          Dimenticavo: la nuova stazione (molto bella) è stata progettata da un architetto spagnolo che si chiama Tusquet, mi sembra…

          Buona domenica !
          DB

          6 July 2014 at 12:10 Reply
          • Laura C

            E’ un grande onore per me che tu mi abbia scambiata per italiana. Grazie!
            Io ho letto “Don Quijote” e ti assicuro che ci vuole tanto per capire bene lo spagnolo antico.
            Napoli mi è parsa, dodici anni fa quando ebbi l’opportunità di visitarla, una città bellissima. Piazza del Plebiscito è una meraviglia.
            Un caro saluto da Granada

            7 July 2014 at 16:46
          • DB

            Granada ? E’ uno dei posti più straordinari al mondo !
            Da ragazzo feci un viaggio in Spagna, in auto con amici. L’intenzione era di arrivare a Madrid tutti insieme, ma l’Andalusia mi conquistò. Gli amici proseguirno mentrei io mi fermai a Granada in un alberghetto nel quartiere di Albaicin. Da Granada andai in treno o corriera a Siviglia, Cordoba, Malaga….Meraviglia ed emozione furono il leit-motiv di quel viaggio.

            E lo so che Cervantes è impegnativo. Per questo rimpiango di non aver fatto studi seri.

            Napoli è una città molto bella e anche molto difficile. Però vivere qui è interessantissimo e certe volte divertente.

            Il tuo italiano è perfetto, complimenti !

            DB

            8 July 2014 at 15:00
        • Letizia

          @Laura: NOOOOOOOOOOOOOO! Non ci posso credere! Mai e poi mai ti avrei presa per una spagnola DOC! Anch’io ho sempre creduto, come DB, che tu fossi un’italiana che si era trasferita in Spagna (sarà stato anche il tuo nome, concedimelo, a depistarmi 😉 ), il tuo italiano è PERFETTO! Complimenti vivissimi! E’ davvero una bellissima scoperta (a parte il fatto che amo lo spagnolo ed è una delle lingue che ho scelto di studiare)!
          E poi adesso, finalmente, ho scoperto dove vivi, è da tanto che ho la curiosità ma non te l’ho mai chiesto per una sorta di pudore e discrezione! Granada è una meravigliosa città che ho avuto la fortuna di visitare 18 anni fa, ma so bene che viverci sia ben diverso dal giudicarla con l’occhio del turista!
          Adesso che lo so, dovrò stare più attenta, quando ti scrivo qualche parola in spagnolo… hihihi… 🙂
          Muchos besitos!

          12 July 2014 at 23:27 Reply
          • Laura C

            @Letizia: C’è la faccina che arrossisce?… Oddio pensavo che fosse chiaro che io italiana non sono, da quanto scrivevo… poi ragazzi grazie dei complimenti, insomma ho vissuto molti anni in Italia e poi comunque qualche errore ogni tanto mi scappa, soprattutto da quando sono rientrata in Spagna sei anni fa e l’italiano lo parlo solo a casa!

            Sì Granada è proprio bella, certo non è lo stesso come dici tu, io che ci sono nata cresciuta e vissuta. Da qui vi mando questo:
            http://www.turgranada.es/?id_idioma=5

            E siete tutti benvenuti! 🙂

            13 July 2014 at 15:04
          • Letizia

            @Laura: beh, se vuoi puoi continuare ad arrossire, ma ti assicuro che non era affatto scontato, e anche se dici di fare degli errori, io non ne ho notati, o per lo meno non di così eclatanti, quindi ancora una volta BRAVA!
            Grazie per ‘l’omaggio cittadino’, sarebbe un piacere tornare dalle tue parti, prima o poi! Oltre al fatto di incontrarti, sarebbe il top avere una guida d’eccezione come te! 🙂
            Bacioni e buona domenica!

            13 July 2014 at 15:37
  • Katia

    Ciao Filippa e a tutto il planet!
    Leggo costantemente ma sono solitamente silenziosa…rubo un piccolo spazio e vado anche fuori dall’argomento del post, per dire che finalmente dopo 2 anni di ricerche e desiderio solamente motivato dalla stima e fiducia riposte in te Filippa, mi sono fatta un piccolo regalo…CLEAN Fresh Laundry è arrivato ieri dall’Olanda direttamente a casa mia….inutile dire che la prova del fuoco è stata brillantemente superata: una delle fragranze migliori che abbia mai sentito, ideale per la stagione estiva!
    Grazie Filippa…continua così!
    Katia

    4 July 2014 at 09:38 Reply
  • Laura

    Bellissimo outfit e bellissimo il post! adoro le scarpe colorate e per questo motivo ho comprato dei comodissimi sandali INBLU, sono certa che piacciano anche a te.

    http://www.inblu.com/

    4 July 2014 at 12:35 Reply
  • Karin Schönbaum

    E’ verissimo quello che dici. Piu culture conosci piu ricchi diventi. Con ogni tanto la sensazione di non essere completa perche’ ti manca l’alro posto.. Pero’ alla fine la pluralita’ vince sempre! Buona estate!

    4 July 2014 at 16:05 Reply
  • Letizia

    Già, la fortuna di avere due genitori di lingue diverse è assolutamente indiscutibile, ne abbiamo parlato tante volte, e concordo anche sul fatto che qualche volta i figli bilingue non facciano tesoro di questa grande ricchezza, non parlando le due lingue allo stesso livello. Ma è sempre meglio di niente, visto che per me lo studio delle lingue è sempre stato fondamentale, sin da quando ero piccola, oltre ad essere sempre stata una mia grande passione.
    E’ così bello poter girare il mondo e riuscire a comunicare facilmente con le persone (salvo eccezioni), ti rende più ricco oltre ad aprirti la mente e renderti più ‘libero’ culturalmente!
    Stella, oltretutto, è ancora più fortunata visto che è perfettamente trilingue!

    12 July 2014 at 23:15 Reply

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